Gloria Guida festeggia 70 anni. Un traguardo che l’attrice, icona indiscussa della commedia sexy all’italiana negli anni Settanta, celebra nell’intimità della sua casa romana, lontana dai riflettori che per anni l’hanno seguita. Accanto a lei ci sono gli affetti più cari: il marito Johnny Dorelli, al suo fianco da 46 anni, la figlia Guendalina, la nipote Ginevra e i parenti stretti.
Un metro e 70, capelli lunghi e biondi, occhi azzurri, sguardo magnetico: Gloria Guida è stata il sex symbol degli anni Settanta, emblema di una nuova femminilità non più capricciosa e volubile ma cosciente ed emancipata. Ma dietro l’immagine della diva c’è una storia familiare straordinaria e un percorso artistico nato quasi per caso.
Sua madre Teresa Moggi, scomparsa nell’aprile 2024 a 92 anni, è stata negli anni Cinquanta una delle indossatrici preferite dello stilista napoletano Emilio Schuberth, che in quel periodo vestì la principessa Soraya e dive come Rita Hayworth e Sofia Loren. Teresa si avvicinò anche al cinema nel 1954 con piccole particine in film come Hanno rubato un tram con Aldo Fabrizi e Il cardinale Lambertini con Gino Cervi, prima di dedicarsi completamente alla famiglia dopo il matrimonio con Giorgio, emiliano di Casalecchio di Reno.
Nonostante tutto questo, però, la strada verso il cinema non era certo scontata per Gloria. Dopo le medie, frequenta il Conservatorio di Bologna, scegliendo controcorrente di studiare l’arpa mentre tutti si orientavano verso pianoforte o chitarra. E poi il canto.
Tutti dicevano che avevo una bella voce tanto che mio padre mi spinse a partecipare a diversi concorsi e a prendere lezioni da Alda Scaglioni, un’autorità nel campo canoro scopritrice di talenti come Gianni Morandi.
La prima esibizione avviene a soli 12 anni al Caffè concerto Mocambo di Rimini, locale alla moda sulla riviera romagnola gestito dal padre.
Mi spinse letteralmente sul palco e accompagnata dall’orchestra interpretai il brano del momento, che per me resta il più bello di tutti: “A chi” di Fausto Leali.
Dai 15 ai 18 anni Gloria inizia a sostenere dei provini in Rai, partecipa al Festival di Venezia e a Un disco per l’estate. Nel 1973 viene messa sotto contratto dall’etichetta discografica Cbs Sugar che in quegli anni annovera complessi come i Pooh e i Camaleonti. Ma è nel 1974 che la svolta arriva in modo inaspettato:
La mia foto, comparsa sulla copertina di un mio 45 giri, finisce sul tavolo di una produzione cinematografica e vengo chiamata per un’audizione di fronte al regista Mario Imperoli. E’ bastato un provino per diventare la protagonista del mio primo film dal titolo La ragazzina, la risposta in chiave adolescenziale al fenomeno Malizia con Laura Antonelli. Allora ero timidissima, mi vergognavo davanti alla cinepresa quando dovevo girare le scene di nudo. Il regista, però, è stato molto bravo e sensibile ad aiutarmi.
Nel film la Guida interpreta una liceale spigliata e inquieta che fa perdere la testa a coetanei e adulti. Quel ruolo di studentessa audace e sessualmente disinibita l’ha accompagnata in buona parte dei suoi 34 film girati prevalentemente in cinque anni, dal 1974 al 1979, che le hanno dato una straordinaria popolarità.
Facevo anche tre film all’anno, finivo il venerdì e il lunedì ne iniziavo un altro. Ma il canto anche in quel frangente non è mai venuto meno e ho interpretato i brani delle colonne sonore di film come Avere vent’anni, La liceale seduce i professori e L’infermiera di notte.
Nonostante questo successo, però, è stato il teatro a cambiarle davvero la vita. Nel 1979, infatti, viene chiamata a Roma da Pietro Garinei che cercava un volto nuovo per una commedia musicale scritta assieme a Jaja Fiastri che doveva andare in scena a dicembre al teatro Sistina, Accendiamo la lampada,
Ero terrorizzata, ma le prove con il maestro Armando Trovajoli andarono molto bene. Come nel film Sliding Doors lì ho incontrato Johnny Dorelli, la persona con cui ho condiviso l’esistenza. E pensare che all’inizio mi stava pure antipatico. Eccessivamente pignolo durante le prove del musical dove era l’attore protagonista. Quella mia prima volta a teatro è stata la nostra lampada magica: lui interpretava il sultano, io una tessitrice. Ero inesperta, impaurita.
Da quel momento i due non si sono più lasciati, condividendo la vita professionale del teatro e quella privata con la nascita della figlia Guendalina. Un legame che, ad oggi, si è fatto ancora più forte e che accompagna la Guida in questo traguardo importante della sua esistenza.



