Il 16 gennaio 2023 è una data che ha segnato la storia della lotta alla mafia in Italia. Quel giorno, dopo trent’anni di latitanza, Matteo Messina Denaro, l’ultimo grande boss di Cosa Nostra, è stato arrestato dai Carabinieri del ROS. A guidare sul campo l’operazione che ha portato alla cattura del latitante più ricercato d’Italia è stato il colonnello Lucio Arcidiacono, comandante del Raggruppamento Speciale palermitano dei Carabinieri.
Nato a Catania 49 anni fa, Arcidiacono è diventato improvvisamente una figura conosciuta a livello mondiale, finendo sotto i riflettori insieme al procuratore di Palermo Maurizio de Lucia, l’aggiunto Paolo Guido e il generale del ROS Pasquale Angelosanto. Il colonnello ha coordinato personalmente la parte operativa del blitz, seguendo quello che l’Arma dei Carabinieri definisce con orgoglio il metodo Dalla Chiesa.
Il Raggruppamento Operativo Speciale, fondato nel 1974 dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, si distingue infatti per un approccio investigativo innovativo caratterizzato da osservazioni meticolose, pedinamenti costanti e intercettazioni sempre più efficienti. L’obiettivo è identificare i membri delle organizzazioni criminali e i loro contatti, risalendo progressivamente ai vertici attraverso un lavoro paziente e metodico.
La cattura di Messina Denaro è stata il culmine di un’operazione denominata Tramonto (dal titolo di una poesia della piccola Nadia Nencioni, uccisa a 9 anni insieme alla sorellina nella strage di via dei Georgofili a Firenze, nel 1993, di cui Messina Denaro è stato uno dei responsabili), durata quasi sei mesi ma preceduta da anni di indagini. L’ultimatum era chiaro: tre mesi per portare a termine una missione impossibile, consegnare allo Stato l’ultimo grande boss di Cosa Nostra, un uomo che nell’ombra aveva continuato a muovere i fili del malaffare in Sicilia e oltre.
A pochi giorni dalla scadenza, il colonnello Arcidiacono e la sua squadra hanno scoperto alcuni biglietti nascosti a casa della sorella di Messina Denaro, contenenti dettagli preziosi sulle condizioni di salute del boss e sulla clinica dove si curava. Quelle informazioni hanno permesso di organizzare l’operazione ad alta tensione che ha portato finalmente all’arresto del latitante.
La carriera investigativa di Arcidiacono è costellata da operazioni di alto livello. Tra le più significative figura l’indagine Halycon, incentrata sulla famiglia mafiosa di Licata, che ha accertato legami con la politica e un intreccio con la massoneria deviata. Altrettanto rilevante è stata l’indagine Iblis, che ha fatto emergere collusioni tra politica, criminalità organizzata del Catanese e imprenditoria, legate a una vicenda di immobili comunali dati in concessione gratuita a privati.
Nel settembre 2024, Lucio Arcidiacono è stato nominato nuovo comandante provinciale dei Carabinieri di Messina, assumendo un ruolo di grande responsabilità sul territorio siciliano. La sua figura è diventata talmente emblematica che la storia della cattura di Messina Denaro è stata raccontata anche nella fiction Rai L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro, che andrà in onda stasera e domani sera su Rai 1, dove il personaggio del colonnello Lucio Gambera, interpretato da Lino Guanciale, è ispirato proprio ad Arcidiacono.
Come ha spiegato la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati, la serie televisiva ha voluto rappresentare “un ribaltamento del punto di vista”: non una narrazione sulla mafia, ma sul lavoro dello Stato che combatte e riesce a sconfiggerla. Un racconto che mette al centro il sacrificio, l’investimento umano e il prezzo personale che gli uomini e le donne delle forze dell’ordine pagano per missioni così delicate, tra relazioni familiari messe a dura prova e libertà personali limitate dalla pericolosità del lavoro.
L’operazione che ha portato alla cattura di Messina Denaro rappresenta una delle pagine più importanti nella storia recente della lotta alla criminalità organizzata in Italia, e il colonnello Lucio Arcidiacono ne è stato il protagonista operativo, incarnando la continuità di un metodo investigativo che da Carlo Alberto Dalla Chiesa arriva fino ai giorni nostri.



