La vicenda di Danilo Restivo, il serial killer condannato per l’omicidio di Elisa Claps e della sarta inglese Heather Barnett, si arricchisce di un nuovo capitolo inquietante. Un’inchiesta della BBC, infatti, ha riacceso i riflettori su un terzo possibile delitto commesso dall’uomo e sulla clamorosa ipotesi che un innocente stia scontando da 23 anni una pena per un crimine che non ha commesso.
La trasmissione Chi l’ha visto, condotta da Federica Sciarelli, ha rilanciato questa storia già emersa in passato ma mai completamente risolta. Il dubbio, definito atroce dalla giornalista, è che Restivo possa aver ucciso non solo Elisa Claps nel 1993 e la sua vicina di casa inglese nel 2002, ma anche una studentessa coreana di nome Jong-Ok Shin, il cui assassinio avvenne in un parco di Bournemouth il 12 luglio 2002.
Per l’omicidio della giovane Oki, come la chiamavano gli amici, è attualmente detenuto Omar Benguit, condannato all’ergastolo sulla base di testimonianze che il reportage della BBC definisce fasulle. La giornalista britannica Bronagh Munro ha raccolto elementi che puntano invece verso Restivo come vero responsabile del crimine.
Il 12 è un numero che ricorre in modo ossessivo nella storia criminale di Danilo Restivo. Il 12 settembre 1993 uccise brutalmente la sedicenne Elisa Claps nella chiesa della Santissima Trinità a Potenza, dove il corpo venne ritrovato solo 17 anni dopo, nel sottotetto, ricoperto da materiali di risulta. Il 12 luglio 2002 venne assassinata Jong-Ok Shin. Il 12 novembre dello stesso anno Restivo ammazzò la sua vicina di casa Heather Barnett, una sarta di Bournemouth i cui figli minorenni scoprirono il cadavere in una pozza di sangue nel bagno di casa.
Un elemento cruciale emerge dalle indagini: il 12 maggio 2004 la polizia inglese filmò Restivo mentre si aggirava in un parco con atteggiamenti sospetti. Le immagini lo mostrano accovacciarsi al passaggio di una donna e cambiarsi d’abito, togliendosi giacca e camicia per indossarne un’altra identica. Fermato dagli agenti, gli venne sequestrata una borsa contenente guanti, un coltello, due giubbotti uguali, sacchi di plastica, forbici, vestiti puliti per cambiarsi e un passamontagna.
Proprio il passamontagna rappresenta un collegamento inquietante: Jong-Ok Shin, prima di morire, riuscì a dire agli inquirenti che il suo aggressore ne indossava uno. Gli esperti hanno inoltre notato che il coltello sequestrato a Restivo sarebbe identico a quello utilizzato per uccidere la studentessa coreana.
Gildo Claps, fratello di Elisa e da trent’anni in prima linea nella ricerca della verità, non ha dubbi:
Tutto porta a Restivo, non solo per i 13 testimoni che accusavano Benguit e che poi hanno ritrattato. Ci sono tanti elementi che portano a Danilo Restivo, io sono assolutamente convinto sia riconducibile a lui anche questo delitto.
Omar Benguit si è sempre dichiarato innocente. Quattro anni fa avrebbe potuto ottenere la libertà condizionata, ma ha rifiutato di ammettere una colpevolezza che nega. Alla giornalista della BBC Bronagh ha dichiarato:
Sarei potuto uscire quattro anni fa, oggi sarei libero. Ma preferisco uscire dal carcere morto perché non sono stato io.
La storia di Restivo è costellata di occasioni mancate da parte delle autorità. Quando uccise Elisa Claps, indossava vestiti sporchi di sangue che non gli furono mai sequestrati. Fu processato solo per falsa testimonianza e riuscì a convincere i giudici che la vista del sangue lo impressionasse, risultando quindi incapace di commettere un omicidio. Per anni rimase un uomo libero mentre Elisa giaceva prigioniera nel sottotetto di quella chiesa.
Un dettaglio macabro, poi, accomuna i delitti: il suo feticcio di tagliare una ciocca di capelli alle vittime. Il corpo di Jong-Ok Shin, però, è stato cremato e non sarà mai possibile verificare se anche a lei fosse stata sottratta una ciocca, come accadde a Elisa Claps e Heather Barnett.
L’inchiesta della BBC rilancia ora la richiesta di riaprire il caso e verificare se davvero un innocente stia pagando per i crimini di un serial killer che ha potuto uccidere indisturbato tra Italia e Inghilterra per quasi un decennio.
