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Home » Attualità » Mattarella a sorpresa presiede un plenum del CSM e rimette tutti in riga: “Serve rispetto tra le istituzioni”

Mattarella a sorpresa presiede un plenum del CSM e rimette tutti in riga: “Serve rispetto tra le istituzioni”

Sergio Mattarella interviene al CSM: un richiamo fermo al rispetto tra istituzioni e alla neutralità della magistratura dopo lo scontro con Nordio.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino18 Febbraio 2026Aggiornato:18 Febbraio 2026
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Sergio Mattarella al CSM
Sergio Mattarella al CSM (fonte: YouTube)

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha compiuto un gesto di eccezionale valore simbolico e politico. Recandosi senza preavviso a Palazzo Bachelet per presiedere una sessione ordinaria del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), il Capo dello Stato ha voluto segnare un punto di fermo dopo le recenti e durissime polemiche che hanno visto contrapposti il Governo e le toghe italiane in vista del prossimo referendum sulla riforma della Magistratura e la separazione delle carriere.

La rarità dell’evento è stata sottolineata dallo stesso Mattarella, il quale ha fatto notare come, nei suoi undici anni di mandato, non fosse mai accaduto che il Presidente della Repubblica partecipasse ai lavori ordinari dell’organo di autogoverno dei magistrati. Questa scelta “non consueta” è stata dettata dalla necessità di tutelare l’istituzione di cui, come prevede la Costituzione, è presidente.

“Come presidente della Repubblica avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza nell’interesse della Repubblica“.

L’iniziativa giunge come risposta diretta alle pesanti dichiarazioni del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che nei giorni scorsi aveva utilizzato termini pesanti, definendo “paramafioso” il meccanismo delle nomine interne al Consiglio. La presenza fisica di Mattarella al plenum ha funzionato come scudo istituzionale per ristabilire il prestigio di un organismo che rappresenta un pilastro della nostra democrazia.

Il cuore del messaggio presidenziale è stato un appello accorato al rispetto reciproco. Mattarella ha esortato le “altre istituzioni”, con un riferimento nemmeno troppo velato all’Esecutivo e al Guardasigilli, a manifestare il dovuto riguardo verso il CSM, sottolineandone il rilievo costituzionale. Il Capo dello Stato non ha negato che il sistema giudiziario possa avere lacune o commettere errori, ammettendo che la critica sia legittima e necessaria, ma ha precisato che tale diritto appartiene a ogni ambito del potere pubblico, sia esso legislativo, esecutivo o giudiziario.

Secondo il Presidente, nessun organo dello Stato può considerarsi perfetto, ma l’analisi dei difetti non deve mai tradursi in uno scontro distruttivo. In un periodo in cui il dibattito pubblico è infiammato dalla vicinanza di scadenze referendarie e richieste di elenchi di donatori politici, il richiamo alla sobrietà appare come un tentativo di evitare derive pericolose per l’equilibrio della Repubblica.

Oltre a difendere il CSM dagli attacchi esterni, Mattarella ha rivolto un monito anche ai magistrati stessi. Ha ribadito con forza che la sede del Consiglio deve rimanere rigorosamente istituzionale, impermeabile a controversie o interessi di natura partitica. Per il Capo dello Stato, la magistratura deve operare nell’esclusivo interesse della nazione, evitando di farsi trascinare nell’arena della lotta politica.

L’intervento si è concluso con una ferma esortazione alla collaborazione leale tra i poteri dello Stato. Prima di lasciare Palazzo Bachelet, Mattarella ha ricordato che la stabilità della Repubblica dipende dalla capacità dei suoi rappresentanti di dialogare con correttezza, specialmente nei momenti di crisi. Questo “ritorno all’ordine” segna una tappa fondamentale nella gestione dei rapporti tra politica e giustizia, ristabilendo, almeno temporaneamente, una tregua basata sulla gerarchia dei valori costituzionali.

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