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Home » Sport » Dal Vesuvio alla Mole: Spalletti tradisce il cuore (e il tatuaggio) di Napoli per la Juve

Dal Vesuvio alla Mole: Spalletti tradisce il cuore (e il tatuaggio) di Napoli per la Juve

Spalletti alla Juventus dopo il tatuaggio dello scudetto con il Napoli: le reazioni dei tifosi partenopei al nuovo incarico del CT toscano.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene29 Ottobre 2025
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Luciano Spalletti in una recente intervista
Luciano Spalletti in una recente intervista (fonte: YouTube Sky Sport)
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Luciano Spalletti sarà (salvo catastrofi al momento non previste) il nuovo allenatore della Juventus, e questa notizia sta scatenando reazioni contrastanti nel mondo del calcio italiano, in particolare a Napoli. La notizia dell’esonero di Igor Tudor dalla panchina bianconera ha immediatamente acceso i riflettori sul tecnico toscano, attualmente libero dopo aver lasciato la guida della nazionale italiana nel 2025.

Nato a Certaldo il 7 marzo 1959, Spalletti ha costruito una carriera da allenatore di altissimo livello, costellata di successi e riconoscimenti individuali. Dopo aver concluso la carriera da calciatore nel 1993, ha intrapreso il percorso sulla panchina, costruendo gradualmente la sua reputazione attraverso esperienze con Empoli, Sampdoria, Venezia, Udinese e soprattutto Roma, dove ha conquistato due Coppe Italia e una Supercoppa italiana tra il 2005 e il 2009.

La sua avventura in Russia con lo Zenit San Pietroburgo, dal 2009 al 2014, gli ha permesso di vincere due campionati russi, una Coppa di Russia e una Supercoppa, consolidando la sua fama a livello internazionale. Il ritorno in Italia lo ha visto protagonista con Roma e Inter, prima dell’esperienza più importante della sua carriera: il Napoli.

Dal 2021 al 2023, Spalletti ha guidato gli azzurri alla conquista dello scudetto nella stagione 2022-2023, interrompendo un digiuno che durava dal 1990. Un trionfo celebrato con un gesto simbolico e permanente: il tatuaggio dello scudetto sul braccio, segno indelebile di un legame che sembrava eterno con la città partenopea e i suoi tifosi.

Ed è proprio questo dettaglio a rendere il passaggio alla Juventus così controverso. A Napoli, dove il ricordo del trionfo è ancora vivissimo e dove Spalletti ha ottenuto la cittadinanza onoraria nel 2023, la reazione alla firma con i bianconeri è mista. Nelle strade del centro storico, sul lungomare e sui social network, i tifosi si dividono tra chi parla apertamente di tradimento e chi, più pragmaticamente, riconosce che il calcio moderno ha regole diverse dal romanticismo del passato.

Un edicolante napoletano ha commentato con “Sarebbe una vergogna” quando quella del passaggio alla Juve era una semplice voce di corridoio; altri tifosi si interrogano sul destino di quel tatuaggio che celebrava uno scudetto vinto proprio contro squadre come la Juventus. Eppure c’è anche chi la pensa diversamente: “Ognuno fa la sua strada, gli auguriamo in bocca al lupo”, ammette un tifoso sul lungomare, riconoscendo che gli allenatori, come i calciatori, hanno carriere professionali che vanno oltre i colori di una singola maglia.

Il paragone con Antonio Conte è inevitabile. L’attuale allenatore del Napoli, grande ex della Juventus dove ha vinto tre scudetti consecutivi come giocatore e tre come allenatore, è amatissimo dalla piazza partenopea nonostante il suo passato bianconero. La differenza? Conte non ha tatuato lo scudetto napoletano sul braccio, rendendo meno simbolica una sua eventuale scelta di cambiare maglia in futuro.

 

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Spalletti, invece, aveva dichiarato dopo l’esperienza al Napoli di non voler più allenare in Italia, almeno non in Serie A. Quella frase, pronunciata nel pieno dell’emozione per il trionfo, sembrava definitiva. Eppure il richiamo di una grande panchina come quella della Juventus, in un momento di crisi profonda per i bianconeri, potrebbe aver fatto cambiare idea al tecnico toscano.

Dal punto di vista tecnico e tattico, Spalletti rappresenta un profilo ideale per la Juventus: la sua capacità di costruire un gioco organizzato, la gestione dello spogliatoio e l’esperienza maturata in contesti di altissima pressione sono qualità che potrebbero servire ai bianconeri per uscire dalla crisi attuale. Nel corso della sua carriera, ha dimostrato di saper valorizzare i giovani talenti, migliorare le prestazioni individuali dei giocatori e costruire squadre competitive anche senza budget illimitati.

I suoi riconoscimenti individuali parlano chiaro: due Panchine d’oro, tre premi come miglior allenatore AIC, il Premio Nazionale Enzo Bearzot e l’inserimento nella Hall of Fame del calcio italiano nel 2024. Un curriculum che pochi allenatori italiani possono vantare e che lo rende uno dei tecnici più rispettati del panorama nazionale.

La sua vita privata è sempre stata lontana dai riflettori. Sposato con Tamara, originaria di Carpi e conosciuta durante l’esperienza professionale a La Spezia, ha tre figli. Nel 2019 ha affrontato il dolore della perdita del fratello Marcello, scomparso a causa di un tumore, un lutto che ha segnato profondamente il tecnico toscano.

Nelle prossime ore Spalletti firmerà il contratto con il club torinese: un contratto di 8 mesi con opzione di rinnovo automatico in caso di qualificazione in Champions League. Ora la domanda che tutti si pongono è: come reagiranno i tifosi? Sui social c’è chi scrive: “Gli vorrò ugualmente bene. Un uomo che ha dato tutto per il Napoli non verrà mai infangato“. Altri, invece, non riescono a perdonare quello che considerano un tradimento verso una città che lo ha consacrato come uno dei suoi eroi sportivi.

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