Donald Trump, durante la sua visita di stato in Inghilterra, ha annunciato tramite Truth Social l’intenzione di designare Antifa come “organizzazione terroristica”. Trump ha definito Antifa “un disastro malato, pericoloso e radicalmente di sinistra”, sollecitando indagini approfondite sui suoi finanziatori. Questa dichiarazione segue l’assassinio dell’attivista conservatore Charlie Kirk, evento che ha inasprito il dibattito politico e le tensioni tra destra e sinistra negli Stati Uniti.
L’amministrazione Trump, in particolare tramite il vice capo dello staff Stephen Miller, ha promesso di smantellare quella che definisce una “vasta rete terroristica nazionale” di sinistra, accusata di fomentare la violenza politica. Tuttavia, molti critici sostengono che l’omicidio di Kirk venga strumentalizzato per colpire gli oppositori politici.
Antifa non è un gruppo strutturato con una leadership definita o un elenco di membri, piuttosto un movimento decentralizzato di attivisti di sinistra, opposti all’ideologia di destra. Ci si interroga quindi su chi o cosa verrebbe effettivamente colpito da questa designazione.

Già nel suo primo mandato, Trump aveva minacciato di classificare Antifa come organizzazione terroristica, ma esperti legali avevano sollevato dubbi sulla sua autorità in merito, dato che la legislazione statunitense prevede tale designazione solo per gruppi stranieri. Anche la natura decentralizzata di Antifa rende complessa l’applicazione di una simile etichetta.
Mentre alcuni repubblicani, come il senatore Bill Cassidy, appoggiano la decisione di Trump, altri esprimono preoccupazione per le possibili implicazioni sulla libertà di espressione e di dissenso. La questione rimane aperta e si preannuncia un acceso dibattito legale e politico.
CNN riporta inoltre che Trump ha anche discusso con il procuratore generale Pam Bondi la possibilità di avviare procedimenti giudiziari contro gruppi di sinistra accusati di finanziare agitatori. Su un piano diverso, ma sempre collegato al clima di paura che si vive negli USA, dobbiamo inserire anche la sospensione ad interim dello show di Jimmy Kimmel su ABC. La motivazione? Il monologo sull’omicidio di Charlie Kirk e in particolare contro il movimento MAGA.
