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Home » Attualità » Global Sumud Flotilla domani a Gaza tra droni, sospetti di sabotaggi e una nuova accusa, ecco quale

Global Sumud Flotilla domani a Gaza tra droni, sospetti di sabotaggi e una nuova accusa, ecco quale

La Global Sumud Flotilla è quasi al termine del suo viaggio verso Gaza, mentre ad alimentare le tensioni arriva una nuova accusa.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene30 Settembre 2025Aggiornato:30 Settembre 2025
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Una nave della Global Sumud Flotilla a Creta
Una nave della Global Sumud Flotilla a Creta (fonte: Eleftherios Elis/AFP)

La Global Sumud Flotilla, che da settimane sta navigando verso Gaza trasportando aiuti umanitari per i Palestinesi, si trova ora a circa 200-250 miglia nautiche di distanza dalla Striscia, e si prevede che tra circa un giorno e mezzo entrerà in una zona ad alto rischio dove in passato altre flottiglie sono state intercettate.

Il viaggio della Flotilla è stato tutt’altro che tranquillo. I partecipanti hanno segnalato attacchi in acque internazionali, con l’uso di droni, gas urticanti e bombe stordenti. Vi sono inoltre forti sospetti di sabotaggi alle imbarcazioni, come dichiarato dalla portavoce italiana del Global Movement to Gaza, Maria Elena Delia, che ha citato il caso della nave Famiglia bloccata da un problema al motore. Un’altra imbarcazione, la Johnny M, ha subito una perdita nella sala macchine ed è stata evacuata, senza tuttavia causare ritardi significativi alla missione.

Mentre la tensione cresce, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno lanciato un’accusa pesante. L’IDF sostiene di aver rinvenuto a Gaza documenti ufficiali che dimostrerebbero un coinvolgimento diretto di Hamas nel finanziamento della Flotilla. Tra i documenti compare una lista di operatori del PCPA (Conferenza per i Palestinesi all’Estero), un’organizzazione che Israele ha designato come terroristica nel 2021 e che, secondo l’IDF, sarebbe un’ala di Hamas. Nomi di spicco menzionati includono Zaher Birawi, descritto come capo del settore Hamas del PCPA nel Regno Unito e leader di flottiglie precedenti, e Saif Abu Kashk, CEO di Cyber Neptune, una società spagnola che possiederebbe dozzine delle navi partecipanti alla missione. L’IDF ha affermato categoricamente: “Queste navi sono segretamente di Hamas”, pubblicando i documenti a supporto di tale tesi.

Non si è fatta attendere la risposta di Sumud Flotilla attraverso la portavoce, Maria Elena Delia:

“I fogli mostrati da Israele non provano né il finanziamento né il controllo di Hamas sulla Global Sumud Flotilla Ripetono, piuttosto, un preoccupante schema già visto nel 2010 con la Mavi Marmara. Siamo una missione civile e umanitaria, sotto gli occhi dell’Europa e del mondo. Chiediamo che gli atti vengano consegnati integralmente a organismi indipendenti: finché non accade, è propaganda, non prova“.

Già prima di queste accuse la comunità internazionale e le istituzioni italiane avevano espresso preoccupazione. La Farnesina ha sconsigliato di proseguire la missione, e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un appello a non mettere a rischio l’incolumità dei partecipanti. Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha avvertito che forzare il blocco potrebbe avere “effetti drammatici”. La Flotilla, tuttavia, ha respinto la proposta del Capo dello Stato di affidare la distribuzione dei propri aiuti umanitari al Patriarcato Latino di Gerusalemme.

A bordo delle imbarcazioni si trovano anche i parlamentari del Partito Democratico Arturo Scotto e Annalisa Corrado. Essi hanno chiarito la loro posizione, affermando che non forzeranno il blocco navale israeliano e si fermeranno qualora dovesse arrivare un “alt” dalla marina militare israeliana. Hanno però sottolineato che bloccare la missione in acque internazionali sarebbe un atto illegale, ribadendo le regole di ingaggio pacifiche e non violente della missione, nel solco del diritto internazionale. I parlamentari hanno anche sollecitato l’attenzione mediatica sull’orrore e sul genocidio in corso a Gaza.

La situazione è ulteriormente complicata dalle reazioni internazionali. La Turchia ha annunciato di stare monitorando attentamente la sicurezza della Flotilla e si è detta pronta a fornire assistenza e soccorso umanitario “se necessario”, in coordinamento con partner internazionali. Questo potenziale intervento della Turchia aggiunge un ulteriore livello di complessità al quadro. In Egitto, intanto, almeno tre attivisti che collaboravano con la missione sono stati arrestati al Cairo.

Sul fronte interno italiano, l’Assemblea Generale della Cgil ha dato mandato alla Segreteria di proclamare uno sciopero generale Cgil tempestivo per tutte le categorie, in caso di attacchi, blocchi o sequestri delle imbarcazioni e dei materiali, e in assenza dell’apertura di corridoi umanitari a Gaza. La Cgil ha anche impegnato le sue strutture a partecipare alla manifestazione nazionale del 4 ottobre a Roma.

Mentre la Global Sumud Flotilla si avvicina alle acque di Gaza, il suo destino rimane incerto. Tra le accuse dell’IDF, i pericoli del viaggio e le complesse dinamiche diplomatiche e militari in corso, la missione umanitaria continua a tenere il fiato sospeso, con gli occhi del mondo puntati sulla Striscia e sulle sue acque.

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