Autore: Andrea Venuti

Nato ad Alessandria nel 1991, Andrea Venuti è un critico e saggista cinematografico nonché professore di Storia dell'arte. Attualmente collabora, in qualità di redattore, con tutte le realtà editoriali legate a Digital Dreams S.r.l (da ScreenWorld a CinemaSerieTv). Nel 2019 ha conseguito la laurea magistrale in Cinema e Media (110 e Lode) ed attualmente sta per ultimare un master di I livello in Discipline Artistiche. Dal 2014 ha iniziato a scrivere di cinema (specializzandosi in cinema asiatico) per diverse testate web e cartacee (FilmTv.it, Hong Kong Express, Movieplayer, Everyeye, Cina in Italia). Nel 2021 ha poi pubblicato per Profondo Rosso il saggio: John Woo e il crime movie di Hong Kong. Sempre nel 2021 è stato invitato, in qualità di ospite, al prestigioso Far East Film Festival di Udine (il festival cinematografico asiatico più importante d'Europa).

Gli yakitori (焼き鳥) sono spiedini di pollo alla griglia composti da pezzi di carne di tutte le parti del pollo: dal petto, alla coscia passando per la pelle, il fegato per arrivare fino alle interiora. Solitamente grigliate e cotte con la carbonella, lo yakitori è un piatto popolare della cucina giapponese nonché una prelibatezza davvero economica che viene comunemente gustata insieme a un bicchiere di birra Asashi. Ad ogni modo, gli yakitori migliori vengono serviti nei ristoranti specializzati, noti come yakitori-ya. Tuttavia si possono trovare ottimi yakitori anche in altri luoghi come gli izakaya e ovviamente negli stand gastronomici dei…

Continua a leggere

Un tipico Ryokan è una locanda giapponese realizzata con uno stile ed un’architettura tradizionale. Struttura molto caratteristica, diversissima dai soliti hotel, laddove il mantenimento di determinati aspetti culturali (il dormire sui Futon) e dell’atmosfera che richiama un Giappone feudale sono le caratteristiche di queste strutture; locande spesso collocate in luoghi distanti dalla modernità e dal caos cittadino. Ad ogni modo, i ryokan fanno parte della cultura giapponese da secoli. Alcuni dei primi ryokan si trovavano (e alcuni si trovano ancora) lungo il sentiero del Tokaido (oggi autostrada), che collegava la capitale Edo (l’attuale Tokyo) al Palazzo Imperiale di Kyoto. Si…

Continua a leggere

Miyajima (宮島) è una piccola isola a meno di un’ora dalla città di Hiroshima. È famosa soprattutto per la sua gigantesca porta torii, che durante l’alta marea sembra galleggiare sull’acqua. Miyajima è altresì un’isola sacra dove per tradizione non non si può nascere e neanche morire. Ad ogni modo, sebbene il nome ufficiale sia Itsukushima, l’isola è più comunemente chiamata Miyajima, che in giapponese significa “isola del santuario”. Questo perché l’isola è strettamente legata al suo santuario chiave, Itsukushima Shrine. Come la porta torii, gli edifici principali del santuario sono costruiti sull’acqua. Miyajima è un luogo altamente romantico, che si…

Continua a leggere

In Giappone, il Mercato di Nishiki (錦市場, Nishiki Ichiba) è una stretta via commerciale, tutta al coperto, lunga cinque isolati, fiancheggiata da oltre cento negozi e ristoranti. Conosciuto come “la cucina di Kyoto”, questo vivace mercato al dettaglio è specializzato in tutto ciò che riguarda il cibo, come frutti di mare freschi, prodotti, coltelli e pentole, ed è un luogo ideale per trovare cibi di stagione e specialità a km zero. Il mercato di Nishiki a Kyoto ha un’atmosfera piacevole ma movimentata e vi permetterà di esplorare la varietà di delizie culinarie per cui Kyoto è famosa. I negozi variano…

