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Home » Attualità » Trump “caccia” il Canada dal “Board of Peace”: lo scontro con Carney dopo il discorso a Davos

Trump “caccia” il Canada dal “Board of Peace”: lo scontro con Carney dopo il discorso a Davos

Trump ritira l'invito al Canada per il Board of Peace dopo lo scontro con il premier Carney a Davos. Tensione diplomatica senza precedenti.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino23 Gennaio 2026
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bandiera canadese che sventola
bandiera canadese che sventola (fonte: Unsplash)

Nelle ultime ore Donald Trump ha cancellato l’invito al Canada per entrare nel suo nuovo organismo internazionale chiamato “Board of Peace”, creato per gestire conflitti globali e coordinare la ricostruzione di Gaza. L’annuncio è arrivato tramite Truth Social, dove il presidente ha scritto direttamente al primo ministro canadese Mark Carney che il board stava ritirando l’invito a quello che aveva definito “il consiglio di leader più prestigioso mai assemblato”.

Il Board of Peace era stato presentato da Trump al World Economic Forum di Davos come un progetto rivoluzionario. Per farne parte come membro permanente, però, servono un miliardo di dollari, una richiesta che ha fatto sollevare più di un sopracciglio. Inizialmente pensato per Gaza, il progetto ha poi ottenuto l’approvazione del Consiglio di Sicurezza ONU nell’ambito del piano di pace proposto da Trump.

La rottura con il Canada non è arrivata dal nulla. Carney aveva accettato in linea di massima prima di Davos, ma aveva fatto sapere che serviva tempo per studiare i dettagli, soprattutto economici. Il ministro delle finanze canadese François-Philippe Champagne ha poi chiarito martedì che il Canada non avrebbe pagato il miliardo richiesto.

bandiera americana e canadese
bandiera americana e canadese (fonte: Unsplash)

Ma il vero problema è scoppiato dopo il discorso di Carney a Davos, dove ha parlato di una “frattura” nell’ordine mondiale causata dal comportamento aggressivo di Trump. Parole pesanti che hanno fatto infuriare il presidente americano. Mercoledì Trump ha risposto con durezza: “Il Canada vive grazie agli Stati Uniti. Ricordalo, Mark”.

La replica di Carney è arrivata giovedì, secca e orgogliosa: “Il Canada non vive grazie agli Stati Uniti. Il Canada prospera perché siamo canadesi”. Né Ottawa né la Casa Bianca hanno voluto commentare ulteriormente.

Durante il suo intervento in Svizzera, Trump ha spiegato che il board, una volta completato, potrà “fare praticamente tutto quello che vogliamo in collaborazione con le Nazioni Unite”. L’ONU ha però precisato che il coinvolgimento riguarderà solo la questione di Gaza, come previsto dalla risoluzione del Consiglio di Sicurezza.

Al momento fanno parte del Board of Peace Argentina, Bahrain, Marocco, Pakistan e Turchia. Molti alleati storici degli USA hanno invece declinato: Gran Bretagna, Francia e Italia (per il momento e non prima di aver risolto un problema costituzionale) hanno scelto di non aderire. Il Canada era tra i pochi Paesi occidentali interessati, prima dello scontro diplomatico.

 

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