Cesare Cremonini si racconta senza filtri in una lunga intervista al Corriere della Sera, ripercorrendo gli anni difficili della sua formazione, le relazioni che hanno segnato la sua vita e le scelte che lo hanno portato a rivendicare la propria libertà artistica e personale. Dalle confessioni sul rapporto con i genitori alle rivelazioni sulla vita sentimentale, il cantautore bolognese disegna un ritratto intimo e complesso di chi ha dovuto affrontare gabbie dorate, depressioni familiari e manipolazioni professionali.
Il racconto parte dal legame mai sbocciato con Lucio Dalla, che telefonava alla madre di Cremonini chiedendole perché non potesse essere amico di suo figlio. Solo anni dopo fu Cremonini stesso a cercarlo: un caffè a casa sua con Francesco De Gregori, uno Steinway antichissimo e un foglio con scritto a mano “Vorrei essere una rondine”, appunto rimasto lì dove era stato pensato. Quell’incontro rappresentò una svolta simbolica verso quella libertà che oggi l’artista rivendica come strategia di vita.
La libertà è stata anche al centro della rottura professionale con l’ex manager Walter Mameli, definito da Cremonini come il suo scopritore ma anche il suo carceriere. Per oltre trent’anni ha vissuto in un castello dorato dove gli era negata la possibilità di avere rapporti con qualunque essere umano del suo ambiente. La separazione, avvenuta cinque anni fa, è stata difficile ma liberatoria: le successive collaborazioni con Luca Carboni, Elisa e Lorenzo Jovanotti derivano da un enorme fallo di reazione a quella costrizione gigantesca.

Sul fronte più intimo, Cremonini entra nei ricordi familiari con una franchezza disarmante. Racconta la sofferenza della madre, sposata giovanissima con un uomo molto più grande, e il giorno in cui da dodicenne le disse: “Mamma, bisogna che lo lasci”. La madre aveva bisogno di un alleato e lui lo è stato, in un periodo segnato da quella che descrive come una palla infuocata di depressione familiare. Il padre, racconta, diceva alla madre che anche il cinema era di troppo per lei. Anni dopo fu proprio Cremonini a salvare la vita al padre la sera in cui venne colpito da un doppio ictus micotico mentre cenavano insieme.
L’artista parla apertamente anche della propria salute mentale: da due anni prende medicinali per una lieve forma di schizofrenia.
Inevitabile il capitolo dedicato alla vita sentimentale. La relazione con Giorgia Cardinaletti, la giornalista del Tg1, è ormai conclusa: “Non c’è più”, dichiara senza giri di parole. Ma subito aggiunge: “Sono innamorato”, senza però voler andare oltre nella rivelazione dell’identità della nuova compagna. La canzone Ragazze facili nacque proprio da una richiesta di Cardinaletti: il coraggio di amare.
Nelle sue confessioni trova spazio anche una rivelazione inaspettata: “Mi sono sentito attratto anche da un uomo”. Cresciuto in una cultura libera, tra fumetti di Andrea Pazienza, serate all’Arcigay e il travestitismo, Cremonini rivendica una formazione immersa in ambienti fluidi e libertà culturale. Precisa di non aver avuto esperienze omosessuali ma di portare tatuato Freddie Mercury sul braccio e di abbracciare un’idea di inclusività naturale. “L’amore è sperimentale, il sesso è metodico. Io sono sperimentale”, sintetizza.
Non manca uno sguardo alla politica e alla società contemporanea. Alla domanda se preferisca Meloni o Schlein, risponde: “Nessuna delle due, le leggi del tifo le applico volentieri soltanto al Bologna”.



