A due mesi dal referendum sulla giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo 2026, la Chiesa cattolica italiana prende posizione attraverso le parole del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Durante l’introduzione ai lavori del Consiglio episcopale permanente, il cardinale ha lanciato un doppio appello ai cittadini: informarsi sulla posta in gioco e partecipare attivamente al voto.
L’intervento di Zuppi si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la riforma della giustizia e la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, temi al centro del dibattito politico nazionale. La posizione della Cei rappresenta un intervento significativo in vista della consultazione popolare che coinvolgerà milioni di italiani chiamati a esprimersi sul futuro dell’ordinamento giudiziario.
Il cardinale ha fatto esplicito riferimento al “clima generale di disimpegno” che caratterizza la partecipazione elettorale in Italia, fenomeno che emerge puntualmente in occasione di ogni consultazione. Per questo motivo, ha sottolineato, la Cei sente l’esigenza di ribadire l’importanza della partecipazione democratica come elemento fondamentale della responsabilità civica.
“Tutti noi parteciperemo, perché corresponsabili del bene comune del nostro Paese”, ha dichiarato Zuppi, invitando i fedeli e tutti i cittadini ad andare a votare dopo essersi adeguatamente informati e aver ragionato sui temi in discussione. Il presidente della Cei ha messo in guardia dal lasciarsi “irretire da logiche parziali”, auspicando invece una riflessione consapevole sulle implicazioni che la riforma avrà per il presente e il futuro della società italiana.
Nel merito della questione giudiziaria, Zuppi ha evidenziato l’importanza di preservare l’equilibrio tra i poteri dello Stato, principio cardine lasciato in eredità dai padri costituenti e che rappresenta un elemento fondamentale della Costituzione italiana. La separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici e l’assetto del Consiglio Superiore della Magistratura sono temi che, secondo il cardinale, non devono lasciare indifferenti né i pastori né la comunità ecclesiale.
“Autonomia e indipendenza sono connotati essenziali per l’esercizio di un processo giusto”, ha affermato il presidente della Cei, specificando che tali valori devono essere perseguiti pur nelle diverse possibili realizzazioni storiche e nella pluralità di opinioni e orientamenti. Questa posizione esprime di fatto il sostegno della Chiesa cattolica al principio dell’autonomia della magistratura, considerato imprescindibile per garantire la giustizia nel Paese.
L’appello di Zuppi si estende oltre il semplice atto del voto. Il cardinale ha auspicato che l’attenzione sull’esercizio concreto della giurisdizione in Italia continui anche dopo il referendum, riconoscendo che si tratta di uno snodo importante per la custodia del bene comune e il perseguimento della giustizia, un ambito che attualmente soffre di molte difficoltà nel nostro Paese.
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La Cei ha inoltre espresso il desiderio che su questi temi, come su tutti gli altri che interessano la convivenza nazionale, rimanga sempre vivo un dialogo responsabile e costruttivo tra le forze sociali e culturali e le diverse parti politiche. L’obiettivo indicato è la ricerca del massimo consenso possibile attorno a soluzioni orientate al bene comune, superando le divisioni partitiche.
Non è la prima volta che i vescovi italiani si esprimono su riforme di rilievo costituzionale. Recentemente la Conferenza Episcopale ha manifestato forte preoccupazione riguardo all’autonomia differenziata, temendo che potesse accentuare il divario tra Nord e Sud del Paese e danneggiare ulteriormente le aree interne più svantaggiate. Anche in quel caso, l’intervento era motivato dalla difesa del principio di coesione nazionale e di equità tra i territori.
Durante il suo intervento, il cardinale Zuppi ha toccato anche altri temi di stretta attualità. Ha fatto riferimento agli episodi di violenza giovanile e ai casi di femminicidio, definiti “martellanti” e sottolineando la necessità di insistere nella difesa della vita, della dignità e della libertà delle donne. Il presidente della Cei ha espresso preoccupazione anche per questioni etiche come il fine vita.
In vista della Giornata della Memoria, Zuppi ha condannato con fermezza lo sviluppo di fenomeni di antisemitismo in Italia, fenomeni che ha definito privi di qualsiasi giustificazione nonostante i drammatici problemi legati alla violenza a Gaza e in Cisgiordania. La Chiesa italiana ha ribadito la propria vicinanza a tutte le comunità ebraiche del Paese e il proprio impegno nel contrastare tali manifestazioni di odio.
Il referendum sulla giustizia si preannuncia quindi come un appuntamento cruciale per il sistema democratico italiano, con la partecipazione attiva sollecitata non solo dalle forze politiche ma anche dalle istituzioni religiose. Contro la riforma promossa dal ministro Nordio sono state raccolte in pochi giorni oltre 500mila firme, segno dell’interesse e della mobilitazione su un tema che divide profondamente l’opinione pubblica.
La posizione espressa dalla Cei attraverso le parole del cardinale Zuppi rappresenta un contributo significativo al dibattito pubblico, richiamando i cittadini alla responsabilità individuale e collettiva di partecipare consapevolmente alle scelte che determineranno l’assetto futuro della giustizia italiana, nel rispetto dei principi costituzionali e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato.



