Nell’inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana emerge un dettaglio inquietante che rischia di complicare ulteriormente la posizione dei titolari del locale Le Constellation. Secondo quanto riportato dal sito Bastion Media, esisterebbe un video ripreso dalle telecamere di sorveglianza del Comune che immortalerebbe Jessica Moretti, la titolare 39enne del disco-bar, mentre fugge dal locale subito dopo l’incendio con la cassa dell’incasso sottobraccio e un braccio ustionato.
L’indiscrezione, che attende ancora una conferma ufficiale da parte delle autorità, descrive scene drammatiche: qualche minuto dopo l’inizio dell’incendio, la donna sarebbe scappata dal luogo del disastro portando con sé il denaro della serata, quello pagato dai ragazzi che in quegli stessi istanti rimanevano intrappolati tra le fiamme. Un comportamento che, se confermato, aggraverebbe la posizione di Jessica e del marito Jacques Moretti, già indagati per omicidio colposo, lesioni e incendio colposo.
Dalle testimonianze raccolte emerge anche il ruolo del figlio dei proprietari, che secondo alcuni testimoni avrebbe sfondato una delle vetrate in plastica della veranda esterna durante la concitazione della fuga. Il locale, situato in rue Centrale, quella tragica sera ospitava molte più delle 240 persone consentite dalla licenza, trasformandosi di fatto in una discoteca non autorizzata.
A Crans-Montana, il tempo sembra essersi fermato alle prime ore dopo la tragedia. Dall’esterno di ciò che resta del Le Constellation arriva ancora in strada l’odore del rogo che ha causato il più grave disastro della storia recente elvetica. Le indagini procedono con l’audizione di circa 100-200 sopravvissuti, oltre ai soccorritori e ai responsabili dei controlli sulla sicurezza. Secondo gli inquirenti serviranno giorni, se non settimane, per definire un quadro completo di quanto accaduto.
La vicenda solleva interrogativi pesanti sulle responsabilità per la tragedia. Il sindaco Nicolas Féraud ha ammesso che dal 2020 non sono stati effettuati controlli al locale, se si escludono due interventi per un maniglione antipanico nella veranda. In Svizzera ciascuno dei 26 Cantoni ha una legge antincendio propria, e nel Vallese sono i singoli Comuni a gestire le verifiche. Crans-Montana aveva delegato una ditta privata che ha eseguito appena 40 controlli in esercizi pubblici sulle 1.430 verifiche totali previste.

Il sindaco sostiene di non sapere che non ci fossero stati controlli e che nel locale si ballasse regolarmente. Per il Comune quello era un semplice bar, anche dopo la profonda ristrutturazione del 2015 che aveva trasformato il piano interrato con l’applicazione di pannelli fonoassorbenti al soffitto, tanto basso che hanno preso fuoco da una cascata di scintille infilata nel collo di una bottiglia di champagne portata in trionfo. Nessuno si è accorto che mancava l’impianto antincendio obbligatorio quando si fa musica.
La questione è delicata per l’amministrazione comunale: secondo vari giuristi, il Comune rischia di essere chiamato a rispondere, per presunte omissioni, di concorso nei reati contestati ai gestori e potrebbe dover pagare risarcimenti per molte decine di milioni di franchi, cifre che potrebbero mettere in crisi anche la ricca amministrazione di Crans-Montana. Le pressioni per le dimissioni del sindaco e del consiglio comunale crescono di ora in ora.
Jacques e Jessica Moretti, originari della Corsica, erano arrivati sulle Alpi svizzere nel 2015 e in dieci anni avevano costruito un piccolo impero: quattro società e tre locali in gestione, tra cui Le Senso e Le Vieux Chalet. Per l’affitto di uno spazio commerciale come quello del Constellation si pagano 40mila euro al mese. Jacques, 49 anni, era diventato una figura nota nella cittadina con il suo fisico minuto e lo sguardo sempre coperto da occhiali scuri. In Svizzera lo chiamavano “il Corso” per le sue origini da Grisonaccia.
Secondo le cronache, in passato Jacques aveva avuto problemi con la giustizia in Corsica in indagini per prostituzione e truffa, prima di quella che molti descrivevano come una nuova vita. Anche Jessica, 39 anni, viene dalla Corsica ma ha vissuto e studiato per anni in Costa Azzurra. Ora la coppia deve affrontare accuse gravissime per una tragedia che ha provocato 40 morti e quasi 120 feriti, quasi tutti adolescenti.
Dalle testimonianze raccolte emergono elementi inquietanti: quella sera anche ragazzi minorenni sarebbero potuti entrare liberamente nel locale oltre le 22, senza controlli, attraverso una porta laterale dotata di codice pin. C’è poi l’uscita di sicurezza larga appena un metro e mezzo che sarebbe stata addirittura ridotta rispetto alle dimensioni originali.
Ancora più grave la questione delle porte della veranda: dai primi rilevamenti risulta che si aprissero al contrario rispetto alla direzione di fuga, rendendo difficoltoso l’esodo. Paolo Campolo, analista finanziario italiano intervenuto per salvare i ragazzi intrappolati, ha raccontato che una delle porte non si sarebbe proprio aperta, forse perché chiusa. Jacques Moretti, nei giorni scorsi, ha dichiarato: “Noi accetteremo tutto quello che la giustizia deciderà”.



