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Home » Attualità » Depressione, anoressia e poi la rinascita di Vittorio Sgarbi: “Mi sono chiuso a riccio dopo l’uscita dal governo

Depressione, anoressia e poi la rinascita di Vittorio Sgarbi: “Mi sono chiuso a riccio dopo l’uscita dal governo

Vittorio Sgarbi riappare dopo mesi di depressione: pesava 59 chili e non voleva più vivere. Il racconto della malattia, il ruolo di Sabrina e la polemica con la figlia.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene1 Ottobre 2025
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Vittorio Sgarbi al seggio di San Severino Marche
Vittorio Sgarbi al seggio di San Severino Marche (fonte: Fanpage)
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Vittorio Sgarbi torna alla ribalta dopo mesi di assenza dalle scene pubbliche, segnati da una profonda depressione che lo ha ridotto a 59 chili di peso. Il critico d’arte, ex sottosegretario alla Cultura e oggi sindaco di Arpino, è riapparso pubblicamente in occasione delle elezioni regionali nelle Marche, dove si è recato al seggio di San Severino Marche per esercitare il suo diritto di voto. Le immagini hanno fatto il giro dei media e dei social, mostrando un Sgarbi visibilmente dimagrito e provato.

In un’intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, il 73enne ha raccontato per la prima volta i dettagli della sua battaglia contro la depressione che lo ha colpito dopo le dimissioni dal governo, seguite a un’inchiesta giudiziaria. “Mi ha tolto i desideri. Non desideravo più nulla. Non avevo più voglia di vivere”, ha confessato Sgarbi, descrivendo il periodo più buio della sua esistenza.

La malattia si è manifestata con un rifiuto totale del cibo: “Anche solo vederlo mi repelleva. Terribile. Poi sono finito in ospedale, la prima volta a febbraio”, ha ricordato il critico, che ha trascorso settimane al Policlinico Gemelli di Roma. Il suo stato si è aggravato al punto da richiedere cure intensive: “Le sacche, le flebo in vena. Ho scoperto che si dice ‘parenterale’. Ero molto debole, sono arrivato a pesare 59 chili. Adesso sono 71”. I medici sono stati costretti a ricorrere alla nutrizione forzata per salvarlo.

Sgarbi ha puntato il dito contro quello che definisce l’abbandono della politica: “La politica dimentica. Ritengo di aver subìto un’ingiustizia assoluta. Che mi è pesata moltissimo, e mi è stata riconosciuta da pochi”. Particolarmente amaro il riferimento al silenzio di alcuni colleghi di partito: “La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non l’ho mai sentita in questi mesi”, ha dichiarato, estendendo la critica anche agli esponenti di Forza Italia, il suo vecchio partito. Un isolamento politico che, secondo Sgarbi, ha contribuito ad aggravare il suo stato psicologico.

Non tutti, però, lo hanno abbandonato. Il critico ha citato con gratitudine alcune figure che gli sono rimaste accanto: “Massimo Cacciari mi ha chiamato spesso. Come Alain Elkann e Antonio Gnoli. Geminello Alvi è venuto varie volte a trovarmi”. Tra i politici hanno fatto visita o telefonato i presidenti di Senato e Camera, La Russa e Fontana, oltre a Storace, al ministro Giuli e persino a Franceschini.

Un ruolo fondamentale nella sua ripresa lo ha avuto la compagna Sabrina, alla quale Sgarbi ha attribuito il merito di avergli salvato la vita: “Sabrina mi ha salvato la vita. Con il suo amore. E adesso la sposo”, ha annunciato. Le nozze si terranno nella chiesa della Madonna dell’Orto a Venezia. Anche la sorella Elisabetta è stata presente costantemente: “Mi portava in giro per i migliori ristoranti della Versilia, pur di farmi mangiare qualcosa. Ordinava tutti i piatti del menu, nella speranza che almeno uno mi ingolosisse”, ha raccontato.

Vittorio Sgarbi e la compagna Sabrina Colle
Vittorio Sgarbi e la compagna Sabrina Colle (fonte: DiLei)

La riapparizione pubblica di Sgarbi al seggio elettorale, tuttavia, ha scatenato una nuova polemica con la figlia Evelina, che ha recentemente depositato un’istanza per la nomina di un amministratore di sostegno per il padre, sostenendo che “non sarebbe più in grado di seguire i propri interessi”. Secondo il legale di Evelina, Lorenzo Giacobbi, portare Sgarbi al seggio sarebbe stata un’operazione strumentale: “È stato praticamente condotto nel seggio elettorale dopo un viaggio di centinaia di chilometri, ma così, per il solo gusto di fotografarlo e di far vedere al mondo che lui è nelle condizioni di poter esercitare i suoi diritti”.

L’avvocato ha aggiunto che Evelina è “molto triste e dispiaciuta di vedere suo padre così sofferente” e che è stata particolarmente colpita dai commenti sui social: “Commenti di insulti, commenti che lo deridono. Sui social si è scatenato di tutto”. Secondo la difesa di Evelina, il padre avrebbe bisogno di cure più adeguate: “Parliamo di un soggetto anziano, di un soggetto fortemente debilitato che ha combattuto una grave sindrome depressiva e che quindi va curato anche attraverso le cure domiciliari, ma devono essere adeguate”.

Sgarbi ha risposto alle accuse della figlia definendo la situazione “incomprensibile”: “Non ho capito bene perché l’abbia fatto, e che cosa voglia. Il mio patrimonio? Certo, i quadri sono moltissimi. Cinquecento. Ma non sono più miei. Sono della Fondazione Cavallini-Sgarbi. Me ne sono spossessato. Sono vincolati all’Italia”. Il critico ha spiegato che le sue opere non possono lasciare il Paese né essere vendute singolarmente, solo eventualmente in blocco.

La famiglia appare divisa: mentre Evelina ha intrapreso l’azione legale, l’altra figlia, Alba, ha difeso pubblicamente il padre. Il figlio maschio Carlo ha invece preferito astenersi dal prendere posizione. Nonostante le tensioni familiari e le cicatrici della depressione, Sgarbi ha confessato di aver ritrovato una ragione per guardare avanti: “Ho rischiato di morire, ma non ho avuto paura. Ho sentito che c’è gente che mi vuole bene”.

La compagna Sabrina, che lo sposerà prossimamente, ha offerto un ritratto intimo del critico: “Vittorio sembra feroce, crudele; in realtà è un sentimentale. Lascia traccia. Le sue ex gli vogliono ancora bene, vogliono il suo bene, e hanno voluto bene a me”. Ora, dopo mesi tra ospedali e cure, dopo essere passato da 59 a 71 chili, Sgarbi sembra pronto a riprendersi la sua vita, tra il matrimonio imminente e il ritorno graduale alla scena pubblica, pur con le ferite ancora aperte di una battaglia che ha definito “terribile”.

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