Si tiene oggi a Ginevra un vertice cruciale che potrebbe ridefinire il futuro della guerra in Ucraina. Al tavolo dei negoziati siederanno rappresentanti americani, ucraini ed europei per discutere il piano di pace in 28 punti presentato dall’amministrazione Trump, un documento che sta già generando forti tensioni tra gli alleati occidentali.
L’Ucraina ha tempo cinque giorni per accettare il piano, una scadenza molto stretta che mostra quanto Washington voglia chiudere rapidamente la questione. Tuttavia Donald Trump ha chiarito che la proposta presentata a Kiev non è definitiva e richiederà ulteriore lavoro. A guidare la delegazione americana ci sono il segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato speciale Steve Witkoff.
Per l’Ucraina partecipa Andrii Yermak, il potente capo dello staff del presidente Volodymyr Zelensky. La sua presenza ha sollevato controversie sia a Kiev che a Bruxelles. Yermak è al centro di uno scandalo che riguarda 100 milioni di dollari sottratti al settore energetico attraverso tangenti pagate da appaltatori. Né Zelensky né Yermak sono stati accusati ufficialmente di illeciti dagli investigatori, ma molti parlamentari ucraini chiedono che Yermak si assuma la responsabilità per ripristinare la fiducia pubblica. Nonostante le pressioni per rimuoverlo, il presidente ucraino ha difeso il suo collaboratore più fidato.

Il progetto di Washington sta ricevendo forti critiche da più parti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha avvertito che senza elementi credibili di deterrenza, i russi potrebbero tornare all’attacco. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sottolineato che se l’Ucraina perde e collassa, ci sarà un impatto sull’intera politica europea. Anche negli Stati Uniti, nel Congresso, crescono le voci contrarie sia tra i repubblicani che tra i democratici.
Venerdì sera, durante un incontro preparatorio a Kiev, il segretario americano all’Esercito Dan Driscoll ha tentato di rassicurare gli ambasciatori europei. L’atmosfera è stata descritta come tesa dai presenti, con i diplomatici che contestavano apertamente i 28 punti del piano e il modo in cui Washington ha condotto i negoziati senza consultare prima gli alleati. L’inviato americano ha risposto che nessun accordo è perfetto, ma che deve essere concluso il prima possibile, senza però riuscire a calmare le tensioni.
Il vicepresidente JD Vance ha respinto le critiche con tono deciso, affermando che chi critica il piano o non lo comprende o travisa la realtà sul campo. Secondo Vance, la vittoria di Kiev è un’illusione e la pace verrà costruita da persone intelligenti che vivono nel mondo reale, non da diplomatici o politici falliti che vivono in un mondo di fantasia.
Non sono buone, dunque, le premesse a poche ore dal vertice di Ginevra. L’Europa teme che un accordo troppo favorevole a Mosca possa compromettere la sicurezza del continente, mentre l’amministrazione Trump sembra determinata a chiudere rapidamente un conflitto che si trascina da tre anni. Nei prossimi giorni si capirà se prevarrà la linea americana dell’accordo rapido o quella europea della fermezza contro Putin.
