D’accordo, i critici seguono dei parametri particolari e non sempre i loro giudizi sono avvalorati dal pubblico, ma di sicuro, leggere che All Fair’s, la nuova serie targata Ryan Murphy e Kim Kardashian stia ricevendo una valanga di recensioni devastanti (letteralmente) da parte della critica internazionale fa un po’ riflettere. Il legal drama, disponibile su Hulu e Disney+ dal 4 novembre, è stato definito “esistenzialmente terribile”, “un monumento pacchiano alla vanità” e persino “il peggior drama televisivo mai realizzato”. Ok.
La serie in dieci episodi, di cui i primi tre sono già disponibili, segue le vicende di un team di avvocatesse divorziste (per la cronaca, Kardashian è davvero avvocato) che aprono il proprio studio a Los Angeles. Secondo la sinossi ufficiale, le protagoniste sono “feroci, brillanti ed emotivamente complesse” e navigano tra separazioni ad alto rischio, segreti scandalosi e alleanze mutevoli, sia in tribunale che all’interno del loro stesso gruppo.
Accanto a Kardashian, che interpreta l’avvocatessa divorzista Allura Grant, il cast vanta nomi di peso come Naomi Watts, Glenn Close, Sarah Paulson, Niecy Nash-Betts e Teyana Taylor. Nonostante la presenza di attrici premiate con Emmy e Oscar, la serie non è riuscita a convincere nemmeno i critici più indulgenti.
Il Times ha assegnato alla serie zero stelle, con un titolo inequivocabile: “All’s Fair, forse il peggior drama televisivo di sempre”. Il vicedirettore televisivo Ben Dowell ha scritto che la serie è “così brutta da non essere nemmeno divertente da guardare” e l’ha definita “un monumento pacchiano alla stessa avidità, vanità e avarizia che dovrebbe prendere di mira”. Dowell ha aggiunto che tutto sembra “sceneggiato da un bambino incapace di scrivere anche la parola più semplice”.
Anche il Guardian ha assegnato zero stelle. La critica televisiva Lucy Mangan ha ammesso di non credere fosse ancora possibile realizzare una televisione così scadente, ipotizzando l’esistenza di standard minimi di qualità ormai acquisiti nel settore. “La nuova serie di Ryan Murphy è terribile. Incomprensibilmente, esistenzialmente terribile”, ha scritto Mangan.
Le critiche più feroci hanno riguardato le performance attoriali, in particolare quella di Kim Kardashian. Il Telegraph ha scritto che in mezzo a questo “disastro di trame soap e dialoghi banali” sarebbe ingiusto puntare il dito solo contro Kardashian, la cui partecipazione è solo uno dei tanti problemi. Tuttavia, il quotidiano britannico non ha potuto ignorare la sua recitazione rigida, già confermata dalla sua apparizione come guest star nella dodicesima stagione di American Horror Story di Murphy.
Ancora più evidente della sua mancanza di capacità attoriali, secondo il Telegraph, è la sua completa assenza di presenza scenica: “Non ha aura, nessun carisma non filtrato. Dimenticate il fattore X, Kardashian ha una qualità Zzzzzz che minaccia di addormentare lo spettatore impreparato ogni volta che apre bocca”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche USA Today, che ha definito la serie “il peggior show televisivo dell’anno”, attribuendole una sola stella su quattro (che insomma è un grosso risultato) e Glamour, la cui critica Emily Maddick, ha paragonato la visione di All’s Fair a quella di un episodio di The Kardashians.