Continua a leggere

Il Santuario di Fushimi Inari (伏見稲荷大社, Fushimi Inari Taisha) è un importante santuario shintoista che si trova nella parte meridionale di Kyoto (appunto ad Inari). È famoso per le sue migliaia di porte torii vermiglie, che si trovano a cavallo di una rete di fitti sentieri, tutti esplorabili. I sentieri conducono alla foresta boscosa del sacro Monte Inari, che si erge a 233 metri e fa parte del territorio del santuario. Ad ogni modo, i Tori collocati nel santuario sono circa 10000. Fushimi Inari è il più importante dei santuari dedicati a Inari, il dio shintoista del riso. Si ritiene…

Continua a leggere

Il kimchi è una sorta di crauti, piatto tipico della cucina tradizionale coreana, leggermente piccante ed ottenuto dalla combinazione di una serie di verdure fermentate. Ad ogni modo, le verdure utilizzate per la ricetta base sono solitamente il cavolo napa, il ravanello daikon e le immancabili carote. Inoltre per insaporire il tutto, si tende ad aggiungere un po’ d’aglio, zenzero e ovviamente il peperoncino coreano (gochugaru, amatissimo dalla popolazione locale). In Italia si trova nei negozi alimentari asiatici oppure su Amazon, a prezzi convenienti. Questa miscela di spezie e verdure viene poi latto-fermentata in modo da sviluppare una piacevole acidità…

Continua a leggere

In Giappone fortunatamente si può mangiare molto bene spendendo poco, pensiamo solamente ai tantissimi e ristoranti di ramen, tuttavia non si può dire la stessa cosa per la frutta che è cara, e una singola mela spesso costa più di 2/3€ al pezzo e in alcuni casi molto di più. Ad ogni modo, i motivi principali di tale rincari sono essenzialmente due. Il primo motivo è correlato ai pochi terreni agricoli e alla forza lavoro limitata, il tutto unito a tecniche di coltivazione davvero uniche. Spesso gli agricoltori giapponesi curano ed alimentano la frutta con estrema attenzione al punto da creare…

Continua a leggere

I gyoza (餃子, gyōza) sono dei ravioli ripieni con carne macinata unita ad un mix verdure a km zero. Conosciuti anche come pot stickers, i gyoza sono originari della Cina (dove sono chiamati jiaozi), ma sono diventati un piatto molto popolare in Giappone. Il ripieno tipico dei gyoza è costituito da carne di maiale macinata, erba cipollina, cipolla verde, cavolo, zenzero, aglio, salsa di soia e olio di sesamo. Ad ogni modo, i gyoza più tipici che troverete in Giappone sono i cosiddetti Yaki Gyoza: ravioli prima cotti con acqua calda, un filo d’olio e amido di mais e poi…

Continua a leggere

Tokusatsu (特撮) è una parola giapponese che significa letteralmente “effetti speciali”. Viene utilizzata principalmente per indicare film e fiction televisive giapponesi in live action che fanno uso di effetti speciali altamente artigianali, laddove costumi appariscenti ed improbabili esplosioni e trasformazioni la fanno da padrone. Il termine tokusatsu è una contrazione della frase giapponese “tokushu satsuei” (特殊撮影), che significa “fotografia speciale”. L’intrattenimento tokusatsu è spesso di fantascienza, fantasy o horror. Le tipologie più popolari di tokusatsu sono i film sui mostri kaiju (come le serie cinematografiche su Godzilla e Gamera), i serial televisivi sui supereroi (le serie Kamen Rider e Metal Heroes)…

Continua a leggere

Harajuku (原宿 in giapponese) è un piccolo quartiere di Tokyo situato tra Shibuya e Shinjuku e si trova sulla linea JR Yamanote che circonda il centro di Tokyo (pertanto è facilmente raggiungibili). Molte persone scendono dal treno alla stazione di Harajuku per visitare luoghi popolari come il Parco Yoyogi, il Santuario Meiji e l’immancabile Takeshita Street: una via di Harajuku incredibilmente cool, zeppa di negozi di abbigliamento incredibilmente appariscenti e alla moda. Per comprendere l’importanza di Takeshita Street, vi ricordiamo che la protagonista del cult movie Kamikaze Girls di Tetsuya Nakashima del 2004 era solita fare shopping proprio in questa…

Continua a leggere