Il castello di Windsor ha fatto da cornice a una cerimonia di investitura particolarmente emozionante martedì scorso, quando il principe William ha conferito il titolo di cavaliere a Gary Oldman, uno degli attori più versatili e rispettati del panorama cinematografico internazionale. Il riconoscimento, parte degli onori per il compleanno del re, celebra i quasi 45 anni di carriera dell’attore londinese e i suoi straordinari contributi al mondo della recitazione. Da parte sua, Oldman, 67 anni, non ha nascosto la profonda commozione per l’onorificenza ricevuta.
È stato molto emozionante. Così emozionante che quasi non riuscivo a trovare la voce”, ha dichiarato subito dopo la cerimonia. Pensavo che l’Oscar fosse un grande traguardo. Senza mancare di rispetto all’Academy, ma impallidisce al confronto. Questo non ha paragoni con nient’altro.
L’incontro tra il principe e l’attore si è rivelato tutt’altro che formale. William ha dimostrato di essere un vero fan del lavoro di Oldman, in particolare della serie televisiva Slow Horses, il thriller spionistico di Apple TV in cui l’attore interpreta Jackson Lamb, un agente veterano dell’MI5 dal carattere burbero e dalle abitudini discutibili.

William ha menzionato anche The Fifth Element e la magistrale interpretazione di Winston Churchill in Darkest Hour, il ruolo che nel 2018 è valso a Oldman l’Oscar come miglior attore protagonista, oltre a un Bafta e numerosi altri riconoscimenti.
La carriera di Gary Oldman, dunque, è un catalogo impressionante di trasformazioni camaleontiche. Dal Sid Vicious dei Sex Pistols al conte Dracula, da Lee Harvey Oswald al commissario Gordon nella trilogia di Batman, fino a George Smiley in La talpa. Quest’ultimo ruolo, nel 2011, gli valse nomination sia ai Bafta che agli Oscar, aprendo la strada al successivo trionfo con Darkest Hour. Senza dimenticare, ovviamente, il fascinoso Sirius Black nella saga di Harry Potter.
Non solo attore, Gary ha anche dimostrato il suo talento dietro la macchina da presa con il debutto alla regia nel 1997. Nil by Mouth, un’opera semi-autobiografica sulla sua infanzia, è stato acclamato come un film brillante ma emotivamente straziante, vincendo i Bafta per miglior film britannico e migliore sceneggiatura originale nel 1998.
Per Gary Oldman, dunque, questo riconoscimento rappresenta la consacrazione definitiva di una carriera straordinaria che ha attraversato quasi mezzo secolo, dimostrando che alcuni artisti non smettono mai di evolversi e sorprendere. E se persino un principe confessa di essere un fan, evidentemente il cavaliere Oldman ha ancora molto da offrire al mondo della recitazione.



