Il legame tra Steve Bannon e Matteo Salvini era noto da tempo, ma ora emerge con chiarezza documentale grazie agli Epstein files, l’archivio di milioni di documenti pubblicato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Il nome del segretario della Lega compare in una ventina di file riconducibili al finanziere Jeffrey Epstein, accusato di pedofilia e morto in carcere.
È importante sottolineare che non risulta alcun collegamento tra Salvini e i traffici sessuali di Epstein. I documenti rivelano invece l’interesse da parte del finanziere per la politica europea e per l’ascesa dell’estrema destra nel continente. Il riferimento all’Italia emerge principalmente attraverso le conversazioni tra Epstein e Steve Bannon, stratega politico vicino a Donald Trump e figura centrale della galassia sovranista internazionale.
Nei dialoghi contenuti negli archivi si discutono strategie per sostenere leader come Salvini, Viktor Orbán e Marine Le Pen. Le conversazioni mostrano come Bannon e Epstein ipotizzassero scenari politici futuri, tra cui una possibile vittoria del segretario leghista alle elezioni europee seguita da nuove elezioni in Italia. Particolarmente rilevante è il fatto che nei documenti emergano riferimenti anche ai finanziamenti elettorali destinati a sostenere questi movimenti politici.
Visualizza questo post su Instagram
La nuova tranche degli Epstein files raccoglie messaggi, email, foto e video che documentano la rete di relazioni del finanziere. Mentre l’attenzione internazionale si è concentrata soprattutto sulle accuse che coinvolgono Donald Trump, i documenti offrono uno spaccato significativo sull’interesse di Epstein per gli equilibri politici europei e sul suo ruolo di tramite in conversazioni strategiche con figure come Bannon.
I file confermano il sostegno attivo di Bannon nei confronti di Salvini, documentando come il guru della destra americana vedesse nel leader della Lega un alleato fondamentale per la diffusione del movimento sovranista in Europa. Le conversazioni rivelano discussioni operative su come supportare concretamente la campagna politica del segretario leghista, inserendolo in una strategia più ampia che coinvolgeva altri leader populisti del continente.
Il materiale pubblicato dal Dipartimento di Giustizia americano aggiunge un tassello documentale al quadro dei rapporti internazionali della destra sovranista, mostrando come figure apparentemente distanti fossero in realtà collegate da strategie politiche comuni e da progetti di sostegno reciproco che attraversavano l’Atlantico.



