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Home » Spettacolo » Sanremo 2026, la prima serata è uno show amarcord: nella top 5 provvisoria Arisa, Fulminacci, Brancale, Ditonellapiaga, Fedez & Masini

Sanremo 2026, la prima serata è uno show amarcord: nella top 5 provvisoria Arisa, Fulminacci, Brancale, Ditonellapiaga, Fedez & Masini

Sanremo 2026, la classifica parziale della prima serata incorona Arisa: chi ha votato, chi ha brillato sul palco e tutti i momenti indimenticabili della serata inaugurale.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino25 Febbraio 2026Aggiornato:25 Febbraio 2026
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Carlo Conti a Sanremo 2026
Carlo Conti a Sanremo 2026 (Rai Play)

La prima serata del Festival di Sanremo 2026 ha già il suo primo verdetto. La Giuria della Sala Stampa, Tv e Web ha stilato la classifica provvisoria iniziale, che, senza un ordine di piazzamento ufficiale, vede in testa Arisa, insieme ad altri cinque nomi che hanno lasciato il segno: Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Marco Masini. Trenta Big in gara, una sola serata per fare la prima impressione: missione compiuta, almeno per questi sei.

Carlo Conti, alla guida del suo quinto Festival, ha scelto di omaggiare fin dall’inizio il maestro Pippo Baudo. È la sua voce storica, “Buonasera, benvenuti al festival della canzone italiana, benvenuti al festival di Sanremo”, ad aprire la serata, mentre l’Ariston scandisce il suo nome come un coro da stadio. Conti, visibilmente emozionato, dedica l’intera edizione a Baudo, definendo il tributo semplicemente «doveroso». Nel tradizionale passaggio del testimone, Olly, vincitore nel 2025 con Balorda Nostalgia, torna sul palco per simbolicamente consegnare il festival alla nuova edizione.

Co-conduttrice della prima serata, Laura Pausini porta con sé il peso di una storia lunga oltre trent’anni. Le immagini del 1993, quando Baudo la lanciò sul palco appena diciottenne con La Solitudine, fanno il giro del teatro e del cuore degli spettatori. “Sono molto felice, grazie per questo sogno”, dice. E racconta che, prima di salire sul palco, ha chiamato proprio Baudo: gli ha detto di non avere paura, che era pronta. E allora eccola lì, con qualche zeta romagnola di troppo (tra i tormentoni più pesanti della serata).

Quando l’Ariston ha sentito riecheggiare le parole “dirige l’orchestra il maestro Peppe Vessicchio” (omaggiato nel pomeriggio dai The Jackal), la platea è esplosa.

Conti ha reso omaggio a chi non c’è più: Angela Luce, Tony Dallara, Sandro Giacobbe, Gianni Pettenati e Maurizio Costanzo, scomparso esattamente tre anni fa. Ha annunciato anche la presenza, nella seconda serata, di Camilla Ardenzi, nipote di Ornella Vanoni, per un omaggio alla grande cantante con Eternità.

Ospite d’eccezione della serata: Gianna Pratesi, 105 anni, di Chiavari, che 80 anni fa fu tra le prime donne italiane a votare. Il suo racconto ha strappato un applauso commosso. Peccato che sullo schermo alle sue spalle sia apparso un clamoroso refuso: il referendum del 2 giugno 1946 attribuito alla «Repupplica».

Gianna Pratesi a Sanremo
Gianna Pratesi a Sanremo (RaiPlay)

Tiziano Ferro ha festeggiato 25 anni di carriera con un set travolgente: ha iniziato a cappella con Ti scatterò una foto, ha ripercorso i suoi classici e ha presentato il nuovo brano Sono un grande, con un messaggio diretto: «Finalmente posso dirmi bravo, anche contro gli hater». E ha scherzato con Pausini: «Il prossimo anno vengo io al posto di Carlo».

Tra le esibizioni più acclamate, quella di Fulminacci con Stupida sfortuna, definita unanimemente una delle più convincenti della serata. Poi Serena Brancale, che ha chiuso la sua Qui con me con gli occhi lucidi, dedicandola alla madre scomparsa: un momento di pura intensità. Ermal Meta ha portato la sua ninna nanna Stella Stellina cucendo sulla camicia il nome di Amal, piccola vittima di Gaza. Conti, consegnandogli il bouquet, ha detto: «Che i fiori siano solo per far festa e non sulle tombe dei bambini».

La reunion tra Kabir Bedi e Can Yaman — i due Sandokan di generazioni diverse — ha scatenato la nostalgia del pubblico più adulto. Sul palco galleggiante, Max Pezzali ha trascinato l’Ariston con le sue hit intramontabili, mentre Sal da Vinci ha fatto cantare tutti con Rossetto e Caffè prima del suo brano in gara.

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