Fabrizio Corona è sparito dai social. Da qualche ora non si trovano più i suoi profili Instagram e Facebook: al loro posto compare solo la scritta “account rimosso”. Sono scomparsi tutti i canali principali, Fabrizio Corona real, Falsissimo e Corona on air, che in totale raccoglievano milioni di follower.
Dietro questa cancellazione digitale c’è Meta, la società che controlla Instagram e Facebook. Secondo fonti giornalistiche, la decisione sarebbe arrivata per violazioni ripetute delle regole della piattaforma. Non si tratta quindi di un ordine dei tribunali, ma di una scelta autonoma dell’azienda per proteggere le proprie policy su diffamazione, copyright e tutela della persona.
La vicenda è legata a Falsissimo, il format online di Corona che nelle ultime settimane ha fatto discutere per le rivelazioni sul mondo dello spettacolo. L’ex agente fotografico aveva puntato il dito contro Alfonso Signorini, conduttore del Grande Fratello, accusandolo di comportamenti inappropriati e di gestire un presunto “sistema” legato ai casting del reality.

Le accuse di Corona hanno innescato una battaglia legale: da un lato Signorini è indagato per violenza sessuale e tentata estorsione (dopo la denuncia dell’ex concorrente Antonio Medugno), dall’altro Corona è indagato per revenge porn per i contenuti diffusi nel suo programma.
Il Tribunale civile di Milano aveva già bloccato la messa in onda dell’ultima puntata di Falsissimo su richiesta dei legali di Signorini, stabilendo che i contenuti violavano il copyright di Mediaset e riguardavano la sfera privata del conduttore, senza interesse pubblico.
Corona però non si era fermato parlando di censura preventiva inaccettabile. Ieri aveva ripubblicato comunque l’episodio contestato su YouTube, modificandolo: gli spezzoni presi dalle trasmissioni Mediaset erano stati opacizzati e le voci alterate, un tentativo di aggirare il blocco sul copyright. Poche ore dopo questa pubblicazione, i suoi profili social sono scomparsi.
Anche su YouTube molti contenuti sono stati cancellati: visitando la pagina di Falsissimo si legge che 33 video non sono disponibili. Il canale però resta ancora attivo con oltre 1 milione di iscritti, e i contenuti completi del programma sono accessibili solo tramite abbonamento a pagamento.
Pure su Telegram mancano numerosi post: il canale di Corona risulta aggiornato solo fino al 2024. L’unica eccezione è il profilo Threads (sempre di proprietà Meta), che per ora resta visibile.
Gli avvocati di Corona, Ivano Chiesa e Cristina Morrone, hanno definito l’operazione “una censura vergognosa degna di un Paese dittatoriale”, annunciando azioni legali per rientrare in possesso dei profili. Chiesa ha dichiarato all’Ansa di non conoscere i motivi precisi della rimozione e ha parlato di rischio per la libertà di parola.
Dall’altra parte, i legali di Signorini avevano denunciato nelle scorse settimane i colossi del web (Google, Meta e TikTok) chiedendo di rimuovere i contenuti diffamatori. Le piattaforme, secondo gli esperti, avrebbero agito per autotutela, applicando le loro regole interne su privacy, diritto d’autore e contrasto all’hate speech, preferendo spegnere il microfono piuttosto che rischiare conseguenze legali.
La sparizione simultanea da più social suggerisce un coordinamento tra Meta (che gestisce Instagram, Facebook e Threads) e Google (proprietaria di YouTube), anche se al momento non ci sono conferme ufficiali su chi abbia preso per primo la decisione.
La vicenda sta dividendo gli italiani: c’è chi ritiene che Corona stia legittimamente portando alla luce fatti nascosti e sia vittima di censura preventiva, e chi invece lo accusa di usare metodi violenti e lontani dal giornalismo per scopi personali e di guadagno.
L’Ordine dei Giornalisti si era già scagliato contro Corona la scorsa settimana, sottolineando che l’ex re dei paparazzi non è un giornalista e Falsissimo non è una testata registrata, rendendo “stonato” il suo appello al diritto di cronaca.
Resta da vedere se Corona riuscirà a recuperare i suoi profili o se questa cancellazione segna davvero la fine della sua presenza sulle piattaforme social tradizionali. Una cosa è certa: anche in silenzio digitale, continua a far parlare di sé.



