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Home » Attualità » Crans-Montana, arrestato Jacques Moretti, la moglie chiede scusa in lacrime. Mattarella alla commemorazione

Crans-Montana, arrestato Jacques Moretti, la moglie chiede scusa in lacrime. Mattarella alla commemorazione

Arrestato il proprietario del bar Le Constellation dove 40 giovani sono morti nell'incendio di Capodanno. La moglie Jessica esce libera e si scusa.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino9 Gennaio 2026Aggiornato:9 Gennaio 2026
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Jessica Maric e Jacques Moretti, i proprietari del Constellation
Jessica Maric e Jacques Moretti, i proprietari del Constellation (fonte: YouTube Rai)

Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation a Crans-Montana, è finito in carcere. La procura cantonale di Sion lo ha fermato dopo un interrogatorio di oltre sei ore, temendo che potesse scappare. L’uomo, cittadino francese originario della Corsica, è accusato di omicidio colposo, lesioni e incendio colposo per la tragedia di Capodanno, quando un incendio nel suo locale ha provocato la morte di 40 giovani e il ferimento di altre 116 persone.

Sua moglie Jessica Moretti è invece tornata a casa. All’uscita dalla procura, visibilmente distrutta, ha dichiarato tra le lacrime:

“Il mio pensiero costante è per le vittime. È una tragedia inimmaginabile, che non avrei mai potuto immaginare, ed è successa proprio nel nostro locale. Per questo voglio scusarmi“.

Più della metà delle vittime aveva meno di 18 anni, giovani che stavano festeggiando l’arrivo del nuovo anno quando il locale è stato avvolto dalle fiamme. Una notte di festa trasformata in incubo.

Nei giorni scorsi le autorità svizzere non avevano ritenuto necessario arrestare i coniugi Moretti. Cosa è cambiato? È emerso che la coppia aveva cancellato diversi video dai loro profili social che documentavano quanto accaduto al Constellation. Questo ha fatto scattare l’allarme: rischio di inquinamento delle prove e possibilità concreta di fuga oltre confine.

La procuratrice Beatrice Pilloud ha sottolineato un aspetto cruciale: Jacques Moretti è cittadino francese e la Francia raramente concede l’estradizione dei propri cittadini. Inoltre, la Svizzera fa parte dell’area Schengen, che permette di attraversare i confini senza controlli, rendendo reale il pericolo che l’imputato potesse fuggire.

Ieri mattina i coniugi Moretti sono entrati dalla porta laterale della Procura Cantonale, mano nella mano, con lo sguardo basso, circondati da oltre cinquanta giornalisti. La polizia ha dovuto scortarli dentro l’edificio per la grande affluenza di media.

Durante l’udienza, durata diverse ore, sono state esaminate la situazione personale della coppia e il loro patrimonio immobiliare. Non si è invece parlato dei fatti di Capodanno. Gli avvocati delle vittime hanno però potuto assistere e fare domande agli imputati.

Romain Jordan, legale di alcune famiglie, ha spiegato: “Ci aspettiamo che i nostri clienti ottengano risposte, si sentano ascoltati e che tutte le responsabilità, dalla A alla Z, vengano accertate”. Le famiglie vogliono capire “perché questa tragedia, che non sarebbe mai dovuta accadere, è potuta avvenire qui in Svizzera, nonostante tutte le misure di sicurezza previste dalla legge”.

Sébastien Fanti, altro avvocato delle vittime, ha criticato duramente le autorità per non aver arrestato subito i Moretti: “Avrebbero dovuto essere fermati immediatamente per raccogliere tutte le prove. È stato un errore colossale”. La conferma, secondo Fanti, sta proprio nella cancellazione dei contenuti online che avrebbero potuto essere utili all’indagine.

Oggi la Svizzera ha osservato una giornata di lutto nazionale. A Martigny si è svolta la cerimonia in omaggio alle 40 vittime dell’incendio, con la partecipazione del presidente Sergio Mattarella e del presidente francese Emmanuel Macron. L’evento è iniziato alle 13.45 e alle 14 le campane delle chiese di tutta la Svizzera hanno suonato per cinque minuti, seguito da un momento di silenzio. Tra gli altri presenti anche l’ex Granduca Enrico di Lussemburgo e il primo ministro belga Bart de Wever.

Nel pomeriggio si è tenuta anche una messa in memoria delle vittime a Roma, nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, con la partecipazione del governo italiano e dei leader dell’opposizione.

La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta autonoma per la morte dei sei cittadini italiani rimasti uccisi nell’incendio. I pubblici ministeri hanno delegato le Procure di Milano, Bologna e Genova a eseguire le autopsie sui corpi dei ragazzi, nonostante i funerali siano già stati celebrati.

Questa decisione è arrivata perché la procuratrice svizzera Pilloud non aveva disposto le autopsie prima che le salme fossero rimpatriate in Italia. L’inchiesta italiana permetterà alle famiglie di accedere agli atti e di partecipare allo sviluppo delle indagini e agli eventuali processi.

Anche le Procure di Bruxelles e Parigi hanno aperto indagini separate per la morte rispettivamente di un cittadino belga e di uno francese. Un dramma che ha toccato diverse nazioni e che richiede chiarezza su ogni aspetto di quella maledetta notte di Capodanno.

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