Lo stadio di San Siro è passato ufficialmente di proprietà delle due squadre di calcio milanesi. Nella mattina del 5 novembre, è stato firmato il rogito che sancisce la vendita dello stadio Giuseppe Meazza e delle aree limitrofe dal Comune di Milano a Inter e Milan. Il prezzo finale dell’operazione ammonta a 197 milioni di euro, come stabilito dalla delibera di vendita approvata dal Consiglio comunale lo scorso 29 settembre, dopo una lunga maratona notturna.
L’annuncio è arrivato attraverso un comunicato congiunto delle due società, che hanno definito questo passaggio come un nuovo capitolo per la città di Milano e per entrambi i club. La realizzazione dello stadio e dell’intervento di rigenerazione urbana per l’area di San Siro rappresentano ambizioni condivise da Milan e Inter e dalle rispettive proprietà, RedBird e i fondi gestiti da Oaktree, per un successo sportivo a lungo termine e per un investimento che permetterà di creare valore a supporto della crescita sostenibile di entrambe le società.

Il progetto del nuovo impianto è stato affidato agli studi internazionali Foster + Partners e Manica, con l’obiettivo di sviluppare uno stadio di livello mondiale e un masterplan per l’area circostante. Secondo quanto dichiarato dai club, lo stadio risponderà ai più alti standard internazionali ed è destinato a diventare una nuova icona architettonica per Milano. Nell’ambito del progetto sorgerà un nuovo polo di eccellenza che rifletterà la vocazione sportiva e culturale del quartiere di San Siro e dell’intera città, rigenerando uno spazio urbano nel segno di innovazione, sostenibilità e accessibilità.
Parallelamente alla firma del rogito, però, la Procura di Milano ha aperto un’indagine per turbativa d’asta sulla procedura che ha portato alla vendita. Sotto la lente degli inquirenti c’è in particolare il percorso amministrativo seguito dal Comune. Dopo la presentazione a marzo da parte di Inter e Milan di una manifestazione di interesse per l’acquisto, il Comune aveva aperto il 24 marzo un bando internazionale per verificare se ci fossero altri soggetti interessati all’operazione. Alla scadenza dell’avviso, fissata per il 30 aprile, nessun’altra società si è fatta avanti.
Claudio Trotta, portavoce del comitato Sì Meazza, aveva rivelato in una lettera aperta al sindaco che insieme ad altri operatori avrebbe voluto presentare un’offerta per lo stadio, ma che era stato impossibile partecipare al bando per le tempistiche troppo strette. Questa mattina Trotta è stato ascoltato dai pubblici ministeri nell’ambito dell’indagine in corso.
L’operazione segna un momento storico per il calcio milanese e per l’urbanistica della città. San Siro, inaugurato nel 1926 e ampliato in diverse fasi fino a diventare uno degli stadi più iconici d’Europa, si prepara ora a una trasformazione che coinvolgerà non solo l’impianto sportivo ma l’intero quartiere circostante, con sviluppi che si preannunciano di portata significativa per il futuro di Milano.



