Si è spento oggi nella sua abitazione di Cogorno, nel Levante genovese, il cantautore Sandro Giacobbe. Aveva 75 anni e da oltre dieci anni affrontava con grande coraggio una battaglia contro un tumore, un meningioma. A confermare la notizia è stata una fonte vicina alla famiglia. Giacobbe lascia la moglie e i figli Andrea e Alessandro.
Nato a Genova il 14 dicembre 1949 da padre siciliano di Mascali, in provincia di Catania, e madre lucana di Genzano di Lucania, in provincia di Potenza, Giacobbe è cresciuto in una famiglia operaia insieme ai suoi due fratelli. La sua passione per la musica emerse presto: a sedici anni, trascurando gli studi di ragioneria, formò con alcuni amici il gruppo musicale Giacobbe e le Allucinazioni, esibendosi nei locali della Liguria.
Gli esordi discografici arrivarono nel 1971 con la Dischi Ricordi e la canzone “Per tre minuti e poi…”, seguita l’anno successivo da “Scusa se ti amo”, ma senza ottenere particolari riscontri. Il passaggio alla CBS segnò la svolta: l’etichetta lo valorizzò inizialmente come autore, pubblicando alcune sue canzoni interpretate da altri artisti. Tra queste ottenne un buon successo “L’amore è una gran cosa”, cantata da Johnny Dorelli e scelta come sigla della trasmissione radiofonica Gran Varietà.
Il grande successo arrivò nel 1974 con “Signora mia”, brano che partecipò al Festivalbar e che diede il nome anche al suo primo album. La canzone venne inserita nella colonna sonora del film di Lina Wertmüller “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”, contribuendo a renderla un classico della musica italiana. Un’altra canzone dello stesso album, “Signora addio”, venne interpretata anche da Gianni Nazzaro.
Il 1976 rappresentò l’anno del boom definitivo: Giacobbe arrivò terzo al Festival di Sanremo con “Gli occhi di tua madre” e ottenne un ulteriore successo estivo con “Il mio cielo, la mia anima”. Nello stesso anno partecipò come autore allo Zecchino d’Oro con la canzone “Sette note per una favoletta”. Seguirono gli album “Bimba” nel 1977 e “Lenti a contatto” nel 1978, anno in cui tornò allo Zecchino d’Oro con “E l’arca navigava”.
La fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta consolidarono la sua popolarità: nel 1979 “Mi va che ci sei”, nel 1980 “Notte senza di te” e soprattutto nel 1982 “Sarà la nostalgia”, una delle hit più acclamate dell’anno, cantata successivamente anche dal tedesco Nino De Angelo. Nel 1983 tornò al Festival di Sanremo con “Primavera”, mentre l’anno successivo ottenne un nuovo successo estivo con “Portami a ballare”, presentato a Un disco per l’estate.

Negli anni successivi Giacobbe diradò l’attività discografica per dedicarsi principalmente ai concerti e alle iniziative di solidarietà e sport legate alla Nazionale cantanti, della quale fu difensore centrale e successivamente allenatore. Nel 1990 partecipò per la terza volta al Festival di Sanremo con “Io vorrei”, che diede il titolo al nuovo disco pubblicato dalla Carosello.
Nel 2003 il cantautore genovese partecipò al Festival di Viña del Mar in Cile con “E passa il tempo”, ottenendo il secondo posto tra i Big. La sua musica continuò a essere apprezzata anche dalle nuove generazioni: nel 2008 il comico Antonio Albanese usò “Il mio cielo, la mia anima” come canzone d’accompagnamento per il suo personaggio Cetto La Qualunque nel programma televisivo “Che tempo che fa”.
Grande appassionato di calcio, Giacobbe aveva giocato nella squadra locale di Moneglia prima di entrare nella Nazionale cantanti. Dal 2014 al 2016 fu allenatore in Prima Categoria del Rupinaro Sport di Chiavari, squadra nella quale militava anche il figlio Andrea, autore e interprete dell’inno “Un grande sogno”. L’altro figlio, Alessandro, ha giocato fino all’Eccellenza e nel 2024 allenava la Sammargheritese in Promozione.
Negli ultimi anni Giacobbe aveva continuato il suo impegno nella beneficenza, organizzando partite di calcio e concerti per cause solidali. Nel gennaio 2019 dedicò il singolo “Solo un bacio” ai figli delle vittime della tragedia del ponte Morandi di Genova, dando vita al progetto “NOI PER VOI” per raccogliere fondi attraverso eventi sportivi e musicali destinati a cinque famiglie con undici minori che avevano perso il capofamiglia nella tragedia.
Dopo aver vissuto per decenni a Moneglia, ultimamente si era trasferito a San Salvatore di Cogorno, dove si è spento. Giacobbe è rimasto per mesi nelle hit parade nazionali ed estere negli anni Settanta e Ottanta.
In una delle ultime, commoventi, apparizioni televisive a Domenica In, lo scorso marzo quando durante l’intervista con Mara Venier si era tolto la parrucca mostrandosi calvo in seguito alla chemioterapia.



