Quello della notte scorsa è stato uno degli attacchi più intensi dall’inizio del conflitto russo-ucraino. Nel 1.359° giorno di guerra, la Russia ha scatenato un raid massiccio sulla capitale ucraina utilizzando centinaia di missili e droni, provocando morti, feriti e danni estesi in tutta la città.
Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha lanciato l’allarme nelle prime ore della notte: “Ci stiamo difendendo da un massiccio attacco aereo russo“. Le sue parole, diffuse sui social media e riprese dai media locali, hanno confermato la gravità della situazione mentre le sirene antiaeree risuonavano in tutta la capitale ucraina.
Il bilancio definitivo parla di un morto e 24 feriti, tra cui una donna incinta e un bambino. Almeno undici palazzi a più piani sono stati colpiti direttamente dai bombardamenti, con danni registrati in otto diversi quartieri della città. Tra gli obiettivi danneggiati figurano anche una struttura medica e un edificio amministrativo nei distretti di Holosiivskyi e Shevchenkivskyi.

L’escalation degli attacchi aerei sulla capitale ucraina rappresenta un segnale preoccupante dell’intensificazione del conflitto. Inoltre, mentre il conflitto con la Russia continua senza sosta, l’Ucraina si trova ad affrontare una crisi interna che scuote le istituzioni del Paese. Un grave scandalo di corruzione nel settore energetico ha portato il presidente Volodymyr Zelensky a prendere decisioni drastiche, rimuovendo dai loro incarichi il ministro della Giustizia e il ministro dell’Energia. Le accuse riguardano appropriazioni indebite in un settore strategico per la sopravvivenza nazionale, proprio mentre l’Ucraina affronta l’ennesimo inverno di guerra.
Intanto, sul fronte diplomatico, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è intervenuta alla Plenaria del Parlamento europeo con parole nette: “Putin sta nuovamente cercando di terrorizzare il popolo ucraino. Di usare l’inverno come arma. Di congelare l’Ucraina fino a sottometterla. Ancora una volta, fallirà. E l’Europa continuerà a rafforzare la resistenza dell’Ucraina“.
A pagare il prezzo più alto, come sempre, è la popolazione civile.



