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Home » Sport » “Non ti vogliamo”: è polemica per l’arrivo di Manor Solomon il nuovo giocatore israeliano della Fiorentina

“Non ti vogliamo”: è polemica per l’arrivo di Manor Solomon il nuovo giocatore israeliano della Fiorentina

Manor Solomon arriva alla Fiorentina dal Tottenham, ma scoppia subito la polemica per le sue posizioni sul conflitto israelo-palestinese.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino3 Gennaio 2026
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Manor Solomon
Manor Solomon (fonte: YouTube)
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Manor Solomon è ufficialmente un nuovo giocatore della Fiorentina. L’esterno offensivo israeliano di 26 anni arriva in prestito dal Tottenham con un’opzione di acquisto definitivo fissata a 10 milioni di euro. L’operazione porta la firma di Fabio Paratici, ex dirigente degli Spurs che sta per unirsi alla società viola.

Ma l’entusiasmo per questo primo colpo del mercato invernale si è trasformato rapidamente in una controversia che ha diviso la città di Firenze. Il motivo? Le dichiarazioni pubbliche che Solomon ha fatto in passato sul conflitto tra Israele e Palestina. Durante il periodo più acceso della guerra a Gaza, il calciatore aveva pubblicato sui suoi profili social un messaggio controverso. In quel post affermava che l’esplosione di un ospedale nella Striscia fosse stata causata da un razzo della Jihad islamica e non dalle forze israeliane, accusando il movimento palestinese di uccidere la propria popolazione.

Quelle parole avevano già generato proteste accese in Spagna, quando Solomon giocava in prestito al Villarreal. I tifosi avversari lo fischiavano a ogni partita, soprattutto in trasferte difficili come quella di Siviglia. Ora le tensioni si ripresentano a Firenze, dove sotto i post di benvenuto del club sono comparsi numerosi messaggi di contestazione con bandiere palestinesi e slogan di protesta.

Il punto di rottura è arrivato con le dichiarazioni di Jacopo Madau, assessore alla cultura e segretario provinciale di Sinistra Italiana. Sul suo profilo Facebook, Madau ha scritto senza mezzi termini che Solomon “non è il benvenuto a Firenze” e che chi sostiene apertamente le politiche del governo Netanyahu “non può rappresentare la nostra città”.

L’assessore ha poi criticato anche l’aspetto sportivo dell’operazione, sottolineando come il giocatore abbia collezionato appena 146 minuti in campo quest’anno su oltre 2000 disponibili, suggerendo che l’acquisto sia discutibile sia dal punto di vista etico che tecnico.

La risposta politica è stata immediata e dura. Marco Carrai, console onorario d’Israele per diverse regioni italiane, ha definito “gravissime” e “disgustose” le parole di Madau. Il console ha usato paragoni molto forti, arrivando a parlare di atteggiamenti paragonabili a quelli di chi durante l’Olocausto eseguiva ordini ritenendosi innocente.

Anche gli esponenti di Fratelli d’Italia, Alessandro Draghi e Stefano Mengato, hanno preso posizione contro l’assessore, ribattendo che “essere cittadino israeliano non è una colpa” e che “lo sport unisce mentre la guerra divide”.

Dal punto di vista sportivo, Solomon è cresciuto calcisticamente in Israele nel Maccabi Petah Tikva e si è fatto conoscere in Europa con lo Shakhtar Donetsk, dove ha giocato insieme a Dodò, attuale terzino della Fiorentina che lo ha accolto calorosamente al Viola Park.

Dopo l’esperienza in Ucraina, Solomon è approdato in Premier League. Prima al Fulham, poi al Tottenham, dove però la sua carriera ha subito una frenata a causa di due gravi infortuni tra il 2022 e il 2023. La scorsa stagione ha trovato spazio al Leeds, contribuendo con 10 gol e 12 assist alla promozione della squadra in Premier League.

La Fiorentina sta vivendo la stagione più complicata della sua storia recente: è ultima in classifica con appena 9 punti e rischia seriamente la retrocessione in Serie B. In questo contesto già delicato, l’arrivo di un giocatore al centro di polemiche extra-sportive aggiunge ulteriore pressione su un ambiente già provato.

 

 

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