È uno degli stati più piccoli al mondo. E la sua storia è avvolta da un’aura quasi magica. Stiamo parlando della Repubblica di San Marino che il 3 settembre celebra la sua fondazione, legata proprio al santo da cui prende il nome. Tutto inizia nel 257 d.C. con un uomo di nome Marino, un tagliapietre che arrivò a Rimini dalla Dalmazia (l’attuale Croazia). Marino era cristiano e dovette fuggire dalle persecuzioni ordinate dall’imperatore romano Diocleziano, che vedeva i cristiani come una minaccia per l’impero.
L’uomo trovò rifugio sul Monte Titano, dove la sua fama di guaritore si diffuse rapidamente nella piccola comunità montana. La sua reputazione divenne così grande che una nobildonna di nome Felicissima gli donò l’intero monte come ringraziamento per aver guarito suo figlio. Così, il 3 settembre del 301 d.C., secondo la leggenda, Marino pronunciò le sue ultime parole prima di morire: “Relinquo vos liberos ab utroque homine“, che significa “vi lascio liberi da ambedue gli uomini“. Con queste parole intendeva dire che la comunità doveva rimanere libera sia dal potere dell’Imperatore che da quello del Papa.
Queste parole profetiche divennero il fondamento dell’indipendenza di San Marino e da allora il territorio prese il nome di “Terra di San Marino” in memoria del suo santo fondatore. La prima testimonianza scritta della comunità sammarinese risale all’885 d.C. con il “Placito Feretrano”, un documento che prova l’esistenza organizzata della piccola repubblica.

Durante l’epoca dei Comuni medievali, San Marino sviluppò un sistema di governo democratico molto avanzato per i tempi. Il potere era nelle mani dei capifamiglia riuniti in un’assemblea chiamata “Arengo”. All’inizio il potere esecutivo spettava al Rettore e al Capitano Difensore, ma dal 1243 vennero introdotte due figure fondamentali: i Capitani Reggenti, che venivano nominati ogni sei mesi, tradizione che continua ancora oggi.
Nel 1295 l’Arengo creò il primo corpo di leggi, che nel 1600 divenne lo Statuto ufficiale della Repubblica. Nei secoli, San Marino ha dovuto difendere la sua indipendenza da numerosi attacchi. Nell’XI secolo resistette a Saraceni, Normanni e Ungari, mentre nel XVI secolo dovette fronteggiare le mire espansionistiche di Cesare Borgia (figlio di Papa Alessandro VI) e del Cardinale Alberoni.
La piccola repubblica iniziò a ricevere riconoscimenti internazionali importanti: nel 1797 fu riconosciuta dalla Francia di Napoleone Bonaparte, e nel 1815 dal Congresso di Vienna che ridisegnò l’Europa dopo le guerre napoleoniche.
Durante il Risorgimento italiano, San Marino dimostrò il suo spirito di libertà offrendo rifugio a Giuseppe Garibaldi e alle sue truppe. Molti sammarinesi parteciparono attivamente ai moti per l’unificazione italiana. Persino il presidente americano Abramo Lincoln riconobbe San Marino come “uno degli Stati più onorati della storia”. Durante entrambe le guerre mondiali, San Marino mantenne la sua neutralità e continuò la sua tradizione di offrire asilo politico e ospitalità a chi lottava per la libertà.
Oggi San Marino rimane una delle nazioni più piccole del mondo (appena 61 km²) ma anche una delle più antiche repubbliche ancora esistenti. Marino, lo ricordiamo, non fu canonizzato secondo i criteri moderni. La sua santità è stata riconosciuta attraverso la tradizione secolare, la venerazione dei fedeli e l’approvazione ecclesiastica locale.



