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Home » Attualità » Travolse e uccise una famiglia, ora Angelika Hutter è stata investita e lotta tra la vita e la morte

Travolse e uccise una famiglia, ora Angelika Hutter è stata investita e lotta tra la vita e la morte

La designer tedesca che nel 2023 uccise tre persone investendole ora lotta per la vita: è stata travolta da un'auto a Ronco all'Adige.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino30 Dicembre 2025
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Angelika Hutter
Angelika Hutter (fonte: YouTube)

La donna che un anno e mezzo fa causò una strage stradale uccidendo tre persone è ora ricoverata in gravissime condizioni dopo essere stata a sua volta investita da un’automobile. Angelika Hutter, designer tedesca di 34 anni, si trova dal 29 dicembre nella terapia intensiva dell’ospedale di Borgo Trento a Verona. I medici la tengono sotto osservazione continua perché le sue condizioni sono critiche e la prognosi rimane riservata.

L’incidente è avvenuto domenica pomeriggio verso le 16 nel centro di Ronco all’Adige, un comune della provincia di Verona. La Hutter camminava lungo via Saletto, un tratto molto trafficato della Provinciale 19, quando è stata colpita da un SUV Volvo guidato da un automobilista di 77 anni.

Gli investigatori della Polizia stradale stanno cercando di capire esattamente come si sono svolti i fatti. Nonostante l’auto procedesse lentamente, l’impatto ha provocato traumi molto gravi alla giovane tedesca. Al momento non è chiaro se stesse semplicemente camminando sul bordo della strada o se abbia tentato di attraversare dove non c’erano le strisce pedonali. Gli inquirenti stanno valutando anche la possibilità che si sia trattato di un gesto volontario, anche se questa resta solo una delle ipotesi.

La Hutter non era a Ronco all’Adige per caso. Da alcuni mesi vive in una struttura chiamata Casa Don Girelli, un centro sanitario che ospita persone con disturbi psichici che hanno commesso reati. La donna si trova lì per decisione di un giudice, nell’ambito della condanna che le è stata inflitta per la tragedia che causò nel luglio 2023.

Era il 6 luglio 2023. Angelika Hutter si trovava a Santo Stefano di Cadore, una località turistica delle Dolomiti bellunesi, alla guida di un’Audi A3 nera presa a noleggio. Per motivi mai completamente chiariti, l’auto sbandò improvvisamente verso destra e finì a tutta velocità sul marciapiede, travolgendo un’intera famiglia che stava passeggiando.

 

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Le vittime furono Mattia Antonello, un bambino di nemmeno due anni che si trovava nel passeggino, suo padre Marco, 47 anni, e la nonna materna Maria Grazia Zuin, 67 anni. Tutti e tre morirono praticamente sul colpo. I corpi vennero sbalzati a una trentina di metri di distanza dall’impatto. Il piccolo Mattia respirava ancora quando arrivarono i soccorsi e fu trasportato d’urgenza in elicottero all’ospedale San Martino di Belluno, ma purtroppo spirò poco dopo l’arrivo.

Si salvarono miracolosamente solo Elena Potente, la mamma del piccolo Mattia e moglie di Marco, e suo padre Lucio, ex portiere di calcio. La famiglia, originaria di Favaro Veneto (Venezia), stava trascorrendo una tranquilla vacanza estiva sulle Dolomiti quando la tragedia spezzò le loro vite.

Quello che colpì molto dell’atteggiamento della Hutter subito dopo l’incidente fu la sua apparente indifferenza. I testimoni raccontarono di averla vista con il volto impassibile, lo sguardo perso nel vuoto, come se non si rendesse conto della gravità di quanto era appena successo. Prima dell’investimento, qualcuno l’aveva vista litigare animatamente con una persona che parlava italiano. Subito dopo sarebbe salita in auto e sarebbe ripartita sgommando proprio nella direzione dove si trovava la famiglia veneziana.

Questi elementi fecero inizialmente pensare a un atto deliberato, compiuto in preda alla rabbia. Tuttavia, le analisi tossicologiche esclusero che la donna fosse sotto l’effetto di droghe o alcol.

Dopo approfonditi esami e perizie, i medici riconobbero che Angelika Hutter soffriva di disturbi psichici che la rendevano “seminferma di mente”, cioè parzialmente incapace di comprendere appieno le conseguenze delle proprie azioni. Per questo motivo, la donna ha patteggiato una pena di quattro anni e otto mesi per triplice omicidio stradale.

Invece di scontare la pena in carcere (dove era stata inizialmente detenuta alla Giudecca di Venezia), il giudice ha disposto il suo trasferimento nella struttura riabilitativa di Ronco all’Adige, specializzata nel trattamento di chi ha commesso reati in presenza di disturbi mentali.

A distanza di 29 mesi da quella tragedia che distrusse una famiglia e sconvolse le comunità di Santo Stefano di Cadore e Favaro Veneto, il destino ha riservato un colpo di scena drammatico. La designer tedesca che aveva causato la morte di tre persone alla guida di un’auto si ritrova ora lei stessa vittima di un incidente stradale, ricoverata in condizioni disperate.

Le prossime ore saranno decisive per capire se la Hutter ce la farà e per fare chiarezza sulla dinamica dell’investimento di domenica. La Polizia stradale continua a indagare per ricostruire con esattezza quanto accaduto nel centro di Ronco all’Adige in quel freddo pomeriggio invernale.

 

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