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Home » Attualità » Chi è Luigi Gasperin, l’imprenditore italiano liberato in Venezuela, era in carcere da otto mesi

Chi è Luigi Gasperin, l’imprenditore italiano liberato in Venezuela, era in carcere da otto mesi

Dopo mesi di detenzione, l'imprenditore italiano Luigi Gasperin torna libero dal Venezuela. Ora l'attesa è per gli altri 26 connazionali.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino9 Gennaio 2026
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Luigi Gasperin sulla destra
Luigi Gasperin sulla destra, Biagio Pilieri al centro e Alberto Trentin a sinistra (fonte: YouTube)

Luigi Gasperin è un imprenditore italiano di 77 anni che ha finalmente riacquistato la libertà dopo essere stato detenuto in Venezuela per diversi mesi. L’uomo d’affari era stato arrestato il 7 agosto 2025 a Maturin, nello stato di Monagas, mentre si occupava delle sue attività commerciali nel paese sudamericano. Gasperin, che viaggiava con passaporto italiano, è stato fermato dalle autorità venezuelane con l’accusa di detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo presso gli uffici di un’azienda di cui era socio di maggioranza e presidente. Dopo l’arresto, è stato trasferito in un centro di detenzione nella zona di Prados del Este, nella capitale Caracas.

Durante i mesi di reclusione, le sue condizioni di salute hanno destato serie preoccupazioni. L’età avanzata e specifiche necessità mediche hanno reso la situazione particolarmente delicata. Ora che è libero, Gasperin è in contatto con il legale della famiglia e sta ricevendo le cure necessarie.

Il rilascio è arrivato dopo l’annuncio di Jorge Rodriguez, presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana, che ha comunicato la decisione di liberare un numero significativo di detenuti stranieri. La liberazione di Gasperin rappresenta un primo segnale concreto di distensione, ma rimangono ancora 26 italiani detenuti nelle carceri del paese.

Tra i connazionali ancora in Venezuela, spicca il nome di Alberto Trentini, cooperante il cui rilascio è atteso con particolare urgenza. Accanto a lui, ci sono altri due casi che hanno attirato l’attenzione mediatica e diplomatica.

Biagio Pilieri, giornalista e politico con doppia cittadinanza italo-venezuelana, si trovava in carcere dal 28 agosto 2024. Il suo arresto è legato al sostegno pubblico espresso verso l’opposizione politica in un clima di forte repressione del dissenso.

Mario Burlò, imprenditore torinese, è detenuto da oltre un anno. Partito nel 2024 per esplorare nuove opportunità di business in Venezuela, non è più rientrato in Italia. La famiglia denuncia l’assenza di motivazioni chiare per la sua detenzione e continua a invocare un intervento diplomatico più energico.

 

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