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Home » Attualità » Dalla Russia con disprezzo: chi è Maria Zakharova, la portavoce di Putin che augura il peggio al nostro Paese

Dalla Russia con disprezzo: chi è Maria Zakharova, la portavoce di Putin che augura il peggio al nostro Paese

Maria Zakharova, portavoce di Lavrov, ha insultato l'Italia dopo il crollo della Torre dei Conti. Chi è la diplomatica russa sanzionata dall'UE e voce di Putin
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene4 Novembre 2025
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Maria Zakharova premiata da Vladimir Putin con l'Ordine dell'Amicizia nel 2017
Maria Zakharova premiata da Vladimir Putin con l'Ordine dell'Amicizia nel 2017 (fonte: Kremlin.ru, CC BY 4.0 / Wikimedia Commons)

Maria Zakharova è diventata un volto noto agli italiani negli ultimi anni, soprattutto dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Portavoce del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov dal maggio 2022, questa diplomatica moscovita ha trasformato il ruolo di direttrice del Dipartimento d’informazione e stampa del ministero in una tribuna mediatica dalla quale lancia attacchi diretti, provocazioni e accuse verso l’Occidente.

Nata a Mosca il 24 dicembre 1975, Zakharova proviene da una famiglia di diplomatici e ha trascorso l’infanzia a Pechino, dove lavoravano i suoi genitori. Nel 1998 si è laureata in sinologia presso il prestigioso MGIMO di Mosca, l’università che forma l’élite diplomatica russa. Il suo ingresso nel Ministero degli Esteri è stato quasi naturale: ha iniziato come redattrice del mensile Diplomatičeskij vestnik, per poi scalare rapidamente i ranghi dell’apparato diplomatico russo.

Dal 2005 al 2008 ha diretto il servizio stampa della rappresentanza permanente della Russia presso l’ONU a New York, acquisendo esperienza nella comunicazione internazionale. Dopo diversi incarichi nell’apparato centrale del ministero, dal 2011 al 2015 è stata vice-direttrice del Dipartimento Informazione e Stampa. Il 10 agosto 2015 ha raggiunto l’apice della carriera diventando la prima donna a ricoprire il ruolo di Direttrice di questo dipartimento strategico.

Nel 2016 la BBC l’aveva inserita tra le 100 donne più influenti del mondo, riconoscendo il suo peso nella comunicazione del Cremlino. Bionda, sempre impeccabile, con abiti colorati e trucco curato, Zakharova sa come “bucare lo schermo” e far parlare di sé. I suoi profili social sono seguitissimi anche da utenti occidentali, grazie a uno stile comunicativo diretto e spesso provocatorio.

La sua retorica tagliente non ha risparmiato nessuno in Europa. Nel 2017 ha accusato l’Unione europea di ipocrisia per il diverso trattamento riservato alle crisi separatiste in Crimea e Catalogna, affermando: “Vedo e leggo cosa sta succedendo in Catalogna. E l’Europa ci dirà qualcosa sul referendum in Crimea e sulla tutela dei diritti umani”. Nel 2021 ha criticato duramente l’esercitazione militare NATO Defender-Europe 21, definendola un “pugno d’attacco” preparato vicino ai confini russi.

Un momento che ha segnato la sua immagine internazionale risale al 16 febbraio 2022, quando si fece beffe delle previsioni dei media occidentali su un’imminente invasione dell’Ucraina, chiedendo ironicamente il “programma delle invasioni russe” per poter “pianificare le vacanze”. Otto giorni dopo, il 24 febbraio, i carri armati russi entravano in Ucraina. Quella provocazione le è costata cara: il 23 febbraio 2022, alla vigilia dell’invasione, l’Unione europea l’ha sanzionata come “figura centrale della propaganda governativa“, con inserimento in una lista No Fly e congelamento dei beni. Sanzioni simili sono seguite da Australia e Giappone.

Con l’Italia i rapporti si sono progressivamente deteriorati. Nel luglio 2022 ha risposto a Luigi Di Maio, allora ministro degli Esteri italiano, che aveva affermato che al Cremlino avrebbero “brindato” per una crisi di governo in pieno conflitto ucraino. La replica di Zakharova fu secca: “Noi applichiamo il principio di non ingerenza”.

L’escalation è arrivata nel febbraio 2025, quando il presidente Sergio Mattarella, durante un intervento all’Università di Marsiglia il 5 febbraio, ha definito l’aggressione russa all’Ucraina simile agli atti del Terzo Reich: “L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura”. La reazione di Zakharova è stata immediata e durissima, accusando il capo dello Stato italiano di “invenzioni blasfeme” e ricordando che “l’Italia è stato il Paese dove è nato il fascismo”. Secondo la portavoce russa, le analogie tra Russia e Terzo Reich sarebbero “inammissibili e criminali”.

La tensione è ulteriormente cresciuta quando Mosca ha inserito nella cosiddetta “lista nera” anche il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, definendoli “esempi di manifestazione di russofobia”. L’Italia ha risposto convocando ripetutamente l’ambasciatore russo Alexey Paramonov per richiami formali.

L’attacco più grave è arrivato dopo il crollo della Torre dei Conti a Roma, mentre un operaio era ancora sotto le macerie. Sul suo canale Telegram, Zakharova ha scritto: “Finché il governo italiano continuerà a spendere inutilmente i soldi dei suoi contribuenti” per l’Ucraina, “l’Italia crollerà tutta, dall’economia alle torri”. Ha poi ricordato che il sostegno italiano all’Ucraina ammonta a circa 2,5 miliardi di euro. Antonio Tajani ha definito queste dichiarazioni “volgari” e “vergognose”: “Quando c’è una disgrazia non si può speculare su persone che stanno ancora sotto le macerie. Queste dichiarazioni sono inaccettabili, in un Paese civile”.

Nel luglio 2025 Zakharova è intervenuta anche sul caso del maestro d’orchestra Valery Gergiev, il cui concerto alla Reggia di Caserta era stato annullato, definendo l’episodio una “campagna di persecuzione senza precedenti” e accusando gli organizzatori di essere “epigoni” del nazionalismo ucraino.

Dal 2023 il nome di Maria Zakharova compare nella lista nera dell’Unione Europea, con restrizioni sui viaggi e congelamento dei beni. Nonostante le sanzioni internazionali, la sua immagine in Russia rimane solida: è considerata una delle figure più riconoscibili del regime di Putin, con un rapporto diretto con il presidente russo che conferisce autorevolezza alle sue dichiarazioni.

Nella vita privata, Zakharova si è sposata nel 2005 con Andrej Makarov al consolato russo di New York. La coppia ha una figlia, Mar’jana, nata nell’agosto 2010. Per i suoi servizi alla diplomazia russa ha ricevuto numerose onorificenze, tra cui l’Ordine dell’Amicizia nel 2017 e l’Ordine d’onore nel 2020, conferitole dal presidente Putin “per un grande contributo all’attuazione della politica estera della Federazione Russa”.

Quando Maria Zakharova parla, non è solo la portavoce di Lavrov: è la voce di un’intera strategia comunicativa del Cremlino, che usa toni provocatori e attacchi diretti per polarizzare il dibattito pubblico e alimentare divisioni in Occidente. Per questo ogni sua dichiarazione attira immediatamente i riflettori dei media mondiali, trasformando questioni diplomatiche in casi mediatici di portata internazionale.

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