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Home » Sport » Italia regina nella Billie Jean King Cup: un trionfo che parla (anche) di storia e diritti

Italia regina nella Billie Jean King Cup: un trionfo che parla (anche) di storia e diritti

Italia vittoriosa alla BJK Cup, vediamo chi è la donna a cui il trofeo è dedicato e perché è stata così importante per il tennis femminile.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino21 Settembre 2025
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Le azzurre del tennis
Le azzurre del tennis (fonte: Eurosport)
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L’Italia del tennis femminile è campione del mondo per la seconda volta di fila.  Le azzurre di Tathiana Garbin hanno sconfitto gli Stati Uniti 2-0 al termine di una finale incredibile, dominata dall’inizio alla fine. Decisive le vittorie di Elisabetta Cocciaretto (che ha sconfitto Navarro 6-4, 6-4) e di Jasmine Paolini (che ha battuto Pegula 6-4, 6-2). Per l’Italia è la sesta Billie Jean King Cup. Considerata l’omologa femminile della Coppa Davis, la BJK Cup porta il nome di una delle più grandi tenniste della storia.

Billie Jean King, nata Billie Jean Moffitt il 22 novembre 1943 a Long Beach, California, è una paladina dell’uguaglianza di genere e della giustizia sociale. La sua carriera, costellata da 39 titoli del Grande Slam (12 in singolare, 16 in doppio femminile e 11 in doppio misto), sette Federation Cup e nove Wightman Cup con la squadra statunitense, è solo una parte del suo impatto sul tennis.

Fin da giovane, Billie Jean mostrò un talento naturale per lo sport, incoraggiata da una famiglia atletica. Dopo aver frequentato la California State University di Los Angeles, iniziò la sua carriera professionale nel 1968, accumulando vittorie e riconoscimenti in tutti i maggiori tornei, tra cui Wimbledon, US Open, Australian Open e Roland Garros. La sua determinazione e il suo impegno l’hanno portata a raggiungere la vetta del ranking mondiale, ma la sua ambizione andava ben oltre il campo da gioco.

Nel 1973, a 29 anni, Billie Jean King accettò la sfida di Bobby Riggs, un ex campione di 55 anni, in quella che sarebbe diventata la leggendaria “Battaglia dei Sessi”. La vittoria schiacciante di King non fu solo un trionfo sportivo, ma un momento epocale per il movimento femminista e per la lotta per la parità di genere nello sport. L’evento, seguito da milioni di persone in tutto il mondo, contribuì a cambiare la percezione del tennis femminile e a spianare la strada per le atlete delle generazioni future.

Billie Jean King e Bobby Riggs sorridono durante una conferenza stampa di presentazione del match del 20 settembre 1973
Billie Jean King e Bobby Riggs (Fonte: AP Photo/Il Post)

Il suo impegno per l’uguaglianza si estese anche alla fondazione della Women’s Tennis Association (WTA) e della Women’s Sports Foundation, organizzazioni che hanno rivoluzionato il mondo dello sport femminile. King fu anche determinante nel persuadere Virginia Slims a sponsorizzare il tennis femminile negli anni ’70, un passo fondamentale per la professionalizzazione del circuito. Non solo, è anche una delle paladine del movimento LGBTQIA+, visto il suo coming out. Nel 2005 dichiarò che farlo è stata la lotta più grande della sua vita, precisando di esser cresciuta in una famiglia tradizionalista.

Nel 2018 ha sposato la sua convivente Ilana Kloss.

Il suo impatto nel mondo del tennis è tale che nel 2020, la Federation Cup, il campionato mondiale di tennis femminile a squadre nazionali, è stata ribattezzata Billie Jean King Cup in suo onore. Questo torneo, nato nel 1963 con il nome di Federation Cup e poi diventato Fed Cup nel 1995, ha visto la partecipazione e il trionfo di numerose nazioni, tra cui gli Stati Uniti, l’Australia, la Repubblica Ceca e l’Italia. Il cambio di nome rappresenta un tributo alla sua instancabile battaglia per l’uguaglianza e l’inclusione, un messaggio potente che continua a ispirare atleti e attiviste in tutto il mondo.

 

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