Gabriele Nunziati, giornalista italiano che collaborava con Agenzia Nova, ha perso il lavoro a causa di una domanda rivolta durante una conferenza stampa della Commissione Europea a Bruxelles. Il 13 ottobre, Nunziati ha chiesto alla portavoce Paula Pinho se l’Unione Europea ritenesse che Israele dovesse contribuire economicamente alla ricostruzione della Striscia di Gaza, esattamente come aveva sostenuto per la Russia riguardo all’Ucraina.
La domanda era arrivata pochi giorni dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, in un momento in cui si iniziava a discutere della ricostruzione dell’enclave palestinese. La portavoce dell’esecutivo europeo aveva risposto con cautela: “La sua è una domanda molto interessante alla quale però in questa fase non vorrei rispondere”.
Nei giorni successivi alla conferenza stampa, il video della domanda ha iniziato a circolare ampiamente sui social network e sulle piattaforme online. Molti utenti hanno condiviso il filmato considerandolo una dimostrazione efficace della disparità di trattamento riservata dall’Unione Europea alle due situazioni belliche: quella in Ucraina e quella a Gaza.
Gabriele Nunziati è un cronista basato a Bruxelles
Ha posto una domanda alla Commissione, che la portavoce ha definito “interessante”
Ma l’agenzia per la quale lavora (Nova) l’ha considerata “tecnicamente sbagliata” e ha interrotto il rapporto di lavoropic.twitter.com/iOB9mMh09k
— Marco Bresolin (@marcobreso) November 4, 2025
Secondo quanto raccontato da Nunziati stesso in un’intervista a Fanpage, dopo la conferenza stampa ha ricevuto diverse telefonate dai suoi responsabili in Agenzia Nova, con toni che ha definito “abbastanza tesi”. Il 27 ottobre, esattamente due settimane dopo l’episodio di Bruxelles, il giornalista ha ricevuto una lettera formale che interrompeva il rapporto di collaborazione con l’agenzia.
Agenzia Nova ha inviato un comunicato di replica, nel quale ha difeso la decisione di interrompere il rapporto con Nunziati. L’agenzia ha sostenuto che la domanda fosse tecnicamente sbagliata, argomentando che esiste una differenza sostanziale tra i due conflitti: la Russia avrebbe invaso illegalmente l’Ucraina, mentre Israele avrebbe agito in risposta all’aggressione armata del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas.
“Non sorprende, quindi, che la portavoce non abbia risposto alla domanda, essendo assolutamente fuori luogo e di natura erronea”, si legge nella nota dell’agenzia. Il comunicato aggiunge un ulteriore elemento di critica: “Quel che è peggio, il video relativo alla sua domanda è stato ripreso e rilanciato da canali Telegram nazionalisti russi e dai media legati all’Islam politico in funzione anti-europea, creando imbarazzo all’agenzia”.
La vicenda ha suscitato reazioni anche nel mondo politico italiano. Anna Laura Orrico, deputata del Movimento 5 Stelle, è intervenuta con una nota ufficiale chiedendo chiarimenti ad Agenzia Nova sulla decisione di interrompere il rapporto di collaborazione con il giornalista.
Il caso solleva interrogativi sul confine tra libertà di stampa e linea editoriale nelle agenzie di informazione, soprattutto quando si tratta di temi geopolitici sensibili come i conflitti in Medio Oriente. La domanda di Nunziati, apparentemente legittima dal punto di vista giornalistico, ha evidenziato quanto possa essere delicato per i corrispondenti esteri affrontare determinati argomenti nelle conferenze stampa istituzionali.



