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Home » Attualità » Pilota, incursore e cintura nera: chi è Giuseppe Cavo Dragone, l’ammiraglio NATO che preoccupa Mosca

Pilota, incursore e cintura nera: chi è Giuseppe Cavo Dragone, l’ammiraglio NATO che preoccupa Mosca

Giuseppe Cavo Dragone è l'ammiraglio italiano alla guida del Comitato militare Nato dal 2025: pilota, incursore Comsubin e stratega contro le minacce ibride russe.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene2 Dicembre 2025
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L'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone
L'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone (fonte: YouTube Rai)

Giuseppe Cavo Dragone è l’ammiraglio italiano che dal 17 gennaio 2025 presiede il comitato militare della NATO, il ruolo militare più alto dell’Alleanza atlantica. In questa posizione, è il principale consigliere militare del Segretario Generale e il portavoce ufficiale su tutte le questioni militari che riguardano i 32 Paesi membri.

Le sue recenti dichiarazioni sulla necessità di una risposta più proattiva agli attacchi ibridi russi hanno acceso un dibattito internazionale e provocato dure reazioni da parte di Mosca. “Sulla cybersicurezza siamo in un certo senso reattivi. Essere più aggressivi o proattivi invece che reattivi è qualcosa a cui stiamo pensando”, ha affermato Cavo Dragone, riferendosi agli anni di attacchi a infrastrutture critiche da parte della Russia, che hanno colpito soprattutto i Paesi nordici e baltici attraverso sabotaggi a cavi sottomarini e operazioni della cosiddetta flotta fantasma di Putin.

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha definito queste parole un “passo irresponsabile” verso l’escalation, aggiungendo: “Vediamo in ciò un tentativo deliberato di minare gli sforzi per superare la crisi ucraina. Le persone che fanno tali dichiarazioni dovrebbero essere consapevoli dei rischi e delle possibili conseguenze, anche per i membri dell’alleanza stessa”.

Nato ad Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria, il 28 febbraio 1957, Cavo Dragone ha conseguito la maturità classica presso l’Istituto Andrea Doria di Novi Ligure. Nell’ottobre 1976 è entrato in Accademia Navale per seguire il Corso Normale per Ufficiali di Stato Maggiore, diplomandosi nel giugno 1980.

Subito dopo il diploma, è stato inviato presso le scuole di volo della Marina militare statunitense in Florida e in Texas, dove ha conseguito prima il brevetto di pilota di velivoli ad ala fissa e successivamente quello di pilota di elicotteri. Questa formazione americana rappresenta il primo di numerosi periodi di addestramento negli Stati Uniti che hanno caratterizzato la sua carriera.

Rientrato in Italia nel settembre 1981, Cavo Dragone si è imbarcato come pilota di elicottero sul Cacciatorpediniere Ardito, partecipando all’impiego delle unità della Marina militare italiana nelle acque del Libano. Ha continuato a operare come pilota a bordo di fregate della classe Maestrale fino all’agosto 1987, quando ha assunto il comando del Cacciamine Milazzo. Con questa unità ha partecipato alla prima missione italiana nel Golfo Persico tra il settembre 1987 e il marzo 1988.

Un momento cruciale della sua carriera è arrivato nel 1991, quando è diventato uno dei primi piloti della Marina militare italiana abilitati al volo sul jet multiruolo AV8-B Harrier, il velivolo a decollo e atterraggio verticale destinato alla portaerei Giuseppe Garibaldi. Dopo aver conseguito l’abilitazione all’appontaggio con velivoli jet da portaerei in Florida nel gennaio 1990 e il brevetto di pilota di aviogetto in Mississippi nell’agosto dello stesso anno, Cavo Dragone è stato il primo comandante del Gruppo Aerei Imbarcati dal settembre 1991 al settembre 1993.

Ha al suo attivo oltre 2.500 ore di volo tra elicotteri e aviogetti da combattimento. Dal settembre 2002 all’ottobre 2004 ha comandato la portaerei Giuseppe Garibaldi, uno degli incarichi più prestigiosi della Marina militare italiana.

La carriera di Cavo Dragone si distingue anche per il comando di reparti d’élite. Dall’11 settembre 2008 al 12 ottobre 2011 è stato comandante del Raggruppamento Subacquei e Incursori della Marina militare, il leggendario Comsubin. Successivamente, dal 3 novembre 2014 al 26 giugno 2016, ha guidato il Comando interforze per le operazioni delle Forze Speciali.

Dal 1° luglio 2016 ha assunto il comando del Comando Operativo di vertice Interforze (Coi), l’incarico che ricopriva prima della nomina ai vertici NATO. Dal settembre 2002, con una sola interruzione di sei mesi per la frequentazione dell’Istituto Alti Studi della Difesa, Cavo Dragone ha guidato enti operativi e di vertice della Marina militare e interforze per oltre tre lustri consecutivi.

Nel giugno 2019 è stato nominato Capo di Stato Maggiore della Marina militare, battendo nella corsa a questo prestigioso incarico gli ammiragli Carlo Massagli e Paolo Treu. La nomina ha messo d’accordo tutte le anime politiche, dal Quirinale al governo, per le indiscusse capacità professionali e doti di leadership dell’ammiraglio piemontese. Ha mantenuto questo ruolo fino al 2021, quando è stato nominato Capo di Stato Maggiore della Difesa, posizione ricoperta fino al 2024.

Cavo Dragone possiede due lauree: una in Scienze della Difesa e Sicurezza conseguita presso l’Università di Pisa nel dicembre 2002, e una in Scienze Politiche ottenuta presso l’Università di Trieste nell’ottobre 2005. È paracadutista militare qualificato, ha conseguito il brevetto a cinquant’anni, ed è sommozzatore.

Nel suo curriculum ufficiale spicca un dettaglio che rompe lo stile formale tipico di questi documenti: l’ammiraglio scrive con orgoglio che “anche se con un po’ di ruggine, si pregia del titolo di cintura nera di 1° Dan di Karate stile Shotokan”. Questo particolare ha contribuito a creare intorno alla sua figura un’aura di militare completo, capace di eccellere in molteplici discipline.

Per le sue straordinarie capacità operative e la sua esperienza nel Golfo Persico, Cavo Dragone è stato soprannominato “il duca di Hormuz“, dal nome dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico fondamentale per il traffico petrolifero mondiale, e in ricordo del leggendario comandante portoghese Alfonso de Albuquerque, conquistatore di quella regione nel XVI secolo.

Nel 2025 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha conferito l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine militare d’Italia. Tra le numerose onorificenze che ha ricevuto nel corso della carriera figurano la Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, la Medaglia Mauriziana al Merito dei 10 lustri di carriera militare, la Medaglia Militare al Merito di lungo comando per 20 anni, la Medaglia d’Onore di lunga navigazione marittima per 10 anni e la Medaglia Militare Aeronautica di lunga navigazione aerea per 20 anni.

Cavo Dragone è sposato con Rosa Fossati e ha tre figli: Michele, Umberto e Ginevra Francesca. Amatissimo dai suoi militari per la capacità di fare squadra e creare coesione, ha dimostrato queste doti fin dal marzo 1977, quando 38 suoi colleghi di corso dell’Accademia Navale persero la vita nella tragedia del C-130 Hercules precipitato sul monte Serra, in provincia di Pisa. In quel momento drammatico, il giovane allievo ufficiale dimostrò già le qualità di leadership che avrebbero caratterizzato tutta la sua carriera.

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