Milano ha dato l’ultimo saluto a Ornella Vanoni nella chiesa di San Marco, in Brera, dove si sono svolti i funerali della cantante, scomparsa venerdì scorso a 91 anni. Il feretro, accolto da un lungo applauso, è stato adagiato su una bara di legno chiaro decorata con una grande composizione di fiori gialli, il colore preferito dall’artista. Diversi mazzi di fiori e cuscini floreali circondavano la bara, tra cui spiccava il cuscino di rose gialle inviato da Gino Paoli, forse il grande amore della sua vita.
Il momento più toccante della cerimonia è stato quando Paolo Fresu è uscito dal fondo della navata suonando con la sua tromba le note di “L’appuntamento” e un accenno di “Senza fine”, avvicinandosi lentamente alla bara fino a sfiorarla con la mano. Il trombettista e compositore jazz, visibilmente emozionato, ha voluto omaggiare così la sua grande amica, esaudendo un desiderio che la stessa Vanoni gli aveva espresso in vita: quello di suonare ai suoi funerali.
A celebrare la funzione è stato don Luigi Garbini, che nella sua omelia ha reso omaggio alla straordinaria carriera dell’artista con parole intense: “Quasi un secolo di vita ha passato dentro il teatro, con le visioni, il cinema, le canzoni. In tutti questi casi, come ha osservato recentemente Gino Castaldo, è sempre stata la musica a impossessarsi di lei”. Don Luigi ha poi aggiunto: “Sappiamo bene che i posseduti sono come dei tarantolati, cioè non possono opporsi al morso della musica. Ornella è stata posseduta dalla musica dall’inizio della sua vita alla fine“.
La chiesa di San Marco era gremita di personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e delle istituzioni. Nelle prime panche erano presenti il cantante Ron, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il sottosegretario Gianmarco Mazzi, i conduttori Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, la produttrice discografica Mara Maionchi, la cantante Dori Ghezzi, il cantautore Roberto Vecchioni, la cantautrice Gianna Nannini e la cantante e conduttrice Iva Zanicchi.
Erano presenti anche l’assessore alla Cultura di Milano Tommaso Sacchi, il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il questore di Milano Bruno Megale e il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia. Accanto alle autorità e agli amici del mondo dello spettacolo, sedevano il figlio, Cristiano, e i nipoti di Vanoni, Matteo e Camilla, insieme alla sua storica assistente Veronica De Andreis.
All’ingresso della chiesa, una grande corona di rose e peonie bianche ha attirato l’attenzione: era l’omaggio floreale di Mahmood, artista molto legato a Ornella Vanoni grazie al duetto “Sant’allegria”. Sul nastro della composizione si leggeva: “Delle stelle saranno la tua voce. Presente, Mahmood”.
Durante la cerimonia, i nipoti della cantante hanno condiviso un ricordo affettuoso e ironico della nonna: “Diceva che era a dieta ma non si tratteneva davanti a un bel bicchierone di vino”, un aneddoto che ha strappato sorrisi tra le lacrime e che restituisce l’immagine di una donna autentica, lontana da rigidi formalismi.
