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Home » Cultura » Psycho, la verità dietro il mito: Ed Gein era davvero l’ispirazione?

Psycho, la verità dietro il mito: Ed Gein era davvero l’ispirazione?

Quanto c'è di vero nella trama di Psycho? E quanto ha a che fare con i crimini del serial killer Ed Gein? La parola all'autore del romanzo.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene8 Settembre 2025
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Norman Bates (interpretato da Anthony Perkins) nella scena finale di Psycho
Norman Bates (interpretato da Anthony Perkins) nella scena finale di Psycho (fonte: Shamley Productions)

Il capolavoro di Alfred Hitchcock, Psycho, uscito l’8 settembre del 1960, ha terrorizzato intere generazioni con la storia di Norman Bates, l’inquietante gestore del motel. Ma quanti sanno che la trama, tratta dall’omonimo romanzo di Robert Bloch, si ispira solo marginalmente a una storia vera? La leggenda vuole che il personaggio di Norman Bates sia basato su Ed Gein, il “Macellaio di Plainfield”. Ma qual è la verità?

Ed Gein, serial killer realmente esistito e operante principalmente nella cittadina di Plainfield (Wisconsin), confessò di aver ucciso almeno due donne e profanato circa 18 tombe, utilizzando parti di cadaveri per decorare la sua casa: un macabro dettaglio che ha alimentato il mito di Psycho come storia vera. Tuttavia, lo stesso Bloch ha più volte smentito questa connessione diretta.

In un’intervista rilasciata durante la World Horror Convention del 1991, Bloch chiarì:

“Non ho usato Ed Gein come base per Norman Bates; ho utilizzato le circostanze, ovvero: qualcuno poteva vivere in una piccola città, dove tutti conoscono gli affari di tutti, e commettere una serie di omicidi senza che nessuno sospettasse nulla. Ma questo alla gente non piace. Preferiscono credere alla leggenda“.

Bloch si ispirò al contesto, alla possibilità che un orrore simile potesse accadere inosservato in una piccola comunità, non ai dettagli raccapriccianti dei crimini di Gein.

Il serial killer Ed Gein al momento del suo arresto, nel novembre del 1957
Il serial killer Ed Gein al momento del suo arresto, nel novembre del 1957 (fonte: Milwaukee Journal Sentinel)

Bloch sottolineò che molti elementi chiave di Psycho, come l’omicidio sotto la doccia e la conservazione del corpo della madre, sono frutto della sua immaginazione e non hanno alcun riscontro nella storia di Gein. “Non gestiva un motel. Non ha ucciso nessuno sotto la doccia. Non ha conservato il corpo di sua madre“, affermò Bloch, ribadendo la natura fittizia del suo personaggio. “Ho inventato un personaggio basandomi su ciò che sapevo all’epoca, senza aver letto i dettagli, che inizialmente non erano stati stampati o diffusi, perché nella maggior parte dei casi la stampa era molto pudica. Solo successivamente riviste come Life e altre pubblicazioni hanno rivelato molti particolari, ma io non li avrei usati comunque, perché non si adattavano alle esigenze del mio specifico intreccio narrativo“.

Quindi, Psycho è una storia vera? La risposta è complessa: l’esistenza di Ed Gein e il clima di paura che generò nella comunità di Plainfield fornirono a Bloch lo spunto iniziale. Tuttavia Norman Bates, con le sue ossessioni e la sua personalità multipla, è una creazione letteraria originale, un personaggio nato dalla mente di Bloch e non una semplice trasposizione di Gein.

Il segreto oscuro che Bloch non voleva svelare, forse, era proprio questo: il potere della finzione di superare l’orrore della realtà, creando un’icona del terrore cinematografico che continua ad affascinare e inquietarci anche a distanza di decenni.

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