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Home » Cultura » Storia » Almeno 42 volte a un passo dalla morte: perché nessuno riuscì a fermare Adolf Hitler?

Almeno 42 volte a un passo dalla morte: perché nessuno riuscì a fermare Adolf Hitler?

Furono almeno 42 gli attentati documentati contro Adolf Hitler. Ecco chi li organizzò, perché fallirono e cosa cambiò la storia.
RedazioneDi Redazione13 Marzo 2026
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Adolf Hitler
Adolf Hitler (fonte: YouTube/

Sono stati almeno 42 gli attentati documentati contro Adolf Hitler. Questo è il numero che lo scrittore Will Berthold aveva già censito nel 1981, e altre fonti storiche ne confermano almeno 39 con prove concrete. Adolf Hitler fu il bersaglio più inseguito del Novecento: ogni volta, però, sfuggì per un soffio, o per una serie di circostanze che sembrano quasi incredibili. Chi tentò di fermarlo era spesso uno dei suoi stessi militari.

Il dato che stupisce di più: con l’avanzare della guerra, i complotti arrivarono quasi tutti dall’interno della Wehrmacht, non da nemici esterni. Generali e ufficiali dell’esercito tedesco si convinsero che eliminare Hitler fosse l’unico modo per salvare la Germania dalla rovina totale.
Stauffenberg e Hitler
Von Stauffenberg sulla sinistra e Adolf Hitler (fonte: ThoughtCo)

Prima della guerra (1933–1939): i primi tentativi isolati

Nei primi anni del regime, i tentativi erano opera di singoli individui o piccoli gruppi politicamente motivati, spesso comunisti, pacifisti o oppositori interni. Nessuno di loro riuscì ad avvicinarsi abbastanza.

Data Episodio
Feb. 1933 Ludwig Aßner spedì una lettera avvelenata, intercettata grazie a un telegramma di avvertimento.
1934 Helmuth Mylius organizzò un attacco a Berlino; i complici vennero arrestati prima di agire.
1934 Lo scrittore Edgar Jung progettò di sparare a Hitler, ma temette che la sua morte potesse trasformarlo in un martire.
Set. 1938 La cosiddetta cospirazione Oster prevedeva l’assalto alla Cancelleria del Reich. L’accordo di Monaco,  con la cessione pacifica dei Sudeti, fece crollare la motivazione politica del gruppo.
Nov. 1938 Lo svizzero Maurice Bavaud tentò di sparare durante una marcia commemorativa a Monaco, ma non riuscì ad avvicinarsi alla distanza utile.

I primi anni di guerra (1939–1942): la bomba che si congelò

Con lo scoppio del conflitto, la frequenza dei complotti aumentò. Il più clamoroso di questo periodo fu quello di Georg Elser: un falegname solitario, senza connessioni politiche, che agì da solo e quasi riuscì nell’impresa.

Data Episodio
8 nov. 1939 Georg Elser nascose una bomba a orologeria nella birreria Bürgerbräukeller di Monaco. Hitler lasciò la sala tredici minuti prima dell’esplosione.
11 nov. 1939 Erich Kordt volle sacrificarsi nella Cancelleria, ma le misure di sicurezza erano state appena inasprite e non riuscì a procurarsi gli esplosivi.
Giu. 1940 Una parata sugli Champs-Élysées a Parigi doveva servire da copertura per sparare al Führer. Hitler aveva già visitato la città tre giorni prima e la parata venne annullata.

Il 1943: l’anno dei complotti più sofisticati

Il 1943 fu l’anno di svolta: le sconfitte militari convinsero molti ufficiali che la guerra era ormai perduta. I piani si fecero più elaborati (e più disperati).

Data Episodio
13 mar. 1943 Il colonnello Henning von Tresckow fece nascondere una bomba, mascherata da bottiglia di liquore,  nell’aereo di Hitler. Il meccanismo si congelò in quota e non scattò mai.
21 mar. 1943 Rudolf-Christoph von Gersdorff si offrì come attentatore suicida durante una mostra d’armi a Berlino. Hitler visitò la mostra in soli dieci minuti; Gersdorff riuscì a disattivare la miccia all’ultimo secondo.
Dic. 1943 Il maggiore Axel von dem Bussche pianificò di farsi esplodere durante una sfilata di uniformi. Un bombardamento alleato distrusse i capi da esibire e la data venne rinviata.

📅 Il 1944: l’anno decisivo, fino al 20 luglio

Tra febbraio e luglio del 1944 si concentrarono almeno cinque tentativi, molti dei quali sfumarono per assenze dell’ultimo minuto o per la mancanza di Himmler, i cospiratori volevano eliminare anche lui, per evitare che prendesse il potere.

Data Episodio
Feb. 1944 Ewald Heinrich von Kleist era pronto a sacrificarsi durante la sfilata di uniformi rimandata. Hitler disdisse l’appuntamento pochi minuti prima.
Mar. 1944 Eberhard von Breitenbuch nascose una pistola nei pantaloni per sparare a Hitler al Berghof. Le SS non fecero entrare gli ufficiali d’ordinanza nella sala riunioni.
11 lug. 1944 Stauffenberg portò una bomba al Berghof, ma Himmler era assente. L’ordine di procedere non arrivò mai.
15 lug. 1944 Nuovo tentativo alla Tana del Lupo. Himmler ancora assente. La bomba non venne fatta esplodere, ma l’Operazione Valchiria fu attivata per errore a Berlino e poi annullata in extremis.
20 lug. 1944 L’attentato più celebre della storia. Stauffenberg posizionò la valigetta con la bomba nella sala conferenze della Tana del Lupo. Un ufficiale la spostò inavvertitamente dietro una gamba del tavolo massiccio. Hitler rimase ferito, ma sopravvisse. Fu l’ultimo tentativo verificabile.

Il 30 aprile 1945, Adolf Hitler si tolse la vita nel bunker della Cancelleria a Berlino. Nessuno dei suoi oppositori era riuscito a fermarlo prima.

 

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