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Home » Attualità » Giubileo 2025, domani la Chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro. Oltre 33 milioni di pellegrini a Roma in un solo anno

Giubileo 2025, domani la Chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro. Oltre 33 milioni di pellegrini a Roma in un solo anno

Più di 33 milioni di pellegrini si sono recati a Roma da 185 paesi per il Giubileo del 2025. I numeri ufficiali, le opere realizzate e il metodo innovativo che ha reso possibile l'evento.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene5 Gennaio 2026
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La Basilica di San Pietro vista da Piazza Pia a Roma
La Basilica di San Pietro vista da Piazza Pia a Roma (fonte: Unsplash)

Domani mattina, martedì 6 gennaio, alle 9:30, Papa Leone XIV chiuderà la Porta Santa della basilica di San Pietro, segnando ufficialmente la conclusione del Giubileo della Misericordia 2025. Alla cerimonia sarà presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme ai fedeli che riempiranno l’ultima volta il sagrato vaticano prima della chiusura simbolica dell’Anno Santo.

Il bilancio finale dell’evento giubilare è stato presentato oggi in una conferenza stampa in Vaticano che ha visto la partecipazione di monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero per l’Evangelizzazione, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e il prefetto di Roma Lamberto Giannini.

I numeri diffusi hanno superato ogni previsione: 33.475.369 pellegrini sono giunti a Roma da 185 paesi diversi durante l’Anno Santo. “Le previsioni sono state superate”, ha dichiarato monsignor Fisichella, sottolineando come questo sia stato “un anno di grazia, che ha permesso a tutti di tornare a casa carichi di speranza per l’esperienza vissuta”.

La provenienza geografica dei fedeli racconta una partecipazione globale ma con una forte impronta europea: il 62% dei pellegrini è arrivato dal Vecchio Continente, il 16% dal Nord America e il 9,5% dall’America Latina. Al primo posto tra i paesi rappresentati figura l’Italia con il 36,3% del totale, seguita dagli Stati Uniti con il 12,5%, dalla Spagna con il 6% e dal Brasile con il 4%.

Il responsabile vaticano del Giubileo ha evidenziato come la dimensione spirituale dell’evento abbia portato “un popolo in cammino con tanto desiderio di preghiera e conversione”. Le basiliche papali e altri centri di preghiera, come la Scala Santa, hanno registrato presenze mai viste in precedenza, dimostrando che l’investimento organizzativo non è stato “a perdere”, ma ha rappresentato “un volano che ha incrementato e svilupperà nel futuro una crescita generale”.

Il sindaco Gualtieri ha fatto il punto sulle opere realizzate per l’occasione: degli interventi complessivi, 332 in totale, 204 sono stati conclusi o parzialmente conclusi. “Degli interventi previsti dal primo decreto, 117 in totale, 110 sono stati completati”, ha precisato il primo cittadino. Roma ha utilizzato il 70% del miliardo e 700 milioni di euro stanziati dal governo, mentre per gli interventi indifferibili la percentuale di spesa è salita al 90%.

La Porta Santa della Basilica di San Pietro
La Porta Santa della Basilica di San Pietro (fonte: Dnalor 01, CC BY-SA 3.0 / Wikimedia Commons)

Il Giubileo si è rivelato anche un volano turistico eccezionale per la Capitale: “Sono arrivati 33 milioni di pellegrini ma non hanno tolto nulla alla capacità della città di ospitare turisti, è stato un anno di boom turistico”, ha sottolineato Gualtieri. Le opere realizzate sono state completate “in tempi inferiori alla media”, mentre altri lavori, come il piano di sostituzione delle pensiline o il rifacimento delle strade, proseguiranno nei prossimi anni.

Durante la conferenza è emerso un concetto chiave che ha caratterizzato l’organizzazione dell’evento: il cosiddetto metodo Giubileo. “È un neologismo coniato durante l’Anno Santo”, ha spiegato Fisichella, per indicare nuove modalità di lavoro e rapporto tra gli enti. Il sottosegretario Mantovano ha dettagliato questa innovazione: “Come governo ci siamo trovati di fronte a due esigenze: fare bene e fare presto. Abbiamo raccolto la sfida seguendo un metodo che rendesse efficace il gioco di squadra tra i tanti soggetti coinvolti”.

Il metodo ha previsto 18 riunioni della cabina di regia, praticamente una al mese, con la partecipazione di non meno di un centinaio di enti coordinati dallo Stato. “È nostra intenzione non confinare al 2025 il metodo di lavoro seguito”, ha assicurato Mantovano, annunciando che il governo intende applicarlo ad altre sfide irrisolte: da Caivano agli interventi per la messa in sicurezza della terra dei fuochi, dall’edilizia penitenziaria al contrasto alle dipendenze.

Anche il sistema sanitario del Lazio ha affrontato una sfida importante. Il presidente Rocca ha rivelato che durante l’anno del Giubileo sono stati effettuati 580mila soccorsi con il 118, 40mila in più rispetto al 2024, mentre gli accessi al pronto soccorso hanno raggiunto quota 1,6 milioni contro 1,5 milioni dell’anno precedente. “Numeri legati comunque non solo al Giubileo ma anche all’età media della popolazione”, ha precisato.

Sul fronte sicurezza, il prefetto Giannini si è detto soddisfatto: “Abbiamo garantito la sicurezza senza alcuna militarizzazione della città e facendo tanta opera di prevenzione”. Durante l’Anno Santo sono state chiuse numerose strutture bed and breakfast e luoghi ricettivi abusivi o non regolari.

Prima della chiusura definitiva di domani, alle 17.30 di oggi il dicastero dell’evangelizzazione, insieme a un gruppo di volontari, compirà “un ultimo passaggio alla Porta Santa dopo il quale si chiuderà il percorso che ha visto milioni di fedeli in cammino”.

Gli sguardi sono già proiettati al futuro: nel 2026 si celebrerà l’ottavo centenario della morte di San Francesco con la straordinaria prima ostensione pubblica e prolungata delle spoglie del santo di Assisi. E poi c’è l’appuntamento con il 2033, quando si terrà l’Anno Santo straordinario della redenzione per il bimillenario della morte di Cristo. “Dobbiamo cominciare una pianificazione per tempo. Ci aiuterà il metodo Giubileo”, ha affermato Rocca.

Il sindaco Gualtieri ha già lanciato alcune idee per il prossimo Giubileo: “Abbiamo immaginato la possibilità di un nuovo tunnel sotto via della Conciliazione, sull’asse di via Traspontina. Sarebbe una cosa bella da realizzare. Certo bisognerà avere tempo per calendarizzare bene i prossimi interventi”. Il modello organizzativo sperimentato quest’anno potrebbe dunque rappresentare un’eredità duratura per la gestione dei grandi eventi nella Capitale.

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