Cinque giorni dopo l’operazione militare americana che ha portato all’arresto dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie, dal Venezuela arriva un segnale di apertura. Jorge Rodríguez, presidente del Parlamento venezuelano, ha annunciato che nelle prossime ore verranno rilasciati numerosi detenuti, sia cittadini venezuelani che stranieri. Una decisione presa in modo autonomo, senza pressioni esterne, con l’obiettivo dichiarato di favorire la pacificazione del paese.
Il giornale spagnolo El País riporta che tra i liberandi ci saranno anche cittadini spagnoli, come confermato dal ministero degli Esteri di Madrid. L’attenzione è ora concentrata sulla lista completa dei nomi: tra questi potrebbe esserci Alberto Trentini, il cooperante veneziano di 45 anni detenuto nelle carceri venezuelane dal 15 novembre 2024. Trentini si trovava in Venezuela per una missione umanitaria con l’organizzazione Humanity & Inclusion, che si occupa di aiutare persone con disabilità. Mentre viaggiava da Caracas verso una località nell’entroterra per lavoro, venne fermato a un posto di blocco e arrestato senza spiegazioni insieme al suo autista. Da allora è rinchiuso nel carcere El Rodeo, tristemente noto per le violazioni dei diritti umani, senza che contro di lui siano mai state formalizzate accuse precise. In oltre un anno, ha potuto parlare solo tre volte al telefono con i suoi genitori.
Rodríguez ha ringraziato pubblicamente alcuni mediatori internazionali che hanno lavorato per raggiungere questo risultato: l’ex premier spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, il presidente brasiliano Lula da Silva e il governo del Qatar.
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Mentre Caracas apre uno spiraglio con questa mossa diplomatica, a Washington si consuma un duro scontro politico. Il Senato americano, controllato dai repubblicani, ha approvato con 52 voti contro 47 una risoluzione che blocca qualsiasi nuova azione militare del presidente Donald Trump contro il Venezuela senza l’autorizzazione del Congresso. Un risultato possibile grazie a cinque senatori repubblicani che hanno votato insieme all’opposizione democratica, infliggendo una sconfitta simbolica all’amministrazione Trump. La Casa Bianca ha già fatto sapere che il presidente userà il suo potere di veto se il documento passerà anche alla Camera dei Rappresentanti.
