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Home » Attualità » È vero che i missili iraniani possono colpire l’Europa come dice Trump? Quello che sappiamo

È vero che i missili iraniani possono colpire l’Europa come dice Trump? Quello che sappiamo

Nel discorso sullo Stato dell'Unione, il presidente americano ha accusato l'Iran di possedere armi in grado di raggiungere il Vecchio Continente. Teheran ha smentito. Ma cosa dicono davvero i dati tecnici?
RedazioneDi Redazione26 Febbraio 2026Aggiornato:26 Febbraio 2026
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Bandiera Iran
Bandiera Iran (fonte: Unsplash)

Durante il suo discorso più lungo di sempre al Congresso, quasi due ore, un record nella storia degli Stati Uniti,  Donald Trump ha dedicato le ultime battute all’Iran. Ha sostenuto che Teheran sta sviluppando missili in grado di colpire l’Europa e, in futuro, anche il territorio americano, promettendo che non permetterà mai alla Repubblica islamica di dotarsi di armi nucleari. Ma cosa c’è di fondato in quell’affermazione? Per rispondere serve guardare a cosa ha costruito l’Iran nel corso degli ultimi decenni.

La storia del programma missilistico di Teheran risale alla guerra con l’Iraq di Saddam Hussein, combattuta negli anni Ottanta. Fu allora che l’Iran capì di aver bisogno di una capacità di risposta a distanza, indipendente da altri paesi. Con l’aiuto tecnico di Cina, Russia e Corea del Nord, i suoi ingegneri hanno progressivamente messo a punto una serie di vettori che oggi coprono un ventaglio molto ampio di distanze. Nel tempo, il programma è stato anche “testato sul campo”: fornendo droni e missili agli Houthi nello Yemen e ad altre milizie alleate nella regione, Teheran ha potuto valutare le prestazioni reali dei suoi sistemi in condizioni di guerra vera, aggiornandoli di conseguenza.

bandiera Iran che sventola
bandiera Iran che sventola (fonte: Unsplash)

L’arsenale si divide in più fasce. La prima comprende i missili a corto e medio raggio: si parte dallo Shahab-1, con una gittata di circa 300 chilometri, per arrivare al Dezful, capace di coprire fino a mille chilometri. Una seconda fascia comprende sistemi più potenti, tra cui lo Shahab-3 (circa 1.300 km) e il Khorramanshahr, che secondo le stime tecniche può superare i 2.000 chilometri.

Il Khorramanshahr, con una portata intorno ai 2.000 km, sarebbe il modello a cui Trump si riferisce. Secondo gli esperti, se lanciato dalle zone occidentali dell’Iran, potrebbe in teoria raggiungere le aree sudorientali d’Europa, la Grecia, ad esempio. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato che il raggio massimo dichiarato è fissato a 2.000 chilometri, escludendo però che i missili possano arrivare fino al territorio degli Stati Uniti.

A completare il quadro ci sono i missili cruise, tra cui il Soumar con una gittata analoga, e una nutrita flotta di droni-kamikaze impiegati ripetutamente in diversi scenari di conflitto.

Lo scontro militare dell’estate 2025 tra Iran, Israele e Stati Uniti ha lasciato il segno sull’arsenale di Teheran. Trump ha accusato l’Iran di aver riavviato il proprio programma nucleare dopo che gli attacchi statunitensi e israeliani avevano distrutto le principali strutture nel giugno di quell’anno. I bombardamenti hanno danneggiato numerosi impianti, colpito i centri di produzione di motori e combustibile solido, e neutralizzato diverse rampe di lancio, sia fisse che mobili. Nei mesi successivi, però, i Pasdaran hanno lavorato per recuperare il terreno perduto: secondo fonti non ufficiali, sarebbero stati avviati contatti con Pechino per rifornirsi di materiali legati al combustibile, e sarebbe in corso la trattativa per l’acquisto di missili antinave CM-302, pensati per contrastare le flotte americane nel Golfo.

Le stime attuali parlano di almeno 2.000 missili e tra i 200 e i 260 lanciatori, a condizione che Teheran sia riuscita a procurarsi le componenti necessarie, un aspetto su cui la Repubblica islamica ha dimostrato, nel tempo, una notevole capacità di aggirare embargo e controlli internazionali attraverso reti di approvvigionamento indirette.

 

 

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