Il Pentagono, o meglio il Dipartimento di Guerra, ha deciso di intervenire ufficialmente per contrastare la narrazione proposta da “A House of Dynamite“, il nuovo thriller nucleare di Kathryn Bigelow disponibile su Netflix. La Missile Defense Agency ha inviato un memo interno al proprio personale, chiedendo di prepararsi a “affrontare false assunzioni e fornire fatti corretti” riguardo agli intercettori missilistici americani, il cui funzionamento viene rappresentato nel film in modo controverso.
La pellicola, diretta dalla regista premio Oscar nota per “Point Break” e “Zero Dark Thirty”, racconta la risposta americana a un singolo missile balistico intercontinentale in arrivo. Nella trama, il personale militare della base di Fort Greely in Alaska lancia due intercettori terrestri per abbattere la minaccia: uno fallisce al lancio, l’altro manca il bersaglio, lasciando gli Stati Uniti senza alcuna difesa e con pochi minuti all’impatto.
Proprio questa scelta narrativa rappresenta il punto centrale della preoccupazione del Dipartimento della Difesa. Il memo interno, riportato da Bloomberg News, riconosce che “gli intercettori fittizi nel film mancano il loro obiettivo, e comprendiamo che questo sia pensato per essere una parte avvincente del dramma destinato all’intrattenimento del pubblico”. Tuttavia, il documento prosegue sottolineando che negli ultimi anni i test reali hanno dimostrato un’accuratezza del 100% per questi sistemi.

Nel film, il livello di incertezza tecnologica viene enfatizzato attraverso i dialoghi dei personaggi. Il segretario alla difesa, interpretato da Jared Harris, descrive l’intercettazione come una probabilità del 50%, mentre il vice consigliere per la sicurezza nazionale, interpretato da Gabriel Basso, la paragona a “colpire un proiettile con un altro proiettile”. Queste affermazioni hanno evidentemente colpito un nervo scoperto all’interno dell’establishment militare.
Il Pentagono contesta anche altri dettagli tecnici presentati nella pellicola, incluso il costo di 50 miliardi di dollari attribuito agli intercettori, cifra che secondo le autorità militari non riflette la realtà. In una dichiarazione ufficiale rilasciata a Bloomberg News, il Pentagono ha precisato di non essere stato consultato durante la produzione e che il film “non riflette le opinioni o le priorità di questa amministrazione”.
Noah Oppenheim, sceneggiatore del film, ha risposto alle critiche del Pentagono durante un’intervista con MSNBC. Pur accogliendo favorevolmente il dibattito generato dalla pellicola, ha dichiarato di dissentire rispettosamente sull’affermazione dell’accuratezza degli intercettori, citando le proprie ricerche e conversazioni con esperti del settore. “Quello che mostriamo nel film è accurato“, ha affermato con convinzione.
“A House of Dynamite” è ora disponibile in streaming su Netflix. Ed è bellissimo.



