La cosiddetta maledizione dei Kennedy torna a colpire con un nuovo, drammatico capitolo. Tatiana Schlossberg, 35 anni, figlia di Caroline Kennedy e nipote del presidente John F. Kennedy, ha rivelato di avere una leucemia terminale in un saggio pubblicato sul New Yorker. I medici le hanno dato al massimo un anno di vita.
La giornalista ambientalista ha scelto di rendere pubblica la sua battaglia proprio nel giorno del 62esimo anniversario dell’assassinio del nonno JFK, avvenuto a Dallas nel 1963. “Per tutta la vita ho cercato di essere buona per risparmiare a mia madre ulteriori sofferenze. Ora ho aggiunto una nuova tragedia alla sua vita, a quella della nostra famiglia, e non c’è nulla che possa fare per evitarlo”, ha scritto nel saggio dal titolo La battaglia contro il mio sangue.
La diagnosi è arrivata come un fulmine a ciel sereno nel maggio 2024, poche ore dopo aver partorito la sua secondogenita. Tatiana conduceva una gravidanza che definiva vigile e sportiva: “Il giorno prima avevo nuotato per un miglio in piscina. Non ero malata. Ero una delle persone più sane che conoscevo”, ha raccontato, descrivendo l’incredulità di fronte alle prime analisi del sangue anomale.
A colpirla è una forma di leucemia acuta mieloide rarissima, caratterizzata da una mutazione genetica chiamata Inversione 3, riscontrata in meno del 2% dei casi e di solito associata a pazienti molto più anziani. Una diagnosi che ha trasformato radicalmente la sua esistenza, costringendola a separarsi dalla figlia appena nata per il rischio di infezioni.
Da allora la sua vita è diventata una corsa contro il tempo. Cicli di chemioterapia, due trapianti di midollo osseo, partecipazione a studi clinici sperimentali e cure sempre più aggressive hanno segnato questi mesi. A settembre una complicazione ulteriore: le è stata diagnosticata anche una variante del virus di Epstein-Barr che le ha danneggiato gravemente i reni, costringendola a reimparare a camminare. Fino all’ultimo studio clinico, dopo il quale “l’oncologo mi ha detto che, forse, potrà tenermi in vita un anno“.
Tatiana cerca di vivere questo tempo il più possibile con i suoi due bambini e il marito George Moran, medico. “Ma stare nel presente è più difficile di quanto sembri, così lascio che i ricordi vadano e vengano. Molti vengono dalla mia infanzia: ho la sensazione di guardare me stessa e i miei figli crescere allo stesso tempo””, ha scritto. Accanto a lei i fratelli Rose e Jack, impegnati a crescere i bambini nei momenti più difficili.
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La famiglia Kennedy è da decenni segnata da una sequenza di tragedie che molti definiscono una vera e propria maledizione. Caroline aveva 5 anni quando il padre JFK fu ucciso per strada a Dallas nel 1963, 10 anni al tempo dell’assassinio dello zio Robert Francis Kennedy nella hall dell’Embassy Hotel a Los Angeles nel 1968, 41 anni quando il fratello John morì a 38 anni in un incidente aereo a Martha’s Vineyard insieme alla moglie Carolyn Bessette nel 1999. L’ultimo grave lutto Caroline lo ha vissuto nel 1994, quando la madre Jackie Kennedy è morta a 64 anni per un linfoma non Hodgkin.
Nel suo saggio, Tatiana non si limita a raccontare il dramma personale, ma trova anche la forza di lanciare un attacco duro al cugino Bobby Kennedy Jr, nominato segretario alla Sanità dal presidente Trump. Kennedy Jr ha annunciato in questi giorni che eliminerà molti vaccini e ha già tagliato fondi per la ricerca scientifica.
“Questo mio cugino è un imbarazzo per la nostra famiglia”, ha scritto Tatiana. “Ma si rende conto che le cure che ho avuto per salvarmi la vita da una emorragia post parto sono state possibili grazie a ricerche che non vuole più finanziare? Si rende conto che eliminando i vaccini mette a rischio la vita di milioni di bambini e la mia stessa vita, visto che con il sistema immunitario indebolito e le trasfusioni devo rifarli tutti, perché quelli che ho fatto da bambina sono ormai inutili nelle mie condizioni?”
Schlossberg ha anche ricordato che i medici del NewYork-Presbyterian/Columbia Medical Center non sapevano se sarebbero stati coinvolti nei tagli federali imposti alla Columbia University dalla Casa Bianca, lasciando improvvisamente instabile il sistema sanitario da cui dipendeva. Una battaglia personale che diventa quindi anche politica, in un momento in cui le scelte sulla sanità pubblica americana rischiano di compromettere la vita di migliaia di pazienti come lei.
“Per tutta la vita ho cercato di essere una brava figlia, una brava sorella, di non far soffrire mia madre. Ora ho aggiunto una nuova tragedia alla nostra famiglia, e non posso impedirla”, conclude Tatiana, consapevole di far parte di una dinastia segnata dal destino, ma determinata a dare voce alla sua esperienza finché le sarà possibile.



