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Home » Cultura » Storia » Per tutti era solo “il re pazzo”, ma che malattia aveva Giorgio III, il marito della Regina Carlotta?

Per tutti era solo “il re pazzo”, ma che malattia aveva Giorgio III, il marito della Regina Carlotta?

La storia della Regina Carlotta e di Re Giorgio III ha conquistato il cuore di molti. Ma di cosa soffriva veramente questo re così fragile?
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti29 Gennaio 2026
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Una scena di La regina Carlotta
Una scena di La regina Carlotta (fonte: Netflix)

Re Giorgio III d’Inghilterra è uscito dal dimenticatoio in cui lo hanno relegato le pagine della Storia grazie alla serie tv La Regina Carlotta, prodotta con Shonda Rhimes, Così, ad essere portata al centro della narrazione della non è solo il rapporto con la sua giovane sposa ma, soprattutto, la malattia di cui era affetto e che lo fece morire il 29 gennaio del 1820. Nel corso dei secoli, infatti,  è stato definito molto semplicemente e superficialmente “pazzo” ma, grazie a studi portati a termine negli ultimi anni, si è arrivati ad una conclusione diversa: ad affliggere il sovrano inglese potrebbe essere stata la porfiria. 

Si tratta di una malattia genetica rara che colpisce la produzione di emoglobina. Analisi recenti, condotte su campioni di capelli e di altri tessuti conservati del re, sembrano confermare questa ipotesi. Gli esperti, infatti,  hanno rilevato la presenza di elevate concentrazioni di porfirine, sostanze chimiche tipiche di questa malattia, nei campioni analizzati.

Ma quali sono i sintomi causati da questa particolare condizione di salute? Sicuramente violenti mal di testa,  allucinazioni visive e uditive, irritabilità ed improvvisi cambiamenti d’umore. Tutti problemi riscontrati proprio in Giorgio III in modo alterno, fino a raggiungere una soglia di crisi acuta coincisa con il suo ritiro a vita privata (era rinchiuso nel castello di Windsor) e all’istituzione di una reggenza.

Oltre alla porfiria, però, alcuni storici attribuiscono il peggioramento progressivo della sua condizione di salute anche ad altri fattori esterni come l’accumulo di piombo nel suo organismo e lo stress provocato dalle responsabilità del ruolo. Qualunque sia l’effettiva e principale motivazione della sua condizione, comunque, la vicenda personale di Giorgio III porta a considerare e riflettere sull’importanza della salute mentale e sul danno provocato dalla superficialità con cui spesso viene trattata.

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