In una clamorosa inversione di rotta, il presidente Donald Trump ha esortato nelle scorse ore i repubblicani della Camera a votare per la pubblicazione completa dei file sul caso Jeffrey Epstein, definendo la vicenda una “bufala dei democratici” e affermando che il partito non ha nulla da nascondere. La dichiarazione, pubblicata su Truth Social, rappresenta un cambiamento radicale rispetto alla posizione di appena pochi giorni prima, quando Trump aveva fatto pressioni sui membri del suo partito per bloccare l’iniziativa.
“I repubblicani della Camera dovrebbero votare per pubblicare i file Epstein, perché non abbiamo nulla da nascondere ed è tempo di andare avanti da questa bufala democratica perpetrata da pazzi della sinistra radicale per distrarre dal grande successo del Partito Repubblicano“, ha scritto Trump, citando anche la recente vittoria repubblicana sulla questione dello shutdown governativo.

La svolta del presidente arriva in vista del voto previsto per martedì alla Camera. Il deputato repubblicano Thomas Massie del Kentucky e il democratico Ro Khanna della California hanno raccolto la scorsa settimana firme sufficienti per la cosiddetta discharge petition, una procedura parlamentare che consente di forzare il Dipartimento di Giustizia a rilasciare tutti i documenti del caso Epstein.
Tutto questo arriva nel momento in cui si è consumata una profonda frattura fra Trump e la (ex?) fedelissima deputata della Georgia Marjorie Taylor Greene.
Un tempo sua strenua alleata, Greene ha accusato il presidente per il presunto coinvolgimento con l’imprenditore Jeffrey Epstein, in particolare per il suo timore a rendere pubblici gli Epstein Files.
La decisione di procedere rapidamente con il voto in aula è arrivata subito dopo la pubblicazione della scorsa settimana di migliaia di nuove email di Epstein da parte della commissione di controllo. In una di queste mail, diventata immediatamente virale, si alludeva a un rapporto “particolare” fra Trump e il misterioso Bubba (che in molti ritenevano essere Bill Clinton).
I leader del GOP, ovvero il Grand Old Party, alla Camera si stavano preparando già dalla scorsa settimana a un voto contrario a Trump.



