Nel 2023 Michael Mann ha portato alla Mostra del Cinema di Venezia il film Ferrari, svelando alcune pagine poco conosciute della storia dell’uomo che ha dato vita al mondo automobilistico italiano. Alla base c’è la biografia del 1991 scritta da Brock Yates, intitolata Enzo Ferrari: The Man and the Machine, che si concentra su un momento particolarmente buio nella vita del fondatore della Ferrari: il 1957, anno in cui l’imprenditore modenese si trovò ad affrontare contemporaneamente un lutto familiare devastante, una crisi aziendale senza precedenti e un matrimonio al collasso.
Il figlio di Enzo Ferrari, Alfredo detto Dino, era morto il 30 giugno 1956 a soli 24 anni. Il giovane lavorava come ingegnere nell’azienda di famiglia, ma soffriva di distrofia di Duchenne, una malattia genetica degenerativa che non gli lasciò scampo. La perdita del primogenito segnò profondamente sia Enzo che la moglie Laura, creando una frattura nel loro rapporto che non si sarebbe più ricomposta.
Mentre affrontava il dolore per la morte di Dino, Enzo Ferrari nascondeva un segreto: aveva una relazione con un’altra donna, Lina Lardi, da cui aveva avuto un figlio, Piero Lardi Ferrari. Laura non era a conoscenza di questa doppia vita del marito, e la rivelazione avrebbe ulteriormente compromesso un matrimonio già provato dal lutto.
Nel frattempo, l’azienda Ferrari versava in gravi difficoltà economiche e si trovava sull’orlo della bancarotta. Per tentare di salvare la situazione, Enzo decise di puntare tutto su una strategia rischiosa: iscrivere quattro piloti alla Mille Miglia, la leggendaria corsa automobilistica che attraversava l’Italia. I piloti selezionati erano Piero Taruffi, Wolfgang von Trips, Peter Collins e Alfonso de Portago.
Il pomeriggio del 12 maggio 1957, però, durante le fasi conclusive della XXIV edizione della Mille Miglia, si consumò una tragedia che avrebbe cambiato per sempre la storia della competizione. A Guidizzolo, in provincia di Mantova, la Ferrari 335 S guidata da Alfonso de Portago subì l’improvviso scoppio di uno pneumatico. Il pilota perse il controllo della vettura, che finì in un fosso ai bordi della strada.
L’incidente di Guidizzolo provocò la morte di 11 persone: i due occupanti dell’auto, il pilota de Portago e il suo navigatore Edmund Nelson, e altre 9 persone tra il pubblico, di cui 5 erano bambini. La notizia scosse l’Italia intera e sollevò interrogativi sulla sicurezza delle competizioni automobilistiche, portando alla cancellazione definitiva della Mille Miglia nella sua forma originale.
In quanto costruttore della vettura coinvolta nell’incidente, Enzo Ferrari venne incriminato e rinviato a giudizio. Il processo fu lungo e complesso, e si concluse soltanto nel 1961 con l’assoluzione dell’imprenditore. Tuttavia, quelle 11 vittime e in particolare i 5 bambini morti a Guidizzolo rimasero un peso sulla coscienza di Ferrari per il resto della sua vita.



