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Home » Spettacolo » Chi era James Senese, l’uomo che si innamorò di Coltrane e creò il Neapolitan Power

Chi era James Senese, l’uomo che si innamorò di Coltrane e creò il Neapolitan Power

James Senese: sassofonista napoletano, padre del Neapolitan power, riconosciuto "Brother in soul" all'Apollo Theater di New York.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino29 Ottobre 2025
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James Senese
James Senese (fonte: YouTube)
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Si è spento oggi a Napoli, dopo una polmonite, James Senese. Era ricoverato da tempo all’Ospedale Cardarelli. James Senese, il cui vero nome era Gaetano Senese, è stato uno dei musicisti italiani più importanti e riconosciuti a livello internazionale. Nato a Napoli il 6 gennaio 1945, la sua storia personale è già di per sé straordinaria e racconta molto dell’Italia del dopoguerra.

James era figlio di Anna Senese, una giovane napoletana, e di James Smith, un soldato afroamericano della Carolina del Nord appartenente alla 92nd Infantry Division. Il padre militare era arrivato a Napoli dopo lo sbarco di Salerno durante la Seconda Guerra Mondiale, ma dopo due anni abbandonò la famiglia per tornare negli Stati Uniti. James crebbe nel quartiere napoletano di Miano, seguito dal nonno Gaetano, dal quale prese il nome.

Fin da piccolo, il giovane James assorbì le sonorità dei dischi che i soldati americani avevano portato con sé durante la guerra: swing, boogie woogie e le melodie di Glenn Miller. Ma fu ascoltando un disco di John Coltrane che rimase affascinato dal suono del sassofono. A dodici anni, la madre gli regalò il suo primo strumento, dando inizio a quella che sarebbe diventata una carriera leggendaria.

 

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La carriera musicale di James Senese iniziò giovanissimo. Nel 1961, a soli sedici anni, fondò con Mario Musella il complesso “Gigi e i suoi Aster” a Terzigno. Due anni dopo, nel 1963, formò la band “Vito Russo e i 4 Conny”, che incise alcuni dischi per l’etichetta di Aurelio Fierro.

Ma il vero salto di qualità arrivò nel 1965 con la nascita degli Showmen, gruppo formato insieme a Mario Musella, Franco Del Prete, Luciano Maglioccola, Elio D’Anna e Giuseppe Botta. La band faceva cover di grandi artisti soul americani come Otis Redding, James Brown e Marvin Gaye, e raggiunse il successo nel 1968 vincendo il Cantagiro con “Un’ora sola ti vorrei”.

Quando gli Showmen si sciolsero (Elio D’Anna fondò gli Osanna e Mario Musella intraprese la carriera solista), Senese non si fermò. Nel 1972, insieme a Franco Del Prete, diede vita agli Showmen 2, e poi, nel 1974, al gruppo che lo avrebbe reso davvero famoso: i Napoli Centrale.

Con i Napoli Centrale, James Senese rivoluzionò la musica italiana. Il gruppo si allontanò dal rock progressivo tipico degli anni ’70 per creare un sound completamente nuovo: il jazz-rock con forte connotazione popolare, cantato in dialetto napoletano. Questo genere venne definito “Neapolitan power”, di cui Senese fu uno dei padri fondatori.

Il primo singolo “Campagna” ottenne un grande successo, seguito dall’album omonimo. Nel corso degli anni, nella band suonarono musicisti di grande talento, tra cui il tastierista americano Mark Harris, il bassista inglese Tony Walmsley, e un giovanissimo Pino Daniele che nel 1978 fu ingaggiato come bassista agli esordi della sua carriera.

La fama di James Senese varcò presto i confini italiani. Nel 1990, un momento storico: all’Apollo Theater di New York, tempio della musica soul, fu definito dagli americani “Brother in soul”, un appellativo riservato solo ai grandissimi artisti. Questo riconoscimento certificò definitivamente il suo talento a livello mondiale.

Durante la sua carriera ha collaborato con leggende del jazz e della musica internazionale come Gil Evans, Bob Marley, Ornette Coleman, Art Ensemble of Chicago, Steve Thorton, Lester Bowie e Don Moye. In Italia ha lavorato con Roberto De Simone, Pino Daniele, Tullio De Piscopo ed Enzo Avitabile.

Nel 1983 i Napoli Centrale si sciolsero temporaneamente, permettendo a Senese di iniziare la carriera solista. Il suo primo album “James Senese” uscì nel 1992, stesso anno in cui i Napoli Centrale tornarono sulla scena. Tra i lavori più significativi della sua discografia solista ci sono “Hey James” del 1991 (omaggio al padre James Smith), “Zitte! Sta arrivanne ‘o mammone” del 2001 con collaborazioni prestigiose come Lucio Dalla e Raiz, ed “È fernuto ‘o tiempo” del 2012.

Nel 2016, l’album “‘O’ Sanghe” vinse la Targa Tenco come miglior album in dialetto, confermando ancora una volta la qualità artistica del musicista napoletano.

James Senese si distinse anche nel cinema. Debuttò nel 1982 nel film “No grazie, il caffè mi rende nervoso” di Lodovico Gasparini, recitando con Lello Arena e Massimo Troisi. Partecipò poi a vari film, tra cui il doc-musicale “Passione” di John Turturro del 2010. Nel 2020, alla Mostra del Cinema di Venezia, fu presentato il documentario “James” di Andrea Della Monica, dedicato interamente alla sua vita e carriera.

 

 

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