La recente scomparsa di Eric Dane, l’indimenticabile interprete del dottor Mark Sloan in Grey’s Anatomy e di Cal Jacobs in Euphoria, ha scosso profondamente l’opinione pubblica e il mondo di Hollywood. L’attore si è spento all’età di 53 anni a causa delle complicazioni della SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), una patologia che lo aveva colpito nell’aprile precedente e che è progredita con una velocità superiore a ogni previsione medica. In questo scenario di dolore, gli amici e i colleghi dell’attore hanno deciso di mobilitarsi con un’iniziativa di solidarietà che ricalca quanto già accaduto per altre celebrità colpite da gravi malattie, come James Van Der Beek, per garantire stabilità al futuro della sua famiglia.
Per sostenere la moglie di Dane, l’attrice Rebecca Gayheart, e in particolare le loro due figlie adolescenti, Billie e Georgia, è stata lanciata una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di raccogliere 250.000 dollari per far fronte alle necessità future delle ragazze.
La risposta dei fan e della comunità cinematografica è stata immediata: già nella serata di venerdì, le donazioni hanno superato la soglia dei 75.000 dollari. Nella nota ufficiale che accompagna la campagna, gli amici sottolineano come le figlie fossero “il centro del mondo” di Eric e come la rapidità della malattia abbia reso necessario un intervento di supporto esterno per garantire loro la serenità necessaria in un momento così tragico.
Dalla diagnosi comunicata nell’aprile del 2025 fino agli ultimi istanti di vita, Eric Dane ha trasformato la sua battaglia personale in una causa civile. Nonostante il declino fisico, l’attore ha utilizzato la propria notorietà per dare voce alla comunità dei malati di SLA, lottando per una maggiore consapevolezza e per facilitare l’accesso alle cure assicurative.
Il suo impegno è stato ricordato anche nella pagina della raccolta fondi, dove viene descritto come un portavoce appassionato che, pur affrontando una patologia devastante, non ha mai smesso di pensare agli altri pazienti. Questa dedizione ha lasciato un’eredità morale che ora i suoi amici intendono onorare proteggendo il futuro delle sue figlie. La raccolta fondi non rappresenta solo un aiuto economico, ma un tributo a un uomo che ha affrontato la fine con dignità, chiedendo alle sue figlie, nella sua ultima intervista, di “combattere con ogni grammo del proprio essere”.



