Si è spento a 95 anni a Latisana, in provincia di Udine, Lorenzo Buffon, una delle leggende del calcio italiano e portiere simbolo del Milan degli anni Cinquanta. La scomparsa è avvenuta per arresto cardiaco, come comunicato dalla figlia Patricia. I funerali si svolgeranno in forma privata nella città friulana dove risiedeva con la moglie Loredana.
Lorenzo Buffon ha scritto pagine indelebili nella storia del calcio italiano. Nato il 19 dicembre 1929, legò gran parte della sua straordinaria carriera al Milan, difendendo la porta rossonera per 275 volte tra il 1949 e il 1959. In rossonero conquistò quattro scudetti, diventando uno dei protagonisti assoluti dell’epopea del Gre-No-Li, il Milan dei fenomeni svedesi Gren, Nordahl e Liedholm che dominò il calcio italiano.
Il suo esordio a San Siro arrivò nel 1949, appena compiuti vent’anni, in una vittoria per 5-1 contro la Sampdoria. “Ero il ragazzo più felice del mondo”, disse nell’ultima intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport nel settembre 2023. Due settimane dopo quell’esordio arrivò un’altra prestazione memorabile: Milan-Juventus 7-1 a Torino.
Soprannominato “Tenaglia” per la sua presa sicura e infallibile, Lorenzo Buffon fu il primo grande portiere della tradizione friulana, quella che avrebbe poi prodotto campioni come Dino Zoff e il suo lontano parente Gianluigi Buffon. Lorenzo era infatti cugino di secondo grado del nonno di Gigi, con cui condivideva non solo il cognome ma anche la passione per il ruolo di estremo difensore.
Il legame tra i due Buffon era forte e affettuoso. Gianluigi ha voluto salutarlo con un messaggio su Instagram: “Lorenzo Buffon ha illuminato un’epoca, e ispirato le generazioni successive con il suo talento straordinario. Quando ero bambino, nel salotto di casa, ricordo una sua gigantografia in volo a San Siro per una parata: un’immagine potente, che ha lasciato un segno indirizzando il mio cammino“.
Visualizza questo post su Instagram
Dopo l’esperienza milanista, Lorenzo Buffon continuò la sua carriera vincendo un altro scudetto con l’Inter nella stagione 1962-63, quella che di fatto inaugurò l’era della Grande Inter di Helenio Herrera, prima di cedere il posto a Giuliano Sarti. Successivamente indossò anche le maglie di Genoa e Fiorentina prima del ritiro.
Con la Nazionale italiana disputò diverse partite, indossando per cinque volte la fascia da capitano e partecipando al Mondiale del 1962 in Cile. Una prestazione contro l’Inghilterra gli costò la frattura del naso e di diverse costole. Per questo venne insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro.
La sua carriera fu costellata di rivalità leggendarie, come quella con Giorgio Ghezzi, portiere dell’Inter negli anni Cinquanta. Ma anche di amicizie profonde, come quella con Benito Lorenzi, soprannominato “Veleno”, attaccante nerazzurro con cui condivideva gli allenamenti all’Arena quando Milan e Inter si preparavano insieme.
Lorenzo Buffon fu protagonista anche della prima edizione della Coppa dei Campioni nel 1955-56, quando il Milan esordì contro il Saarbrucken perdendo a sorpresa 4-3 a San Siro.
Considerato insieme a Lev Yashin il più grande portiere della sua epoca, Lorenzo Buffon fu inserito nella squadra FIFA All-Star negli anni Sessanta. Con il leggendario portiere russo instaurò un rapporto di stima e amicizia che andava oltre il campo. “Ero amico di Yashin. Mi ha confidato qualche piccolo segreto: ‘Quando giochi in notturna, mettiti l’ombretto nero sotto gli occhi, attenui i riflessi dei riflettori e vedi meglio i palloni’. L’ho fatto, aveva ragione”, disse.
Buffon fu uno dei primi calciatori italiani a inaugurare la stagione dei rapporti d’amore con le donne dello spettacolo. Dal ’58 al ’68, infatti, fu sposato con Edy Campagnoli, leggendaria valletta di Lascia o raddoppia?.
Negli ultimi anni viveva serenamente a Latisana, dedicandosi alla sua grande passione oltre il calcio: la pittura.



