Oggi pomeriggio, nella chiesa di San Marco a Milano, le note della tromba di Paolo Fresu accompagneranno l’ultimo viaggio di Ornella Vanoni. Una richiesta esplicita che la cantante milanese aveva formulato all’amico musicista nel maggio del 2020, durante una telefonata davanti alla scuola del figlio di Fresu. “Scherzosamente, quando me lo chiese, io le dissi ‘Va bene, ma se muoio prima io tu devi cantare al mio funerale’. Ne abbiamo parlato spesso”, ha raccontato il trombettista sardo.
Lo stesso desiderio Ornella Vanoni lo aveva espresso pubblicamente durante una partecipazione a Che tempo che fa: “Adesso scelgo il vestito, la bara deve costare poco perché devo essere bruciata. Poi buttatemi in mare, quello che vi pare… Mi piacerebbe Venezia, fate come volete. Il vestito ce l’ho, è di Dior. Poi ho chiesto a Paolo Fresu di suonare durante il funerale”.
Per Fresu, questa richiesta rappresenta “qualcosa di davvero intimo e che rappresenta la grande stima e amicizia che tra noi c’è stata”. Il musicista si è detto colpito dal “rigore di pensare a un domani” dimostrato dalla cantante, suggellando così un legame professionale e umano durato oltre trent’anni.
Paolo Fresu è nato a Berchidda, in provincia di Sassari, il 10 febbraio 1961. Il suo percorso musicale è iniziato precocemente, all’età di 11 anni, quando è entrato nella banda musicale “Bernardo De Muro” del suo paese natale. Qui ha ricevuto i primi insegnamenti teorici e tecnici, propedeutici agli studi conservatoriali che avrebbe intrapreso successivamente.
Trasferitosi a Sassari, Fresu ha frequentato il conservatorio Luigi Canepa dove ha scoperto quella che sarebbe diventata la sua principale passione: il jazz. Nel 1982 è iniziata la sua attività professionale con le prime registrazioni per la Rai sotto la guida di Bruno Tommaso e la partecipazione ai seminari di Siena Jazz. Due anni dopo, nel 1984, si è diplomato in tromba presso il conservatorio Giovanni Pierluigi da Palestrina di Cagliari, studiando con il maestro Enzo Morandini.
La carriera di Fresu si è caratterizzata per una straordinaria versatilità artistica. Si è dedicato a progetti che spaziano dal jazz alla musica etnica, dalla world music alla musica contemporanea, dalla musica leggera a quella antica. Nel corso degli anni ha collaborato con artisti di calibro internazionale come Alice, Trilok Gurtu, Michael Nyman, Negramaro, Evan Parker, Gunther Schuller, Stadio, Ornella Vanoni e Peter Gabriel.
Dal 1988, Fresu organizza e dirige nel suo comune natale il Time in Jazz, festival annuale di musica jazz che ha acquisito nel tempo una caratura internazionale, portando ogni estate a Berchidda musicisti da tutto il mondo. È stato inoltre direttore artistico dei Seminari Jazz di Nuoro dal 1989 al 2013 e del festival Bergamo Jazz dal 2009 al 2011. Nel 2010 ha fondato l’etichetta discografica Tŭk Music.
Il trombettista sardo è stato ospite di grandi organici orchestrali, tra cui la grande orchestra italiana, l’orchestra nazionale di jazz francese, l’orchestra della radio tedesca di Amburgo, l’Italian Instabile Orchestra, l’orchestra dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, l’orchestra sinfonica della Rai, l’orchestra dell’Arena di Verona e I Virtuosi Italiani.
Dopo la morte di Ornella Vanoni, avvenuta il 21 novembre 2025 all’età di 91 anni, Fresu ha scelto di ricordarla con una lunga lettera, intima e affettuosa, fitta di ricordi personali maturati in oltre trent’anni di amicizia. Nella sua lettera, Fresu descrive la cantante come “l’emozione della vita. La sua e la nostra. Capace di mettere al centro del mondo la solitudine e la passione, l’amore per se stessa e per il prossimo, il pathos e la poesia che salverà (forse) il mondo”. La definisce una donna “sfuggente che abborriva l’ovvietà e il banale. Un’artista che ha frantumato il sottile equilibrio tra arte e vita e che ha fatto del palcoscenico la sua casa dove ospitare e dispensare i sentimenti umani”.
Tra i ricordi condivisi, Fresu cita il concerto che Vanoni tenne a titolo solidale nel cortile delle scuole Pavese dove suo figlio frequentava le elementari, e quello nel prato della casa di Fabrizio De Andrè alle sei del pomeriggio, quando lei, scalza, disse “non mi è mai capitato di cantare a merenda”. Poco tempo prima della morte, la cantante aveva chiesto a Fresu di essere accompagnata per mano al conferimento della Laurea Honoris Causa.
L’ultima volta che si erano esibiti insieme era stato a Bologna nel marzo 2025, quando in The Man I Love, arrangiata da Celso Valli, Ornella Vanoni “sembrava Billie Holiday”. Intervistato ieri all’uscita della camera ardente allestita al Piccolo Teatro Grassi, Fresu ha dichiarato: “Domani ci sarò, Ornella ha rappresentato un’enormità per il mondo intero“.



