La diplomazia internazionale sta vivendo giorni frenetici attorno alla crisi ucraina. Una delegazione ucraina ha concordato con gli Stati Uniti i termini di un potenziale accordo di pace, secondo quanto rivelano fonti americane. Il documento che sta emergendo dai colloqui rappresenta una revisione significativa rispetto alla proposta originale americana.
Le delegazioni di Stati Uniti e Ucraina hanno redatto a Ginevra una nuova bozza di piano di pace in 19 punti, che riduce i 28 punti del testo iniziale. Questa nuova versione esclude le questioni più spinose, che verranno discusse direttamente tra il presidente americano Donald Trump e quello ucraino Volodymyr Zelensky in un incontro personale ancora da fissare. Axios parla di un incontro dopo il Ringraziamento, che negli USA si festeggerà il prossimo giovedì.
Tra gli aspetti concordati figura un elemento controverso: il limite massimo delle forze armate ucraine verrebbe stabilito a 800 mila unità. Kiev ha dato il suo consenso a questa e ad altre disposizioni del documento di Ginevra, mentre le questioni più delicate come i territori contesi e le garanzie di sicurezza restano in sospeso.
Le delegazioni impegnate nei negoziati si sono spostate tra diverse sedi. Dopo Ginevra, alcuni rappresentanti hanno raggiunto Abu Dhabi, dove sono arrivati anche funzionari russi. A guidare la delegazione americana c’è il segretario dell’esercito Dan Driscoll, figura vicina al vicepresidente JD Vance.
Per l’Ucraina sono presenti Rustem Umerov, consigliere per la sicurezza nazionale, e Kyrylo Budanov, capo dei servizi militari e responsabile di alcune delle operazioni più audaci contro le forze russe. Entrambi fanno parte del gruppo di nove negoziatori nominati da Zelensky.

La reazione russa è stata tutt’altro che positiva. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha lanciato un messaggio chiaro: la Russia potrebbe rifiutare il piano se questo non dovesse soddisfare le richieste di lunga data di Mosca. Il diplomatico russo ha sottolineato che qualora la proposta differisse sostanzialmente dal cosiddetto “piano Dmitriev-Witkoff”, concordato inizialmente tra americani e russi, la situazione cambierebbe radicalmente.
Lavrov ha precisato che il piano è stato ricevuto “attraverso canali non ufficiali” e non è stato trasmesso ufficialmente. Mosca attende ora una versione coordinata del documento che gli Stati Uniti stanno elaborando insieme a Europa e Ucraina.
Il ministro russo ha fatto riferimento agli accordi di Anchorage, il vertice in Alaska tra Putin e Trump di agosto scorso, sostenendo che alcune intese raggiunte in quella sede non dovrebbero essere cancellate. Dopo quella riunione c’è stata una lunga pausa, e ora che i negoziati sono ripresi con questo nuovo documento, molti aspetti richiedono chiarimenti secondo Mosca.
Il presidente finlandese Aleksander Stubb ha commentato che il futuro dell’Ucraina deve deciderlo l’Ucraina stessa, e la sicurezza europea deve deciderla l’Europa. Ha definito i prossimi giorni come decisivi per raggiungere una pace giusta e duratura.
Anche dal Regno Unito arrivano appelli alla prudenza. Il premier Keir Starmer ha invitato a non sottovalutare la complessità del processo, anche se sembra che i colloqui di Ginevra abbiano rappresentato una svolta concreta.
La Casa Bianca ha confermato che sono necessari ulteriori incontri tra Ucraina, Russia e Stati Uniti per finalizzare l’accordo. La portavoce Karoline Leavitt ha dichiarato che “negli ultimi giorni gli Stati Uniti hanno fatto enormi progressi verso un accordo di pace”, aggiungendo che ci sono alcuni dettagli delicati da risolvere che richiederanno ulteriori discussioni.
Il documento emerso da Ginevra rappresenta una sintesi tra le posizioni iniziali, ma molti capitoli sono stati “messi tra parentesi quadre”, il linguaggio diplomatico che indica testi non ancora concordati. Tra questi figurano i punti più controversi, a partire dalle concessioni territoriali.
Non è presente nel documento la questione dei 300 miliardi di asset russi congelati nelle banche europee, un tema che divide gli Stati Uniti dall’Europa. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha espresso scetticismo sulla possibilità di chiudere rapidamente l’accordo proprio su questo e altri punti ancora aperti.
Sul campo la situazione rimane tesa, con attacchi reciproci che continuano a causare vittime civili e danni alle infrastrutture in entrambi i paesi. Il controllo russo si estende su diverse regioni chiave ucraine, rendendo la questione territoriale uno degli aspetti più complessi da risolvere.
La responsabilità di accettare o rifiutare questi primi tentativi concreti di pace ricade ora principalmente su Mosca, che dalle prime reazioni appare insoddisfatta della direzione presa dai negoziati.



