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Home » Sport » Michel Platini, l’Avvocato Agnelli e il fois gras, storia di un’amicizia a colpi di battute

Michel Platini, l’Avvocato Agnelli e il fois gras, storia di un’amicizia a colpi di battute

Auguri a Michel Platini che oggi compie 70 anni, ecco gli scambi più divertenti fatti con l'avvocato Gianni Agnelli.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino21 Giugno 2025
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Michel Platini e Gianni Agnelli
Michel Platini e Gianni Agnelli (fonte: Tribuna.com)

Michel Platini compie oggi 70 anni. Numero 10 tra i più talentuosi, ha legato il suo nome alla Juventus d’oro degli anni ’80. In maglia bianconera ha vinto due scudetti, una Coppa Italia, seguita da Coppa delle coppe e Supercoppa, una Coppa dei Campioni, nella tragica finale dell’Heysel contro il Liverpool e una Coppa intercontinentale. Platini ha sempre avuto un rapporto privilegiato con l’Avvocato Gianni Agnelli, caratterizzato da scambi di battute divertenti. Di lui Agnelli disse:

“L’abbiamo comprato per un tozzo di pane e lui ci ha messo sopra il foie gras“.

Ma sono altre le “perle” tra loro. Platini, infatti, regalò ad Agnelli uno dei suoi tre Palloni d’Oro. Alla domanda dell’Avvocato se fosse tutto vero, Le Roi rispose:

“Secondo lei, avvocato, se era tutto d’oro glielo avrei regalato?“.

Quando era in attività, Michel Platini era un fumatore. Cosa non rara tra i giocatori, ma certamente particolare. In genere, come ha raccontato Massimo Mauro al tg1, si accendeva una sigaretta appena entrato nello spogliatoio, dopo una partita. Un giorno, dopo una vittoria importante, Agnelli raggiunse la squadra e, trovandosi Platini con la sigaretta, mostrò sorpresa. Il francese rispose con la solita ironia:

“Avvocato, l’importante è che non fumi Bonini che deve correre anche per me“.

Per finire, c’era anche la rivalità a distanza con Diego Armando Maradona che Agnelli venerava. Raccontò l’avvocato in una dichiarazione riportata dal Corriere della Sera:

“Un giorno mi dissero che Maradona si allenava centrando la porta con un tiro da centrocampo. Andai al Comunale e lo dissi alla squadra. Platini non disse nulla ma chiese al magazziniere di aprire la porticina dello spogliatoio che stava al di là della pista d’atletica, si fece dare un pallone e da centrocampo lo spedì negli spogliatoi. Mi guardò sorridendo e se ne andò senza dire una parola“.

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