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Home » Spettacolo » Addio a Robert Duvall, portò Wagner nel Vietnam apocalittico di Francis Ford Coppola

Addio a Robert Duvall, portò Wagner nel Vietnam apocalittico di Francis Ford Coppola

Il grande attore americano si è spento a 95 anni. Sette nomination all'Oscar e una carriera leggendaria tra "Il Padrino" e "Apocalypse Now".
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino16 Febbraio 2026
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Robert Duvall in una scena di Apocalypse Now
Robert Duvall in una scena di Apocalypse Now (fonte: Titanus)

Il mondo del cinema piange Robert Duvall, scomparso domenica 15 febbraio 2026 all’età di 95 anni. L’attore statunitense si è spento serenamente nella sua casa di Middleburg, in Virginia, circondato dall’affetto della moglie Luciana. Con la sua morte, Hollywood saluta uno dei più grandi interpreti della storia, capace di dare vita a personaggi che sono entrati nell’immaginario collettivo di intere generazioni.

Duvall ha vinto l’Oscar come miglior attore nel 1984 per “Tender Mercies – Un tenero ringraziamento”, dove interpretava un cantante country alcolizzato in cerca di riscatto. Ma questa è solo la punta dell’iceberg di una carriera straordinaria: sette nomination totali agli Academy Awards, quattro Golden Globe vinti, due Emmy, un BAFTA e uno Screen Actors Guild Award.

Il suo modo di recitare, naturale e mai sopra le righe, ha fatto scuola. La sua capacità di immergersi completamente nei personaggi gli ha guadagnato il rispetto sia dei colleghi che della critica, rendendolo un punto di riferimento per attori come Robert De Niro, con cui ha spesso condiviso il set.

Tra i suoi ruoli più memorabili c’è sicuramente quello del tenente colonnello William Kilgore in “Apocalypse Now” (1979), il capolavoro di Francis Ford Coppola sulla guerra del Vietnam. In quella pellicola pronunciò una delle frasi più celebri della storia del cinema: “Mi piace l’odore del napalm al mattino”, che si è classificata al dodicesimo posto tra le cento frasi più famose secondo l’American Film Institute.

Ma l’immagine che tutti ricordano è quella del suo personaggio che ordina di far suonare “La cavalcata delle Valchirie” di Richard Wagner dagli altoparlanti degli elicotteri durante un attacco aereo. Quella scena, potente e disturbante allo stesso tempo, ha segnato per sempre il modo di rappresentare la guerra al cinema.

Robert Selden Duvall era nato il 5 gennaio 1931 a San Diego, in California. Suo padre William era un contrammiraglio della Marina statunitense, mentre la madre Mildred era un’attrice dilettante. La famiglia aveva anche un legame storico importante: la madre discendeva da Robert Edward Lee, il famoso generale confederato della Guerra di Secessione, che Duvall stesso avrebbe interpretato nel film “Gods and Generals”.

Prima di dedicarsi completamente alla recitazione, prestò servizio militare nell’Esercito degli Stati Uniti per due anni. Poi si trasferì a New York per studiare recitazione alla prestigiosa Neighborhood Playhouse School of Theatre, dove strinse amicizia con altri futuri grandi attori come Dustin Hoffman, con cui condivise persino un appartamento, e Gene Hackman. Quel gruppo di giovani talenti avrebbe rivoluzionato il cinema americano negli anni successivi.

I suoi primi passi nel mondo dello spettacolo li mosse al Gateway Playhouse, un teatro all’aperto di Long Island, dove debuttò nel 1952 interpretando un pilota. Ma il vero debutto cinematografico arrivò nel 1962 con “Il buio oltre la siepe” (To Kill a Mockingbird), dove interpretò Boo Radley. Un ruolo particolare: non pronunciò nemmeno una parola in tutto il film, ma la sua presenza silenziosa e inquietante rimase impressa nella memoria di tutti.

La svolta definitiva arrivò nel 1972 con “Il Padrino” di Francis Ford Coppola, dove interpretò Tom Hagen, il paziente e astuto consigliere della famiglia Corleone. Quel ruolo gli valse la prima nomination all’Oscar e lo ripropose poi nel sequel del 1974.

Da lì in poi la sua carriera decollò: film come “Network” (1976), “Il grande Santini” (1980) che gli valse un’altra nomination, e naturalmente “Apocalypse Now” lo consacrarono come uno degli attori più rispettati di Hollywood.

Negli anni successivi Duvall ha continuato a lavorare incessantemente, alternando ruoli da protagonista e da caratterista. Nel 1997 diresse e interpretò “L’apostolo”, un film indipendente sul mondo dei predicatori evangelici che gli valse un’altra nomination all’Oscar. Nel 2014, a 83 anni, ricevette la sua settima e ultima candidatura per “The Judge” accanto a Robert Downey Jr.

Il suo ruolo preferito? Lo dichiarò lui stesso: quello del ranger Augustus “Gus” McCrae nella miniserie western “Lonesome Dove” del 1989, che definì “Il Padrino dei western”.

 

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