Ci sono voluti 23 anni, ma alla fine la nazionale italiana di volley femminile è tornata sul tetto del mondo. La squadra allenata da Julio Velasco ha battuto in finale per 3-2, ancora a un tie-break senza respiro, la Turchia di CT Daniele Santarelli (che comunque festeggia per la vittoria della moglie Monica De Gennaro). Difficile parlare di una sola giocatrice in un ingranaggio che è simbolo di armonia. Ma forse la protagonista che incarna lo spirito azzurro è proprio lei: Paola Egonu. Un’atleta straordinaria, in campo e fuori, che suo malgrado ha sempre risposto alla grande alle infime polemiche razziste che l’avevano colpita.

Paola Ogechi Egonu, nata a Cittadella il 18 dicembre 1998 (Sagittario) da genitori nigeriani, è opposto della Pro Victoria. La sua scalata all’Olimpo della pallavolo inizia a Cittadella, per poi approdare al Club Italia nel 2013. In soli quattro anni, passa dalla Serie B1 alla Serie A1, dove nel 2016-17 stabilisce un record incredibile: 46 punti in una singola partita contro il San Casciano. Un’impresa che lascia il segno nella storia della pallavolo italiana.
La sua carriera prosegue con l’AGIL Novara, dove conquista la Supercoppa italiana 2017, due Coppe Italia (di cui una con il premio MVP) e la Champions League 2018-19, venendo anche qui nominata MVP. Successivamente, con l’Imoco Conegliano, continua a collezionare vittorie, consolidando la sua posizione di stella indiscussa del volley.
Ma Paola Egonu non è solo potenza e successi sportivi. La sua vita privata, raccontata con sincerità, ha contribuito a creare un legame profondo con i suoi fan. Nel 2018, fa coming out dichiarando la sua relazione con la pallavolista Katarzyna Skorupa. Successivamente, ha avuto altre relazioni, dichiarando di amare le persone a prescindere dal genere. Questa apertura e onestà hanno reso Paola un simbolo di inclusività e libertà. Ora è legata a Leonardo Puliti.
Oltre allo sport, Paola Egonu ha esplorato anche altri ambiti, doppiando il personaggio di Sognaluna nel film Disney Pixar “Soul” e conducendo “Le Iene” nella stagione 2021-22. Ha anche calcato il palco dell’Ariston come co-conduttrice del Festival di Sanremo 2023, accanto ad Amadeus e Gianni Morandi.
Egonu ha sempre parlato apertamente di razzismo e di una società italiana tendenzialmente razzista.
“Ho l’onore di essere un’atleta, privilegiata, ma so che il razzismo ancora c’è. Fin da piccola i miei mi hanno sempre detto che avrei dovuto lavorare il doppio, mi ha accompagnato per tutta la vita. Nel passato ho smesso di parlarne, ma credo che sia molto importante sensibilizzare su questo tema. Le nuove generazioni non percepiscono la diversità come un nemico e spero che essere riuscite portare a casa la medaglia d’oro con la nazionale possa far capire che l’unione vince“.
Il momento più doloroso nel 2022 quando, dopo un amaro bronzo mondiale, si è sfogata a bordo campo con il suo procuratore dicendo:
“Basta, basta, basta. Non puoi capire, non puoi capirmi, è stancante. Mi hanno chiesto addirittura perché sono italiana. Questa è la mia ultima partita con la Nazionale“.
Fortunatamente non è stato così. L’arrivo di Julio Velasco, tecnico in grado di comprenderla, l’ha rigenerata. Nel 2024, a Parigi, vince lo storico oro olimpico. Anche in quel caso, però, le polemiche non sono mancate. Il generale Roberto Vannacci si complimenta con lei definendola però: “atleta azzurra dai tratti somatici diversi dalla maggioranza degli italiani”. Una frase che ha scatenato polemiche, anche perché, poco dopo alcuni vandali razzisti avevano sfregiato il murales dedicato alla giocatrice.
Paola Egonu ha dimostrato coi fatti una forza mostruosa che la rendono la giocatrice di pallavolo più forte al mondo. Ed è italiana.



